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Memoria

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Religione e politica / Amselle. Islamici africani

Se c’è un autore che riesce sempre a far riflettere su temi, che spesso appaiono scontati, questo è Jean-Loup Amselle. Mantenendo dritta la barra del timone lungo una rotta che era già chiara fin dai suoi primi lavori di carattere africanista, Amselle ha sempre navigato contro le onde del pensiero comune sul quale spesso ci piace adagiarci. E di luoghi comuni l’Africa è stata infestata, soprattutto a causa della narrazione, quasi sempre occidentale, che è stata fatta di questo continente. Partendo da una triste attualità, quella del jihadismo in Africa occidentale, l’antropologo francese opera un’analisi storico-antropologica per dimostrarci come questo fenomeno abbia radici antiche, a dispetto della narrazione, piuttosto diffusa anche in ambienti accademici specializzati, che esista solo un “islam nero” di ispirazione prevalentemente sufi e tendenzialmente moderato, contaminato da molti elementi “pagani” tradizionali, che si contrappone all’islam ortodosso e radicale dei paesi arabi.   Questa divisione, secondo Amselle, come nel caso delle etnie africane, è ancora una volta il prodotto dei lavori di molti studiosi, di epoca coloniale e postcoloniale, che hanno voluto in...

Voyage en Bateau / Dipingere sul fiume: Daubigny e Le Botin

“Un poco a monte di Pont Marie, nel bel mezzo delle pimpanti squadre di canottieri e di iole che la dolce corrente della Senna dondola senza sosta, si può notare una modesta imbarcazione, con una sorta di maisonette zebrata a grandi righe di vari colori, come i galloni guadagnati nelle sue numerose navigazioni: è LE BOTIN!   Le sue graziose o ambiziose vicine, L’Invincible, La Belle-Sylphyde, limitano di solito le loro imprese facendo rotta da Pont Marie a Pont Charenton con un ridente carico di canottieri e di giovanette tutti ghiotti di matelote; ma A più alti destini può aspirare Le Botin   Perché porta Cesare e la sua fortuna, – vale a dire Daubigny e la sua tavolozza!”   Charles François Daubigny, L’artista che dipinge a bordo del Botin (1862), acquaforte, Bibliothèque nationale de France, Parigi. Si apre con queste righe la prefazione di Voyage en Bateau, un libro-raccolta di incisioni che raccontano le imprese di viaggio del Botin, la barca attrezzata a studio di Charles Daubigny (1817-1878). Amante del fiume (aveva passato la sua infanzia a Valmondois, un villaggio sull’Oise a nord di Parigi) per primo intuisce che stare a fior d’acqua giorno e notte,...

Il 5 febbraio 2004 ci lasciava lo scrittore cuneese / Nuto Revelli e i vinti dello sviluppo

Il 5 febbraio 2004 all’età di 85 anni ci lasciava Nuto Revelli. Ha saputo scrivere della guerra come pochi in Italia, una guerra vissuta sia da ufficiale dell’esercito che da partigiano. Ha passato il resto della vita a lavorare sulla memoria e a raccogliere le testimonianze di vita di quella che riteneva la sua gente. Questo articolo riflette su una parte della sua eredità.   Sono rimasto sull’uscio per qualche minuto. Entrando mi pareva di disturbare. Anche se in quel piccolo studio con le pareti rivestite di legno, non c’era nessuno. Non ero mai stato prima nella casa di Nuto Revelli in corso Brunet 1 a Cuneo. Oggi è la sede della fondazione che porta il suo nome. Laddove c’era la camera da letto condivisa con l’amata Anna, sono ora conservati i documenti di una vita che compongono l’archivio in fase di riordino. La stanza del figlio Marco si è invece trasformata in un ufficio. Mentre il salotto non sembra aver mutato destinazione d’uso: gli amici di un tempo lo ricordano come luogo di lunghe chiaccherate. Se una persona l’hai conosciuta esclusivamente attraverso le parole dei suoi libri, fa un certo effetto essere a un paio di metri dalla sua macchina da scrivere. Per...

