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Memoria

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Sulle alture / Federico Falco, Silvi e la notte oscura

Ha senz’altro ragione Lucas, un parente argentino del signor Palomar, quando, dopo avere rilevato il “ritorno sfrenato e turistico alla Natura”, manifesta tutta la sua diffidenza verso l’atteggiamento diffuso di chi guarda “alla vita di campagna come Rousseau guardava al buon selvaggio”. Lucas, nato negli anni ‘70 dalla fantasia di Julio Cortázar, sempre teso verso la riflessione sul rapporto tra realtà circostante e la sua comprensione filosofica e scientifica, è infastidito dalla nouvelle vague del naturismo da weekend promossa da gente che saltella con lo zaino in spalla e la barba lunghissima. Non tarda dunque a schierarsi a favore di ciò che, ottenuto dall’uomo con i mezzi della tecnica, reca sollazzo: sceglie uno scotch on the rocks, per esempio, come antidoto contro i suddetti amatori occasionali del diporto agreste, i beoni in braghe corte convinti che fuori dalle mura cittadine tutto possa rientrare in un progetto esistenziale di promozione armonica dello sviluppo fisico e culturale, dai wafer ai solstizi.    In Silvi e la notte oscura, pubblicato da SUR nella bella traduzione di Maria Nicola, l’elemento naturale ha sì un ruolo importante ma non vi è traccia...

Jean Baudrillard / Il sistema degli oggetti compie cinquant’anni

Esattamente cinquant’anni fa Jean Baudrillard pubblicava in Francia il volume Il sistema degli oggetti presso l’editore Gallimard. Questo testo ha visto crescere nel corso del tempo il suo successo e oggi può essere senz’altro considerato un classico del pensiero sociologico. In realtà non è nato come volume da pubblicare presso un editore, ma come tesi di dottorato in sociologia, discussa da Baudrillard nel 1966 davanti a una prestigiosa commissione composta da Roland Barthes, Pierre Bourdieu e Henri Lefebvre e scritta sotto la diretta influenza delle lezioni frequentate al seminario diretto da Barthes all’École Pratique des Hautes Études tra il 1962 e il 1964 dal titolo L’inventaire des systèmes contemporaines de signification: système d’objets. E l’idea di condurre una trattazione sistematica del mondo degli oggetti quotidiani è venuta probabilmente a Baudrillard dalla sociologia della vita quotidiana di Lefebvre, ma soprattutto dalle intense ricerche condotte da Barthes sul linguaggio dell’abbigliamento a partire dalla fine degli anni Cinquanta e raccolte nel 1967 nel volume Sistema della Moda. È evidente dunque come Il sistema degli oggetti non sarebbe probabilmente nato...

Speciale Aqua / Non ho memoria di me

Non ho memoria di me, ma precipito sempre. Sono un’acqua costretta dal basso che chiama, dal mare salmastro promesso. Eppure tra il mare e l’origine avverto un mistero di nuvole e nebbia.  Dilago e mi perdo, svanisco nel nulla, ritorno. E quegli alberi eterni, che pendono sopra le rive, mi sfiorano come augurando qualcosa al passaggio. Vorrei forse potermi fermare, dormire, radici serene, sicure. Impossibile. Questo non mi è concesso. Né sosta,  né fine.   Fabio Pusterla, Inedito

