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Progetto Jazzi / Sotto le stelle. Film Compilation

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).  Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di produrre innovazione e rigenerazione sociale, recuperando strutture e architetture rurali, mettendo in moto un circolo virtuoso di ospitalità diffusa che si nutra delle realtà esistenti e delle reti di relazione con i ‘nuovi viaggiatori'.   Chi, durante le sere d'estate, non ha mai trovato il tempo per fermarsi a guardare le stelle? Ai più fortunati basta distendersi nell'erba di una...

L'ultimo pane. Estratto del documentario

‘L’ultimo pane’ è stato girato nel 2000 a Gavorrano, un piccolo comune toscano in provincia di Grosseto. Protagonista di questo documentario è la più importante miniera di pirite d’Europa, che dal 1898 agli anni ’80 del ‘900 caratterizzò l'economia di questo territorio. La miniera di Gavorrano era sotto il monopolio della Montecatini, celebre colosso industriale d’Italia. La società intuì sin da subito che gli innumerevoli giacimenti di pirite del grossetano avrebbero acquistato un’importanza strategica a livello economico. Da questo minerale si produce infatti l’acido solforico, che a quei tempi rappresentava l’elemento di base di tutta l’industria chimica.  L’intera economia e la vita del paese si resse per anni sulla Montecatini che per la popolazione, come raccontano diverse testimonianze, era diventata una sorta di ‘padrone di casa’. Le abitazioni dei minatori erano di sua proprietà, forniva la luce, la legna e l’acqua, ma soprattutto per anni costituì il fulcro della vita sociale del piccolo comune. La grande società industriale gestiva infatti la squadra di calcio, il dopolavoro e persino il cinematografo organizzando anche il tempo libero dei minatori. Con l’...

Vacanza in città

In estate tutti in vacanza. Anche i collaboratori di Doppiozero e di Odeon. Non così, però, Doppiozero o la stessa Odeon, che nel mese d'agosto non perderà la puntualità delle uscite settimanali grazie a una serie di video di argomento, ovviamente, cinematografico e vacanziero. L'abbiamo chiamato l'Intervallo di Doppiozero, quattro video che richiamano alla memoria il mai dimenticato Intervallo della Rai d'un tempo e riuniscono immagini e luoghi di celebri film ambientati in località vacanziere e agostane.  Dopo vacanza al mare, vacanza in montagna, vacanza al lago e in campagna, non potevamo non chiudere con le vacanze più atipiche, vuote, desolata, a volte bellissime: quelle in città. E agosto in città fa subito pensare a Caro diario, a Il sorpasso, a Pranzo di ferragosto. Per non contare Vacanze romane, e Fa' la cosa giusta e Summer of Sam e...   L'intervallo finisce qui, dalla prossima settimana Odeon ritorna e si ricomincia.        

Vacanza al lago e in campagna

In estate tutti in vacanza. Anche i collaboratori di Doppiozero e di Odeon. Non così, però, Doppiozero o la stessa Odeon, che nel mese d'agosto non perderà la puntualità delle uscite settimanali grazie a una serie di video di argomento, ovviamente, cinematografico e vacanziero.   L'abbiamo chiamato l'Intervallo di Doppiozero, quattro video che richiamano alla memoria il mai dimenticato Intervallo della Rai d'un tempo e riuniscono immagini e luoghi di celebri film ambientati in località vacanziere e agostane. Dopo vacanza al mare e vacanza in montagna, questa settimana è la volta delle vacanze al lago, dalle atmosfere passionali di Dirty Dancing alla tranquillità della Scampagnata di Renoir, dai risvolti inquietanti di Venerdì 13 e Femmina folle ai grandi parchi americani di Wild.    Ci rivediamo la prossima settimana con l'ultimo Intervallo di questo agosto 2015, dedicato alle vuote, desolate, a volte bellissime vacanze in città.        

Vacanza in montagna

In estate tutti in vacanza. Anche i collaboratori di Doppiozero e di Odeon. Non così, però, Doppiozero o la stessa Odeon, che nel mese d'agosto non perderà la puntualità delle uscite settimanali grazie a una serie di video di argomento, ovviamente, cinematografico e vacanziero.   L'abbiamo chiamato l'Intervallo di Doppiozero, quattro video che richiamano alla memoria il mai dimenticato Intervallo della Rai d'un tempo e riuniscono immagini e luoghi di celebri film ambientati in località vacanziere e agostane. Dopo Vacanza al mare, l'Intervallo dedicato ai film ambientati in montagna: Cinque giorni una estate, Picning a Hanging Rock, La montagna, Sils Maria...   Ci rivediamo la prossima settimana con l'Intervallo dedicato ai film ambientati al lago e in campagna, per chiudere poi a fine agosto con le vuote, desolate, a volte bellissime vacanze in città.          