Antisemitismo / La Comédie inhumaine

Sembra proprio che sia in atto un risveglio dell’antisemitismo. Lo leggiamo sui giornali, ci deprimono alcune vignette, l’odio islamico contro gli ebrei, e gli israeliani in particolare, non accenna a diminuire. Persistono manifestazioni misteriose, come per esempio il vandalismo nei cimiteri, delle quali non si riesce a trovare spiegazione.  Le popolazioni dell’Occidente dovrebbero essere interessate all’antisemitismo perché anch’esse sono diventate bersaglio, con il terrorismo, di una sorta di antisemitismo esteso.   Opera di Hiroyuki Masuyama. Durante un viaggio in Israele di molti anni fa, una mia amica carissima, non ebrea, che oggi purtroppo non c’è più, si stupì per un piccolo e vecchio cimitero musulmano preservato in piena città. La strada nella Gerusalemme ebraica si era divisa in due, aggirandolo rispettosamente. L’unico esempio di una prassi affine è a Roma nel Raccordo Anulare, dove l’autostrada si divide in due e nel mezzo si trova una serie di negozi abusivi di illuminazione. Si chiama “La variante dei lampadari”. Voleva esser certa dei suoi occhi, la mia amica, e perciò mi chiese se quello era un cimitero ebraico o musulmano. I cippi eretti e le...

L’invenzione dei linguaggi / Tre forme di creatività: tecnica, arte, politica

“Pensieri onirici e contenuto onirico manifesto stanno davanti a noi come due esposizioni del medesimo contenuto in due lingue diverse, o meglio, il contenuto manifesto ci appare come una traduzione dei pensieri del sogno in un altro modo di espressione, di cui dobbiamo imparare a conoscere segni e regole sintattiche, confrontando l’originale con la traduzione” (Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni)   Non è un libro su Freud, né un libro sul sogno (o almeno non solo), Tre forme di creatività: tecnica, arte, politica (Cronopio, 2017). Eppure, è attorno a questo passaggio centrale de L’interpretazione dei sogni che si gioca uno degli snodi fondamentali e più originali dell’ultimo lavoro di Pietro Montani. Il sogno e il lavoro immaginativo che esso mette in opera circoscrivono, infatti, uno dei luoghi teorici essenziali (insieme alla tecnica, all’arte, alla politica) per comprendere come vada intesa la creatività, almeno nel modo in cui Montani la descrive nelle pagine del suo recente volume. Un punto d’osservazione privilegiato non solo perché il sogno è l’attività che ci consente di produrre immagini, ma perché queste immagini, prodotte non in stato di veglia cosciente...

Un paese difficile e bellissimo / Viaggio nell'Italia di oggi

Poche nazioni come l’Italia sono segnate dalla grande varietà dei suoi luoghi e delle sue città. Una varietà che da sempre è all’origine della sua forza e della sua bellezza, ma anche delle sue difficoltà di governo. Le realtà, così come le rappresentazioni, dei luoghi dell’Italia sono assai persistenti: molte analisi del presente finiscono per richiamare l’annessione di Padova alla Serenissima nel 1405, la ricostruzione di Ragusa e dell’Aquila dopo i terremoti del 1693 e del 1703, l’editto sul porto franco di Trieste del 1719. Appare l’ambivalenza del tempo lungo. Ci ricorda la forza del nostro Paese; le radici profonde di risorse e capacità; la resilienza a mutamenti strutturali. Non è un fenomeno solo italiano: è straordinario come siano riemerse all’inizio del XXI secolo le differenze che caratterizzavano i luoghi dell’Europa centro-orientale all’inizio del XX, come se due guerre e quarant’anni di comunismo fossero stati piccoli accidenti di percorso nella «lunga durata». Ma, se è simile l’importanza dei retaggi storici, da noi mancano le grandi trasformazioni che stanno segnando oggi l’Europa orientale. In Italia è più forte il rischio di vivere troppo nel passato, con lo...