Arte senza artisti / Le forme naturali di Bruno Munari

Arte come mestiere, pubblicato nel 1966, è uno dei libri più famosi di Bruno Munari. Raccoglie riflessioni e scritti che Munari aveva composto negli anni precedenti e si può considerare un primo compendio delle sue idee estetiche e metodologiche, a cui seguiranno testi ormai diventati dei “classici” del design grafico e industriale, come Design e comunicazione visiva (1968) e Da cosa nasce cosa (1981). È anche l’unico suo libro teorico che sia stato tradotto in inglese, con il titolo Design as Art (1971).    Nonostante il prologo e l’epilogo siano dedicati rispettivamente a “Le macchine inutili” e a “Le macchine della mia infanzia” – ovvero all’immaginario tecnologico che ha contraddistinto molte delle opere di Munari – se sfogliate Arte come mestiere vi trovate ad un certo punto un capitolo dedicato al bambù, descritto come “un profilato vegetale, un tubo verde con ogni tanto una chiusura interna […] La natura ce lo offre gratis, già verniciato”. In un altro capitolo intitolato “Cresce e scoppia”, Munari discute poi della struttura di crescita di un albero, paragonandolo a un’esplosione al rallentatore. Qualche anno più tardi pubblicherà anche un libretto intitolato...

Un impulso verso la trasparenza / L’eredità di Achille Castiglioni

In occasione del centenario della nascita di Achille Castiglioni (del resto quest’anno cade anche il cinquantenario della morte del fratello Pier Giacomo), vorrei ricordare il grande architetto italiano non soltanto come un maestro del passato, ma come colui che continua a indicarci un prezioso sentiero verso il nostro futuro.    Patrimonio dell’umanità   Ho cominciato purtroppo a frequentare assiduamente lo Studio Castiglioni dopo che l’architetto si è ammalato. Mi avevano chiesto di fare un video prima dello studio e poi dei numerosissimi modellini di allestimenti espositivi, tra i quali anche alcuni molto antichi. Dopo il lavoro di riprese e di montaggio di queste immagini – lavoro che ha richiesto più di un anno di tempo, durante il quale è mancato l’architetto Castiglioni – una rivista giapponese di design mi ha chiesto di scrivere una serie di articoli su di lui. Così ho continuato a frequentare lo studio, ancora più assiduamente, con il taccuino in mano al posto della telecamera, per consultare materiali visivi e scritti. Devo ringraziare profondamente tutte le persone dello studio che mi hanno aiutato nelle mie ricerche, nonostante fosse un periodo di grande...

Tornano sempre le primavere, no? / Ettore Sottsass. Impegno e meraviglia

Era solito inviare dei brevi messaggi, impreziositi da piccoli disegni e dalla sua impareggiabile grafia. Erano messaggi che Ettore Sottsass faceva pervenire ad amiche e amici per un grazie, un augurio, un ricordo o più semplicemente per un saluto; brevi frasi, mai comuni, sempre stupite e vicine a chi leggeva. Un gesto tra i tanti attraverso i quali Sottsass amava la gente e la vita. Un giorno, nell’ormai lontano 1987, ho ricevuto un biglietto. Gli avevo spedito delle foto scattate in occasione della vernice di una sua mostra; il biglietto era un foglio bianco formato A4.     In quella breve scritta c’è tutto Ettore Sottsass. Intendo dire che Ettore Sottsass per tutta la sua lunga vita è vissuto dentro due trame, peculiari in sé e tra di loro interconnesse, una militanza: la sua fede profonda nell’opera, nel lavoro, nella pratica quotidiana di una professione, quella dell’architetto designer, testimoniata con un rigore appassionato e uno sguardo in avanti; e la sua mai sopita meraviglia nei confronti della vita, delle espressioni diverse della realtà, culturali e naturali.  Le due trame, il credere nel mestiere e la meraviglia esistenziale, l’hanno tenuto per mano...