Vacanza al mare

In estate tutti in vacanza. Anche i collaboratori di Doppiozero e di Odeon. Non così, però, Doppiozero o la stessa Odeon, che nel mese d'agosto non perderà la puntualità delle uscite settimanali grazie a una serie di video di argomento, ovviamente, cinematografico e vacanziero.   L'abbiamo chiamato l'Intervallo di Doppiozero, quattro video che richiamano alla memoria il mai dimenticato Intervallo della Rai d'un tempo e riuniscono immagini e luoghi di celebri film ambientati in località vacanziere e agostane. Cominciamo con la vacanza al mare, con il mitico accompagnamento delle musiche di Paradisi, Couperin e Händel e un montaggio fra memoria e dolcezza di film che vanno da Domenica d'agosto di Emmer a Ferie d'agosto di Virzì, passando per Tati, Rohmer, Risi e il cinema classico.   Ci rivediamo la prossima settimana con l'Intervallo dedicato ai film ambientati in montagna, seguito da quelli dedicato ai film ambientati al lago o in campagna, per chiudere poi a fine agosto con le vuote, desolate, a volte bellissime vacanze in città.    ...

Racconti e immagini profonde

Ancora video in questa penultima puntata dello speciale a cura di Massimo Marino dedicato a Giuliano Scabia per i suoi ottant’anni (l’ultima uscita, con grandi sorprese, il 18 luglio, giorno del compleanno, che sarà seguito dalla prima mondiale, il 19 alle 11 al Mittelfest di Cividale del Friuli, di Viaggio nel teatro vagante. Sei canti dell’infinito andare,  e il 20 alle 17.30 nella Fortezza medicea di Volterra, per il festival Volterrateatro, da Buon compleanno Giuliano! -simposio/spettacolo).   Le puntate precedenti dello speciale comprendono l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, la pubblicazione in quattro puntate del poema Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake (lo potete scaricare in pdf qui), l’articolo di Oliviero Ponte di Pino sul suo teatro, l’intervista di Attilio Scarpellini sulla delicata questione della violenza politica, incrociata in vari momenti dal ricercare di questo poeta teatrante, lo sguardo allo Scabia “veneto” di Fernando Marchiori, il racconto di Francesca Gasparini sul laboratorio di Scabia all’Università di Bologna, il suo originale,...

Fischia il vento

Il 25 aprile è il momento giusto per andare a letture obbligate per capire che cosa è successo in quegli anni.    

Sarò Charlie

Ovvero: come ho fallito nel disegnare la mia vignetta per Charlie Hebdo

Abitanti di New York. Seconda parte

New York è forse il contenitore più grande che abbia mai visto, perché lì dentro tutto si moltiplica per dieci, o forse per diecimila. Così ho passato sedici giorni a fotografare chiunque incontrassi per strada, per poter conservare più a lungo chi lì dentro ci abita. Streetpost-it è il luogo dove raccolgo tutti i giorni delle storie in forma di immagine. Sono storie di persone normali che incontro per strada e la cui umanità ha qualcosa che mi colpisce. Può essere qualsiasi cosa: un elemento del vestito, del viso, un colore, un'espressione della faccia, i capelli o le scarpe.   New York is probably the biggest container I've ever seen, because everything in there is multiplied by ten, or perhaps ten thousand. So, i spent sixteen days photographing everyone i met on the street, to preserve who lives in there for a longer time. Streetpost-it is the place where I collect every day few stories in the form of picture. Mostly, these are stories of normal people that I meet on the street, and this normality has something that capture me. It can be everything: how they dress, their faces, one color, the  expression, the hair or the shoes. http://instagram.com/...