Speciale Aqua / Bambina e acqua

Senza l’acqua non c’è vita sulla Terra. L’acqua è preziosa. Possiede poi tante declinazioni: acqua da bere, acqua per lavarsi, acqua in cui nuotare. L’acqua e le sue immaginazioni sono al centro dei sogni, delle attività oniriche e fantastiche di uomini e donne. In collaborazione con Valmora dedichiamo uno speciale all’acqua pubblicando poesie, prose e scritti di autori italiani e stranieri.   Ferma come una biscia che si finge morta ma con gli occhi spalancati sul fondale guardava l’acqua in cui bere senza sale  senza la gola amara, solo la lingua liquida del fiume tra le foglie di frassino e il canneto. Sopravviveva in quel verde – in una tregua mentre il greto le asciugava il vestito  con una luce di erba, ossa, ghiaia.

Un'analisi degli oggetti della cultura di massa oggi / Critica

La tradizione di pensiero della modernità ha attribuito un ruolo importante alla capacità dell’essere umano di esercitare un ruolo critico verso la cultura della società in cui vive. Ciò è risultato evidente soprattutto nelle riflessioni che sono state sviluppate nei confronti della cultura generata dai media. Roland Barthes, ad esempio, ha fatto vedere già negli anni Cinquanta, nel celebre testo Miti d’oggi, come sia possibile criticare i miti della cultura di massa. Ha mostrato cioè che si può tentare di «demistificare» i messaggi dei media e dell’industria culturale. A dire il vero, prima ancora di Barthes, era stato Marshall McLuhan a indicare già nel 1951, con il volume La sposa meccanica, che i messaggi della cultura di massa potevano essere trattati esattamente allo stesso modo dei testi letterari e dunque sottoposti a una rigorosa analisi critica. E dopo McLuhan e Barthes, com’è noto, anche Umberto Eco e altri intellettuali hanno fatto vedere la possibilità di un’analisi critica dei messaggi della cultura di massa. L’approccio sviluppato da Barthes ha influenzato anche l’attività di ricerca esercitata dalla cosiddetta “Scuola di Birmingham”. Scuola dalla quale è derivato...

Stranieri residenti / Migranti. L'estraneo siamo noi

“…Occorre una politica che prenda le mosse dallo straniero inteso come fondamento e criterio della comunità, dativo a cui rispondere liberandone il passaggio.” Questo enunciato è sufficientemente emblematico della traccia in cui si colloca il libro di Donatella Di Cesare Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione (Bollati Boringhieri, 2017). Attraverso un percorso di decostruzione del concetto di sovranità e di ciò che gli ruota intorno, di analisi storica e genealogica, esso è effettivamente il tentativo di costruire un discorso filosofico che muova proprio dalla migrazione, che faccia dell’accoglienza il suo tema inaugurale e lasci entrare il migrante nella Città come straniero residente.   Questo topos biblico è il leit motiv del libro di Di Cesare che invita, partendo da qui, a ripensare, o forse cominciare a pensare, la migrazione non come un’emergenza a cui fare fronte con mezzi di eccezione o accordi inefficaci se non scellerati, ma come un fatto politico nell’ambito del quale la figura dello straniero assume importanza nucleare. Se il fenomeno migratorio è un fatto politico, afferma Di Cesare chiaro e forte, politici devono essere i mezzi per pensarlo e per...