Progetto Jazzi / Solo adesso, solo qui (cose da fare a Jazzi)

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   Sembra di essere in una mappa equinoziale alla von Humboldt. Quelle paesaggistiche, con una montagna settecentesca colorata a fasce, dove si leggono le variazioni vegetazionali al variare dell’altitudine. I frutteti, poi gli uliveti, poi il trapasso alle erbe e alle rocce, i dorsi calcarei e asciutti del Monte Bulgheria, Cilento meridionale. Domani cammineremo. Non so come, non so con chi. Ma cammineremo. E dal cammino verrà fuori qualcosa. Che poi è sempre la stessa cosa, da Ardipithecus ramidus a noi. Un andare oltre, uno stare qui. Ma questa volta non porto regole. Non c’è stato il tempo, forse non ne avevo voglia. Così non sarà come le altre volte, quando ho ingabbiato un gruppo di camminanti in una macchina cognitiva, o estetica, o politica. Domani cammineremo e basta. Così quello che volevo dire a loro lo dico a me stesso qui. Lo ripeto in camera, stanco del lungo viaggio in treno, prima di cena. E prima anche di aver capito com’è fatto realmente...

Choman Hardi / La crudeltà ci colse di sorpresa

Della poetessa curda Choman Hardi è uscito per la prima volta in Italia un piccolo ma importante libro di poesie curato e tradotto da Paola Splendore, dal titolo molto evocativo La crudeltà ci colse di sorpresa (edizioni dell’asino, 2017). In questa raccolta, realizzata anche grazie al sostegno di scrittori ed artisti quali tra gli altri Gad Lerner, Toni Servillo, Matteo Garrone, Sandro Veronesi, compare come in un caleidoscopio in movimento il nome e il suono di città entrate di diritto nelle pagine di tanta letteratura ed ora invece nella pagina come inghiottite in un vortice di violenza e irreversibile oscurità. Halabja, Anfal, Sulaymaniya, eccole le città del kurdistan irakeno sopraffatte dal regime di Saddam Hussein, affacciarsi nel fuoco della memoria poetica e di un amore per una terra durato troppo poco, anche per tante generazioni di bambini che non hanno conosciuto giochi ma solo atrocità, deportazioni: “Non c’è quiete a Halabja, anche se dovrebbe esserci./ Ritorno dalle montagne insieme a tutti gli altri./…// Dappertutto urla e lamenti/ di chi ritrova i corpi dei suoi cari –/…// Sono qui che guardo, piango e non riesco a piangere./…”. Torna in mente, a leggere questi...

Il sentimento del tempo / Giosetta Fioroni, la spia di se stessa

Liberty, 1964, matita, smalti bianco e rosso su tela, cm 146 x 114, collezione Nanni Benazzo, Roma. «SENTIMENTALE SPERIMENTALE»: così la fascetta editoriale di Tristano di Nanni Balestrini, anno di grazia 1966. In copertina, un Doppio Liberty di Giosetta Fioroni dell’anno precedente (quando Nanni le dedicava – sul secondo numero del «Catalogo» periodico della Tartaruga di Plinio De Martiis – una prosa che anticipava i tratti école du regard del romanzo combinatorio ma finirà raccolta invece, caratteristicamente, in quella che di Balestrini è la seconda raccolta poetica, Ma noi facciamone un’altra del ’68: è quella che comincia «e intanto che si muove sulla spiaggia»). Manifesta, a quell’altezza, la callida coniunctio fra il senso comune, dell’aggettivo, e il suo riferimento letterario al Sentimental Journey settecentesco dell’abate Sterne che, specie tramite le sue versioni francesi e italiane (quella celebre di Foscolo), ha nutrito di sé la tradizione (anti)narrativa del moderno. Passato mezzo secolo di mode e contro-mode, il riferimento a Sterne sparisce dal catalogo della grande antologica milanese di Giosetta Fioroni che proprio Viaggio Sentimentale ha per titolo (a cura di...