Musicage / John Cage. Conversazioni private

La lettura di questo volume, Musicage, recentemente apparso per i tipi de il Saggiatore, è consigliata unicamente a coloro che sono in qualche misura già in confidenza con l'estetica e il pensiero di John Cage, figura un tempo controversa e ormai ampiamente storicizzata nel panorama del pensiero musicale del XX secolo.  Il carattere di chiacchiera personale tra Cage e l'autrice Joan Retallack che caratterizza lunghe sezioni del libro, infatti, dà per scontata la conoscenza di molti elementi biografici dell'autore e presume che chi legge abbia ascoltato buona parte dei lavori di cui si sta parlando. In caso contrario l'effetto di narcolessia è garantito, si ha proprio la sensazione di trovarsi a fare da terzo incomodo invisibile durante delle conversazioni private tra amici alle quali, però, non si è in grado di partecipare.  Altrettanto soporifera può rivelarsi la sezione iniziale dedicata ai Mesostics (un tipo composizione poetica a cavallo tra letteratura ed enigmistica ampiamente coltivata da Cage in tutta la propria esistenza) se non preceduta da una conoscenza dell'argomento in questione.  Conviene prima leggersi qualche volume “divulgativo” sul musicista...

29 gennaio 1998 Birthday Letters / Sylvia Plath nei versi di Ted Hughes

Il 29 gennaio 1998, in maniera del tutto inaspettata, sorprendente – come era del resto nella sua indole –Ted Hughes dà alle stampe la raccolta poetica intitolata Birthday Letters; una raccolta, l’ultima della sua brillante carriera da Poeta Laureato inglese, in cui lo Hughes poeta rivela la sua sensibilità di uomo, o meglio, in cui la sua sensibilità di uomo e di poeta si intersecano, magistralmente. È una sensibilità la sua, un poco grossolana, grezza, come si addice, dopotutto, al tentativo che un uomo può fare di avvicinarsi al mistero della femminilità, a quel mistero che è stata e resta sua moglie, Sylvia Plath. Ci prova Hughes, cerca di avvicinarvisi in punta in piedi, ma è massiccia la sua personalità, quasi prepotente, al punto che conviene dichiararsi da subito in difetto, ammettere che dopotutto sì, in qualcosa si è mancati, che qualcosa è sfuggito. C’è una differenza tra loro, una diversa postura che è, in ultima istanza, quella diversa posizione che l’uomo e la donna assumono più o meno inconsciamente, ed è a partire da questa sua differente postura che Hughes scrive a Sylvia. «Eri rinchiusa, boccheggiante, in una camera dove io non potevo trovarti, o anche solo...

Cedrata tassoni, cocoina e altri oggetti / La bellezza nel quotidiano

“E ad un tratto il ricordo mi appare. Quel sapore era quello del pezzetto di madeleine che la domenica mattina a Combray […] quando andavo a salutarla nella sua camera, zia Léonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio.” È questo strepitoso incipit di Proust a tornarmi in mente ogni volta che sorseggio la cedrata Tassoni, perché subito, titillate le papille gustative dalla liquida, dorata, sostanza, ecco affiorare alla mia memoria istanti delle mie estati di bambina, quando, per un compenso, più che non per soddisfare la mia sete (secondo il dettato dei premi e dei castighi con cui sono stata educata) mi veniva concesso di sorbire l’anelata bevanda, presente sul mercato, pressoché invariata, fin dal 1956 (ma in produzione già dal 1793 come farmacologico ‘estratto idroalcolico di cedro’).    L’ho ritrovato in seguito, quel suo gusto unico e mai dimenticato, appena appena dolce e vagamente acidulo, io che lo temevo perduto per sempre, quando, fattami ormai adulta, mi sono trasferita a vivere in Campania. Sembra un paradosso, ma è proprio così, la cedrata Tassoni, prodotta sul Lago di Garda è largamente diffusa e amata al sud, rinvenibile a macchia...