Il bene degli stranieri / Lampedusa. L’isola del non arrivo

Forse a Lampedusa non ci sono eroi. Ci sono molte persone per bene. Di questo avremmo tanto bisogno. Queste sono le ultime righe di un libro che parla di Lampedusa, che fa parlare gli abitanti di Lampedusa. Il titolo è: L’isola del non arrivo. L’editore Bollati Boringhieri. L’autore è l’antropologo Marco Aime. Leggendo questo libro a me è venuto un grande senso di tristezza. Eppure è un resoconto onesto e appassionato. La tristezza viene da questa storia incredibile di cui non ci rendiamo conto: è mostruoso pensare che un territorio sia di qualcuno. L’autismo corale e la miseria spirituale non conoscono deroghe. Sono la patria di ognuno di noi. Anche dei più sensibili. E non prendiamoci in giro. Non ha senso nessuno dei discorsi che si fanno sugli stranieri. Semplicemente perché non si dovrebbe parlare di stranieri. La terra è una e appartiene a tutti. Fuori da questa verità tutto il resto è menzogna. Chi abita in un posto è sempre un abitante provvisorio e prima di lui in quel posto c’è stato qualcun altro e così dopo di lui.  Marco Aime raccoglie le voci di un’isola lontana e si capisce che il problema non è a Lampedusa, ma nelle capitali europee. Basta girare nei grandi...

Il romanzo poliziesco / Leonardo Sciascia, Il metodo di Maigret

«Io vagheggio da sempre uno stato che abbia una polizia come quella guidata da Maigret, intelligente e umana al tempo stesso». Parole di Leonardo Sciascia, lettore fedele dei libri di Georges Simenon ma, ancor più, scrittore che vigilava sull’andamento della cosa pubblica, sul rispetto dei diritti civili, sull’equilibrio tra i poteri. Parole, affidate da Sciascia a un’intervista del 1982, che bene illustrano il senso complessivo (squisitamente, intrinsecamente politico) dei suoi interventi dedicati al romanzo poliziesco, ora raccolti da Paolo Squillacioti – con la perizia filologica che i lettori dei libri adelphiani di Sciascia ben conoscono – nel volumetto Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo (Adelphi, 2018, 191 pp., € 13).  Al commissario creato da Simenon e, più in generale, alla storia, al ‘funzionamento’ e agli stereotipi del romanzo poliziesco Sciascia ha dedicato un’attenzione ben più che trentennale, se consideriamo il lungo apprendistato da lettore vorace di ‘gialli’ e poi le scritture saggistiche, più o meno brevi, qui raccolte: che vanno dal 1953 fino alla morte, considerando che l’ultima, una Nota al bellissimo romanzo di Geoffrey Holiday Hall La fine...

Il Sessantotto di chi non c'era / Per farci coraggio

Se fosse ancora vivo, mio nonno paterno, oggi, avrebbe centoventisei anni. È nato quasi cent’anni prima di me, nel 1892, piccolissimo proprietario terriero di campi di nocciole coltivati di persona, con l’orgoglio di una seconda elementare e un piglio da elegante latifondista. Mio padre, classe 1951, ultimo di tredici figli nati da tre mogli diverse avvicendatesi per casi di ordinaria vedovanza, è cresciuto tra adulti che invecchiavano e morivano presto. È stato per tutta la vita appendice estrema e superstite di un nucleo familiare e di un universo mondo di cui ha interiorizzato un sistema di valori quando era già decaduto. Ha visto più funerali che battesimi, invecchiando con grande naturalezza mentre aveva ancora cinquant’anni. Oggi, poco meno che settantenne, dopo aver lavorato da quando aveva più o meno tredici anni nei cantieri edili, patisce l’allungamento dell’età media della vita come un fatto strano, schizofrenico. Mia mamma è del 1959, ultima di cinque figli di un mastro cestaio nato nel 1922, uomo semplice, buono come il pane. Altra appendice, lei, di una famiglia di tutti già adulti che invecchiavano mentre lei fioriva. In quanto donna, a differenza di mio padre,...