La dorata parmelia / Licheni

Forse per un residuale tic scolastico della biologia mandata a memoria, li nominiamo sempre insieme: muschi e licheni. È vero, fanno parte dei vegetali cosiddetti inferiori, i più primitivi. Sono privi di organi riproduttivi visibili, quindi di fiori, tanto che Linneo li classificò tra le Crittògame; non hanno fusti, né vere foglie e radici, ma una struttura indifferenziata detta tallo, che li immette di diritto tra le Tallòfite, tassonomia oggi preferita. Da come il tallo aderisce al supporto che s’è scelto vengono anche le distinzioni morfologiche: licheni crostosi, fogliosi, fruticosi, composti. Ma, per il ripasso didattico basta così.     Va solo aggiunto che i licheni non hanno alcun bisogno di accompagnarsi ai muschi, anzi. Sono già una coppia di fatto, e ben consolidata, tra un fungo e un’alga. Questa offre le sostanze organiche necessarie al compagno, che ricambia il favore elargendole i sali minerali indispensabili.   Cladonia pyxidata   Entrambi possono anche vivere separatamente, ma l’associazione consente loro di produrre individui più resistenti e di maggiore adattamento, capaci di sopravvivere in condizioni proibitive per qualsiasi altro...

Yoram Kaniuk, Adamo Risorto / Nel campo chi è l'uomo?

“Non vi è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano”, scriveva Henri Bergson in quel suo piccolo testo sul riso che, beffardo, apriva il secolo delle due guerre, delle lacrime e della più atroce disumanità.   Una risata che accompagnerà il fumo di migliaia di corpi, evaporati oltre i ghigni di labbra disciolte e dissolte nei gelidi venti dell'est Europa, cristallizzati in frammenti nevosi eternamente fluttuanti sul candore mancato di un'umanità da se stessa assassinata.   Il più grande nemico del riso è l'emozione, diceva Bergson. Non si può ridere di chi ispira compassione o affetto, bisogna “far tacere la pietà”, disidentificarsi dalla vittima, metterla a distanza. E disumanizzarla, anche, “introdurre qualcosa di meccanico in ciò che è vivente”.   Rendere un uomo un cane, ad esempio. Farlo mangiare dalla stessa ciotola di un Rex a quattro zampe, togliergli la parola, il simbolo primo del suo essere uomo, riducendolo a mero suono, a ringhio mansueto. È quello che succede ad Adam Stein, protagonista di Adamo Risorto, celebre libro di Yoram Kaniuk, già edito da Einaudi nel 2001 e appena ripubblicato da Giuntina.   As-soldato come clown anti-...

Philippe Sands. La strada verso est / Gestire la memoria

Fare i 'conti con il passato' è un'operazione complessa e delicata, impostata in particolare su due momenti cruciali. Il primo è la ricostruzione di quanto avvenuto, il secondo è la risposta del presente rispetto al passato. Il saggio di Philippe Sands, professore di diritto, La strada verso est (Guanda 2017) affronta entrambi i profili con un taglio non consueto. L'accertamento del passato è il lavoro cruciale dello storico e del giudice. Essi devono 'vedere dietro', assumere la 'retrospettiva' come criterio fondante attraverso modalità tipiche, e cioè la testimonianza orale e i documenti, ora anche con le prove scientifiche (impronte digitali, DNA ad esempio). È che porta alla ricostruzione del tempo, che riannoda i fili perduti, che trasforma i ricordi in narrazione come osserva Ricoeur. Sands interpreta questo ruolo rammemorativo attraverso 'microstorie' con cui si presentano sulla scena, attraverso foto, cartine, documenti, persone con il loro carico di storie che spesso si intrecciano, più o meno esplicitamente, con il diritto della loro epoca. Già il titolo fa riferimento a una strada della cittadina di Zolkiev nei pressi di Leopoli (Lwow, Lemberg, Lviv, Lvov), oggi in...