Il disvelarsi di un mistero / Sorrentino: "Loro 1"

La prima ad apparire è una pecora. I suoi occhi semichiusi, poi aperti. La pecora avanza nel prato della villa che identifichiamo subito, grazie alla didascalia, come la magione di Berlusconi in Costa Smeralda. Sale i gradini ed entra in casa. Subito scatta l’aria condizionata. La temperatura scende a 3 gradi, poi a 2, a 1, e infine a 0. Cade tramortita a terra; nel gelo della stanza l’animale sacrificale non è sopravvissuto. Cosa rappresenta? L’innocenza perduta? Forse.   La seconda scena è ambientata in Puglia, in mezzo al mare. Seduto su un’imbarcazione Sergio Morra, interpretato da Riccardo Scamarcio, è insieme a un politico che governa gli appalti. Sul tavolino è apparecchiato il pasto, ma il politico non mangia. Discorrono della cura per l’emorroide della moglie del politico. Arriva un motoscafo e sale a bordo una ragazza in bikini. Una escort. Si capisce che Morra l’ha fatta venire per il politico, che ora si è tolto gli occhiali da sole da duro e manifesta un forte nervosismo. Morra ha chiesto al politico un aiuto per avere un appalto. Dice alla ragazza di togliersi la parte sotto del costume. Lei allarga le gambe e mostra al politico il suo sesso.   Cambio di...

Durante il Ventennio / La montagna etica

“Conoscere l'intimo della realtà si dice”, scrive Elémire Zolla in La montagna a proposito dei culti dei neri trascinati dall'Africa a Cuba, “entrare nella montagna, con sommo rispetto e consapevolezza, offrendo un sacrificio devoto, salutando i venti che ruotano attorno alla vetta”; e per tutto il saggio trova consonanze, attorno alla montagna sacra, nelle religione monoteiste come tra gli sciamani del nord America, nel buddhismo himalayano trapiantato in Cina e Giappone o nell'Induismo e nello Zoroastrismo. La montagna letterariamente nasce viceversa con il Romanticismo. Ciò lungo la prospettiva del sublime, ovvero della fascinazione per una natura dominante e pericolosa, e della conservazione del simbolico (altitudine, purezza, divino). Nel secondo Ottocento anche l'alpinismo si sviluppa professionalmente come competizione e conquista, il turismo d'élite si appropria delle vette, mentre è della Grande Guerra l'esperienza collettiva della fatica e del sacrificio estremo. A noi interessa un altro aspetto ancora della montagna, quello etico, databile per l'Italia tra i due conflitti mondiali, durante il Ventennio.    Di queste differenti dimensioni si nutre buona parte...

La sopravvivenza della Resistenza / 25 aprile 1945

Per gentile concessione dell'autore e dell'editore pubblichiamo alcune pagine estratte del volume di Carlo Greppi, 25 aprile 1945, Laterza 2018, prima uscita di una serie dedicata ai 10 giorni che hanno fatto l'Italia.   Sempre più sopite in ragione del tempo che scorre inesorabile e ci allontana da quegli anni, le polemiche su quanto l’unità antifascista non fosse nient’altro che una chimera, sul fatto che in realtà gli uomini impegnati nella Resistenza fossero in costante conflitto tra loro hanno logorato in parte la narrazione che di quei venti mesi si sarebbe potuta fare. Estenuanti dibattiti e bordate sui dissidi e sui frazionamenti del Comitato di liberazione nazionale e del Corpo volontari della libertà hanno troppo spesso allontanato dagli occhi della memoria pubblica italiana il portato tridimensionale di quelle che furono scelte definitive e senza possibilità di ripensamento, per molti tra coloro che furono ai vertici del movimento resistenziale. Alcuni si salvarono, altri no.    I protagonisti indiscussi di questa storia – Valenti, Maurizio, Italo – sono tre uomini nati a pochi chilometri e a pochi anni l’uno dall’altro, nello scorcio tra la fine dell’...