Nuovi volumi sullo scrittore torinese / Il sorriso di Primo Levi

1. Tre giovani su una panchina sorridono all’obiettivo in una foto in bianco e nero. A sinistra, c’è una ragazza mora seduta accanto a un uomo in maniche corte, che tiene il mento sollevato, la testa inclinata e le spalle un po’ curve. In primo piano, a destra, le gambe accavallate di un’altra ragazza, abito leggero e capelli raccolti in un’acconciatura d’epoca. L’uomo al centro è Primo Levi, la figura sulla destra è la sorella Anna Maria, quella a sinistra è la futura moglie Lucia Morpurgo.      La fotografia ci guarda da una delle prime pagine dell’Album Primo Levi, da poco uscito per Einaudi, a cura di Roberta Mori e Domenico Scarpa. Pubblicato nella collana dei «Saggi», la stessa in cui nel ’58 fu accolto Se questo è un uomo, il volume ha però il formato di un atlante, e non a caso: oltre a raccogliere le immagini, il libro disegna infatti anche una mappa, una topografia di Levi e dei suoi mondi concreti e immaginari. Proprio «I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza» è il titolo della mostra dedicata allo scrittore, allestita al Palazzo Madama di Torino dal gennaio all’aprile del 2015 e in seguito portata in luoghi emblematici (come il campo di...

Intorno al reality trend / Memorie dalla cortina di ferro

Atlas des Kommunismus – un “atlante del comunismo”, così recita il titolo dello spettacolo prodotto dal tedesco Maxim Gorki Theatre e alle sue prime e uniche repliche italiane all'Arena del Sole di Bologna. Ma l'esito della messinscena è ben lontano da quello che ci si potrebbe aspettare: nessuna mappatura d'aspirazione globale; nessuna più o meno teorica ricostruzione storica di ciò che è stata nelle idee e nei fatti una delle ideologie dominanti del XX secolo. L'allestimento firmato dall'argentina Lola Arias, ruota sì intorno al comunismo ma visto da un personalissimo punto di vista: che è quello della creazione, dell'ascesa e del crollo della DDR attraverso gli occhi di chi ha – in diversa misura – partecipato alla vicenda; e, lontano da qualsiasi pesantezza teorica, è storia concreta e personale, risolvendosi in scena in una sorta di performance multimediale (racconti, immagini, video, musiche e canzoni) interpretata da non-attori – a parte una – chiamati a testimoniare della propria biografia, ciascuna con un rapporto più o meno diretto e particolare con l'Est della Germania nella sua vicenda novecentesca, dagli anni Trenta a oggi.   Un’immagine dello spettacolo, ph....

Uguali e diversi / L'invenzione delle razze

Jax e Roddy sono due bambini di cinque anni, amici per la pelle, e vivono negli Stati Uniti. Un giorno Jax ha chiesto alla sua mamma di accompagnarli dal barbiere perché avevano deciso di fare uno scherzo alla maestra: volevano lo stesso taglio di capelli, così lei non sarebbe riuscita a distinguerli l'uno dall'altro. Al solo parlarne, morivano dal ridere immaginandosi il gran divertimento di tutta la classe. La cosa curiosa, in questa storia, è che i due bambini sono uno bianco e uno nero: un dettaglio talmente irrilevante per loro da non pensare neppure che potesse distinguerli l'uno dall'altro, non certo come un taglio di capelli. Quello sì che si nota, eccome! Ma cosa ci rende veramente diversi gli uni dagli altri – perché indubbiamente lo siamo – e cosa invece crediamo ci renda diversi? E il razzismo è negli occhi (ovvero nella mente e nel cuore) di chi guarda o invece nomina una realtà resa evidente dalle nostre differenze?    Il razzismo, cioè la volontà di suddividere gli esseri umani in classi biologiche distinte in base a determinati criteri, e la xenofobia, ovvero l'odio misto a paura per gli stranieri – quelli cioè che ci paiono strani per qualsiasi motivo...

Conversazioni con artisti e architetti / Da Plinio il Vecchio a Hans Ulrich Obrist

Il 24 agosto del 79 d.C. le pendici del Vesuvio furono investite da un flusso piroclastico composto da detriti e da un vento caldissimo che spazzò ogni cosa a una temperatura di oltre duecento o trecento gradi centigradi. Tegole, travi, pietre e corpi ne furono travolti. Ai corpi umani scoppiarono i timpani e s’incendiarono i capelli.  È quanto avvenne con l’eruzione del Vesuvio che seppellì Ercolano e Pompei sotto cenere e lapilli. Prima del terribile flusso di magma e gas, Plinio il Vecchio comandante della flotta stanziata a Capo Miseno fece approntare delle navi quadriremi per soccorrere la popolazione in fuga e al tempo stesso per osservare da vicino il fenomeno dell’eruzione. Lo racconta suo nipote Plinio il Giovane in una lettera indirizzata allo storico Publio Cornelio Tacito divenuta famosa perché in essa si descrive per la prima volta un flusso piroclastico. Plinio il Vecchio morirà soffocato a causa delle esalazioni, ma i libri della sua monumentale opera Naturalis Historia perverranno ai posteri, ponendo le basi per la nascita di una storia e di una didattica dell’arte che assegnò al disegno il primato sulle altre arti figurative.  La ricezione che i libri...

Tredici Cate Blanchett nel film d’arte di Julian Rosefeldt / Manifesto di un’attrice

Beati coloro che usano una macchina da presa e non sono obbligati a narrare, o documentare. Beato chi ne fa un uso che inganna le attese e rallenta, e dentro un frame fa scorrere impercettibilmente un significato, o un infinitesimo movimento. Nel cinema prodotto per il consumo cinematografico pochi registi se lo permettono: Tarkovskij, Lynch, von Trier, Jarmusch, anche Sorrentino se vogliamo, con un narcisismo voluttuoso che così bene ha devastato parodisticamente Maurizio Crozza. In Tarkovskij la lentezza della camera è metafisica, in Lynch è l’occhio dell’inconscio che emergendo si mette a narrare in irrazionale psichismo.     Manifesto è l’installazione multi-channel video che l’ex architetto e artista australiano-tedesco Julian Rosefeldt ha presentato a Melbourne (città natale di Cate Blanchett) nel dicembre del 2015 e poi sino ad oggi a Berlino, Sidney, Stoccarda, Monaco, New York, Parigi, Atene, Amsterdam, Helsinki, Buenos Aires, Shangai. Pochi mesi fa, al Sundance Festival, ha presentato la versione in lungometraggio dei tredici capitoli dell’opera, tutti interpretati come attrice protagonista da una straordinaria, proteiforme Cate Blanchett. Si può vedere in tv...

I Calabroni, L’ambulante, e il "Canto alla durata" / Peter Handke: I primi libri e un film-intervista

Peter Handke è salito alla ribalta della cronaca letteraria giovanissimo, nel 1966 (è nato nel 1942 in Carinzia, da una famiglia della minoranza slovena), con le sue provocazioni al convegno degli scrittori Gruppo 47, di cui facevano parte i maggiori esponenti della letteratura tedesca post-bellica (da Grass a Böll, da Lenz a Walzer), e con le sue prime opere teatrali. I suoi primi romanzi, contemporanei a quelle, nel complesso sono stati stroncati o trascurati. In Italia sono stati pubblicati abbastanza presto, tranne il primo, I calabroni, tradotto solo nel 1990 e poi riedito nel 2004 da SE (trad. di Bruna Bianchi) e ora di nuovo, a breve, anche da Guanda, che ha da poco ristampato, nella vecchia traduzione di Maria Canziani, anche il secondo romanzo, L’ambulante, dandoci un’occasione di tornare agli esordi dello scrittore. Lo sguardo potrà essere integrato, per un importante aspetto dell’evoluzione successiva, dalla visione del notevole documentario-intervista Canto alla durata. Omaggio a Peter Handke, regia di Didi Gnocchi per 3D produzioni, in programmazione su Sky arte.   L’impatto con i primi testi dello scrittore carinziano non è facile oggi come non lo è stato per i...