Ritorna E.C. Segar tradotto da D. Benati / Popeye: come si diventa quel che si è

Con quasi un anno d'anticipo sul suo novantesimo compleanno (17 gennaio 2019), sembra che il personaggio più famoso di Elzie Crisler Segar, Popeye – alias Braccio di Ferro – stia vivendo, in Italia, un inaspettato revival. In edicola, allegata alla Gazzetta dello sport, prosegue l'edizione integrale delle strisce che lo vedono protagonista (1929-1938), curata con la perizia consueta da Luca Boschi. Al netto di qualche polemica (spigolando dai forum: rimontaggio delle strisce, qualità dei materiali proposti, incertezze sulla durata effettiva della collana, con le ovvie ricadute economiche), si tratta  di un'impresa certo non da poco, la prima di questo tipo in Italia dai tempi delle edizioni ComicArt (1984-88), se si esclude il tentativo (naufragato al secondo volume) della Planeta-DeAgostini, che peraltro si basava sull'edizione americana targata Fantagraphics.   Nel frattempo, per i tipi della neonata Oblomov Edizioni, arriva in libreria Bernice, la gallina fischiona (Bernice, the Whiffle Hen), l'avventura che segna il debutto di Popeye, apparsa sui quotidiani USA fra l'autunno del 1928 e la primavera del 1929. Oblomov riprende la traduzione di Daniele Benati, già...

27-28 aprile 2018 (Monte Verità-Ascona) / I meccanismi dell'eresia

Eresia e verità   Qual è il meccanismo specifico dell'eresia? E la specificità di tale nozione? Per quanto riguarda la seconda domanda, si potrebbe pensare a una contrapposizione all'ortodossia (la risposta alla prima si verrà precisando nel corso dell'esposizione). L'ortodossia è retta credenza, conformità ai principi di una determinata dottrina, specificamente di una religione. L'opposto di ortodossia è però eterodossia, che è dottrina o opinione diversa da quella definita come vera. Invece eresia si oppone a dottrina rivelata come vera.    Scelta di verità   Eresia sta per «scelta». In greco αἳρεσις, derivato dal verbo ἁιρέω, scegliere, significava originariamente «scelta, elezione, inclinazione, proposta». Indicava una presa di posizione in termini filosofici o politico-religiosi, senza sentore di riprovazione. La riprovazione si impone invece subito nel nuovo assetto religioso cristiano, trovandosi già annessa nel Nuovo Testamento per intervento di Paolo (Tito 2,1; 2 Timoteo 1, 13; Galati 1, 8, passi che qui solo segnaliamo e che più avanti citeremo). Poiché il concetto nasce in ambito religioso e si precisa in seno alla chiesa, sono stata in qualche modo...

Il discorso fascista e le sue rimodulazione / Destra. Tristi tropi

Come definire, senza correre il rischio di risultare anacronistici, una destra che, oramai, pare essere così pervasiva da occupare spazi e linguaggi, pratiche e narrazioni che un tempo sarebbero appartenute a ben altri soggetti? Aggiungiamo: quanto della matrice fascista e, in immediato riflesso, di quella neofascista, rimane in essa? Ribaltando l’approccio, piuttosto che domandarsi quanto del passato non sia del tutto trascorso non è forse meglio chiedersi cosa il presente richiami ancora di un certo passato, e in quale misura ciò può risultare di nuovo funzionale alla costruzione di una parte delle identità politiche correnti? Il rischio, peraltro, è sempre il medesimo, ovvero quello di girare a vuoto, sfoderando stancamente i toni della polemica nel momento stesso in cui il suo oggetto sembra, ai molti, essere definitivamente evaporato, comunque archiviato, perché ridotto a puro strumento di etichettatura. Utile, per la sua natura di sintesi, è il volume a cura di Corrado Fumagalli e Spartaco Puttini, Destra, editato nella collana Ricerche della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli (pp. 120, Milano 2018). La ricognizione nei sette brevi saggi contenutivi è tanto asciutta quanto...

Il 20 aprile 1893 nasceva il pittore catalano / Joan Miró. Stuprare la pittura

Joan Miró, Senza titolo, 1950. Inchiostro di china e gouache su carta. Direção Geral do Património Cultural, Portogallo.   “Questo lo potrebbe fare anche mio figlio” commenta una signora indicando un dipinto di Joan Miró, nel quale le membra delle figure sono assemblate tra loro senza formare un vero e proprio organismo unitario. Un signore di una certa età le lancia uno sguardo d’intesa mentre una giovane coppia sorride per l’ingenuità dell’opinione. In una tesi di dottorato presso il Laboratoire de Psychologie dell’Università di Poitiers, Corinne Girard sostiene che i bambini disegnano la figura umana per unità significative (unités signifiantes) articolate tra loro secondo regole grammaticali e poi sintattiche (citata da Ruggero Pierantoni in Verità a bassissima definizione, Torino, 1998, p.36). Le figure dipinte da Miró sembrano appartenere a una fase grammaticale nella quale le unità significative non sono state ancora legate sintatticamente tra loro.  Secondo il filologo Bruno Snell, i Greci dei primi secoli non avevano un’idea di corpo ma di membra, come si riflette nella lingua oltre che nelle arti visive: “Soltanto l’arte classica del V secolo rappresenta il...

Il Sessantotto di chi non c'era / Sessantotto bifronte

A mezzo secolo dal ’68, sentiremo ricordare un po’ dappertutto gli opposti significati che gli vengono attribuiti. La sua cifra bifronte indica sia l’ultima rivolta imparentata con i moti ottonovecenteschi, sia l’affermazione di una società affluente dove la tendenza libertaria è indistinguibile dal consumismo; evoca un istinto ludico e anarchico che si rovescia in pratiche settarie; simboleggia un’estetizzazione della politica e una fame d’immaginazione che preparano l’aggressività pubblicitaria; ed è legata a un rifiuto della cultura che sfocia in un enorme abuso di gerghi teorici. Un tema che attraversa quasi tutte queste dialettiche è quello dell’autorità. Chi vede nel ’68 l’origine di un presunto lassismo lo confonde con l’andamento complessivo dello sviluppo, del quale i movimenti costituiscono un epifenomeno e un’interpretazione eccentrica. La contestazione dei ruoli tradizionali è infatti anche e soprattutto, pasolinianamente, il cedimento ad autorità più forti, “oggettive”, brutali, che s’impongono senza bisogno di raccomandazioni pedagogiche: i diktat del consumo, appunto, così pervasivi da alienare insieme il Personale e il Politico. I palazzi d’inverno sono ormai le...

Speciale Aqua / Il miracolo dell’acqua

L’acqua è sostanza indispensabile alla vita, inodore, incolore, insapore.  È più o meno questo che generazioni di maestre hanno insegnato a generazioni di scolari. A queste verità elementari tutti abbiamo poi sovrapposto le conoscenze sui passaggi di stato che fanno conoscere l’acqua come vapore, liquido e solido. Altri, per via dell’istruzione o perché nati in anni più recenti, avranno aggiunto conoscenze sul ph, sulle sue caratteristiche di dipolo dalle deboli cariche elettriche e sulla sua natura di solvente. Altri, ancora più fortunati, avranno infine studiato e compreso il suo ruolo nelle minute e infinite reazioni cellulari all’origine dei meccanismi della vita, avranno riflettuto che esiste una fame specifica per l’acqua, unica “fame selettiva” certa fra tutte le sostanze nutritive, unica fame per la quale esiste anche un nome, sete.   Nessuno probabilmente nel frattempo ci avrà detto che almeno in Occidente, per tutta la sua storia, l’acqua è sempre stata data per scontata.  Laddove c’era civiltà, e la storia dell’Occidente è storia di civiltà, l’acqua è stata presenza scontata perché abbondante. Cioè, così abbondante da diventare alla lunga “invisibile”, e...