Guardare altrimenti / Un ricordo di Hubert Damisch

Viaggio a Orvieto   Hubert Damisch scruta lungamente il ciclo di affreschi sulle storie degli ultimi giorni di Luca Signorelli. Ha smesso di contare le volte che è venuto qui alla cappella San Brizio nel Duomo di Orvieto. Da una decina d’anni lavora a un libro su questi affreschi che, inspiegabilmente, non riesce a portare a termine. “Ecrire c’est gommer”, scriveva Paul Valery in un passo ripreso da Damisch in Traité du trait (Édition de la Réunion des Musées Nationaux, 1995). Di più, licenziare un testo è farsi violenza, una vera e propria deiezione.  Se nel 2013 Damisch considera il libro su Signorelli quasi concluso, si conosce giusto un estratto, il primo capitolo, pubblicato nel 2003 (La mise du sujet). Il progetto costituisce il terzo volet di quella che Damisch chiama “iconologia analitica” – che tiene assieme iconologia e psicoanalisi –, dopo Le Jugement de Pâris (Flammarion, 1992) e Un souvenir d’enfance par Piero della Francesca (Seuil, 1997) sulla Madonna del Parto, con un titolo che parafrasa il saggio di Freud su Leonardo da Vinci. Lo zampino di Freud segue Damisch anche a Orvieto: qui, nell’estate 1897, Freud resta colpito dal Giudizio Universale e...

Venerdì 26 gennaio, ore 18, Libreria Coop Ambasciatori (Bologna) / Conservare la memoria: 10 scrittori, 10 libri

Conservare la memoria. Di che cosa? Del passato, ma anche del nostro presente. Gli scrittori che hanno accettato l’invito a indicare dieci libri da proporre in lettura ai giovani hanno declinato in vari e differenti modi la loro idea di memoria e di memorabile, ovvero di cosa occorre ricordare, cosa si deve ricordare. Il XX secolo è alle nostre spalle, ma il suo carico di eventi terribili, luttuosi e devastanti, pesa ancora su di noi. Ma anche il nostro presente è carico di memoria che occorre custodire e per cui occorre agire. La lettura come uno strumento per pensare ma anche per fare. Per non restare indifferenti. Questo il contributo che proponiamo alla Giornata della Memoria.   Gli episodi di ordinaria cancellazione e offesa della memoria si susseguono a ritmo incessante, incalzante, inquietante. Dalle lapidi profanate alle svastiche disegnate sui cartelli delle scuole dedicate ad Anna Frank. Dai saluti romani a Marzabotto (Città Martire) ai raduni arroganti e minacciosamente evocanti. Dieci autori consigliano dieci libri agli adolescenti. Coop Alleanza 3.0, Librerie.coop e Doppiozero promuovono una raccolta di 10 volumi indicati da 10 autori. Dieci libri che...

Genius Loci. Le Mura veneziane di Bergamo / La vera storia di Gottardo Archi

Questo testo è tratto dal racconto di Davide Sapienza La vera storia di Gottardo Archi, che con La sposa di Attila di Alessandro Zaccuri inaugura la collana “Genius loci” dell’editore Bolis, dedicata a storie che raccontano luoghi, opere d’arte, borghi, piazze, boschi e ponti, facendo rivivere alcuni momenti legati a luoghi particolari della storia millenaria del nostro paese.   A caratterizzare la storia delle undici tele di Gottardo Archi c’è una serie di circostanze che il narratore classifica tra quelle straordinarie e per le quali l’imponderabile si erge a giudice. È anche una storia che lega un figlio a un padre, attraverso l’appartenenza a un comune territorio, geografico, culturale e sentimentale: le umili origini; un’ereditata sensibilità artistica; la predisposizione all’ascolto del linguaggio del territorio e del verbo silenzioso del suolo – ovvero la voce non da tutti percepita di un genius loci; lo snodo epocale di quel trentennio che sconvolse Bergamo come mai prima e dopo nella sua storia. Nato il 3 luglio del 1498 a Ponteranica, Vincenzo era stato così battezzato per onorare uno dei due santi ai quali è dedicata la magnifica chiesa dei Santi Vincenzo e...