Dante Alighieri e Giorgio Caproni / La poesia contro l'oblio

La poesia è lingua che accoglie nel suo suono, nelle forme del suo dire, il visibile, l’accadere, il sentire, con tutte le loro variazioni e gradazioni, ma si sporge anche sull’invisibile, edifica mondi, pensa, sospingendo il pensiero fino alla soglia dell’impensato. La poesia incorpora il silenzio come materia stessa del dire, e intraprende, con la sua lingua, una lotta singolare e strenua contro l’oblio. Il quale vorrebbe sottrarre anche alla lingua quel che più non ha presenza, quel che non c’è. Il tempo, in effetti, il tempo con le sue rovine, con il suo precipitare nel mai più, nel gelo del non ritorno, è non solo un campo di descrizione della poesia, ma è la terra dove prende respiro l’esperienza di una trasformazione messa in opera dal linguaggio: quel che è finito torna ad avere una nuova presenza, quel che è vinto dalla sparizione torna a mostrarsi come vivente, quel che è perduto ritrova una sua figurazione. Il tempo, che secondo le leggi della fisica, ha come sua propria natura quella di essere irreversibile, di trascorrere di là dalla nostra percezione, di consegnarsi alle forme fluttuanti che diciamo passato o alla prigione oscura, informe, che diciamo oblio, il tempo...

Tate Modern, Londra / Picasso 1932. Love Fame Tragedy

Il 26 Febbraio 1932 il dipinto La Coiffure (1905) di Pablo Picasso è venduto all’asta a Parigi per 56.000 franchi, cifra che simboleggia l’avvio della ripresa economica dopo il crollo di Wall Street nel 1929 e della Grande Depressione. Con questa notizia, Achim Borchardt-Hume, curatore della mostra Picasso 1932. Love Fame Tragedy insieme a Nancy Ireson, apre il suo saggio in catalogo in cui illustra eventi politici, economici e culturali che si stanno verificando in Europa e nel mondo in parallelo con l’esperienza personale di Picasso e la sua produzione artistica.    Per molti anni Picasso  non esprime un impegno politico né in prima persona né attraverso le sue opere. Il cambiamento è segnato dal 1937, anno in cui realizza Guernica per il Padiglione Spagnolo dell’Esposizione Internazionale di Parigi, e dal 1944 quando s’iscrive al partito comunista francese. Nel 1932, a 52 anni, Picasso ha ormai raggiunto notorietà artistica e fortuna economica. Vive e lavora a Parigi al 23 di rue de La Boétie con la moglie Olga Khokhlova e il figlio Paulo. L’abitazione e lo studio, collocati a due piani diversi, sono descritti dalle fotografie e dalle parole di Brassaï...

Un discorso politico sul sesso femminile nel mondo arabo-musulmano / Donne, violenza e Islam

“Per sapere occorre prendere posizione”, scrive Georges Didi-Huberman nel primo volume di L'oeil de l'histoire (ed. Minuit, 2009). “Prendere posizione è desiderare, è esigere qualcosa, è collocarsi nel presente e prendere di mira un futuro. Ma tutto questo esiste soltanto sullo sfondo di una temporalità che ci precede, ci ingloba, si affida alla nostra memoria fino ai nostri tentativi di oblio, di rottura, di novità assoluta. Per sapere occorre sapere ciò che si vuole, ma occorre anche sapere dove si situano il nostro non-sapere, le nostre paure latenti, i nostri desideri inconsci”.   Queste parole ci serviranno da viatico per riflettere sulla fabbrica di un discorso politico sul sesso femminile nel mondo arabo-musulmano a partire dal testo coranico e dai testi teologici che sono testi sacri. Ebbene, per lavorare su quei testi – quindi per desacralizzarli passando per un’intelligibilità psicoanalitica – dobbiamo prima vincere due resistenze: quella politica (che consiste nello spezzare le barriere dell’opinione diffusa) e quella psichica (cioè i nostri paletti interni, che ci proteggono dall’accesso inquietante alle profondità spaventose della nostra cultura). Dobbiamo...