Facce a Milano

"streetpost-it è il luogo dove raccolgo tutti i giorni delle storie in forma di immagine. Sono storie di persone normali che incontro per strada e la cui umanità ha qualcosa che mi colpisce. Può essere qualsiasi cosa: un elemento del vestito, del viso, un colore, un'espressione della faccia, i capelli o le scarpe. La mia città da un po’ di tempo è Milano, o almeno quella in cui passo più tempo. Mi sposto con frequenza tra centro e periferia, longitudinalmente e trasversalmente, a piedi o con i mezzi. Senza le persone che incontro e che osservo ogni giorno, sono sicura che Milano mi piacerebbe molto di meno."   http://instagram.com/federicaverona http://federicaverona.tumblr.com/

Facce da Fundamentals

streetpost-it è un luogo dove raccolgo tutti i giorni delle storie in forma di immagine. Sono storie di persone normali che incontro per strada e la cui umanità ha qualcosa che mi colpisce. Può essere qualsiasi cosa: un elemento del vestito, del viso, un colore, un'espressione della faccia, i capelli o le scarpe.   Alla 14 mostra internazionale di Architettura di Venezia, che inaugurava in questi giorni, streetpost-it è venuto con me e nel luogo di “Fundamentals”  per eccellenza del concetto e dell'astrazione, raccontarne le persone mi sembrava doveroso ".   http://instagram.com/federicaverona http://federicaverona.tumblr.com/

Antonio Caballero

Entrare in una galleria o in un museo per vedere una mostra, fermarsi davanti a un oggetto, distrarsi e poi camminare attraverso le stanze, far scivolare il proprio sguardo da un punto a un altro incrociando gli altri visitatori, soffermarsi anche sui loro movimenti e i loro corpi che ostacolano o interagiscono con la visuale, decifrare la struttura degli spazi e i piccoli contrasti determinati dalle uscite di sicurezza e dai cartelli esplicativi. Con Ti guardo Talos Buccellati tenta di indagare con il solo mezzo fotografico gli imprevisti e le interferenze che segnano lo sguardo durante una visita a un’esposizione.   Antonio Caballero. Only You Only Me, 2013 antonio caballero   Centre Wallonie Bruxelles, Paris

Daido Moriyama

Entrare in una galleria o in un museo per vedere una mostra, fermarsi davanti a un oggetto, distrarsi e poi camminare attraverso le stanze, far scivolare il proprio sguardo da un punto a un altro incrociando gli altri visitatori, soffermarsi anche sui loro movimenti e i loro corpi che ostacolano o interagiscono con la visuale, decifrare la struttura degli spazi e i piccoli contrasti determinati dalle uscite di sicurezza e dai cartelli esplicativi. Con Ti guardo Talos Buccellati tenta di indagare con il solo mezzo fotografico gli imprevisti e le interferenze che segnano lo sguardo durante una visita a un’esposizione.   DAIDO MORIYAMA, 2012     Le Ball, Paris

Antoine D’Agata

Entrare in una galleria o in un museo per vedere una mostra, fermarsi davanti a un oggetto, distrarsi e poi camminare attraverso le stanze, far scivolare il proprio sguardo da un punto a un altro incrociando gli altri visitatori, soffermarsi anche sui loro movimenti e i loro corpi che ostacolano o interagiscono con la visuale, decifrare la struttura degli spazi e i piccoli contrasti determinati dalle uscite di sicurezza e dai cartelli esplicativi. Con Ti guardo Talos Buccellati tenta di indagare con il solo mezzo fotografico gli imprevisti e le interferenze che segnano lo sguardo durante una visita a un’esposizione.     ANTOINE D’AGATA, ANTICORPS, 2013   Le Bal, Paris  

Todd Hido

Entrare in una galleria o in un museo per vedere una mostra, fermarsi davanti a un oggetto, distrarsi e poi camminare attraverso le stanze, far scivolare il proprio sguardo da un punto a un altro incrociando gli altri visitatori, soffermarsi anche sui loro movimenti e i loro corpi che ostacolano o interagiscono con la visuale, decifrare la struttura degli spazi e i piccoli contrasti determinati dalle uscite di sicurezza e dai cartelli esplicativi. Con Ti guardo Talos Buccellati tenta di indagare con il solo mezzo fotografico gli imprevisti e le interferenze che segnano lo sguardo durante una visita a un’esposizione.     TODD HIDO la galerie particulière Paris

Le parole del Novecento / 1990-2000

Arriva oggi all’ultima puntata il nostro speciale Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con il Museo del 900 di Milano e con Storyville – che ha ideato e prodotto l’iniziativa.   Per un giovedì al mese, nella Sala Fontana del Museo del 900, abbiamo partecipato al ciclo di incontri intitolato 5x10 e dedicato all’approfondimento della storia, non solo dell’arte, di ogni singolo decennio del ventesimo secolo.   Cinque parole per raccontare un decennio è un gioco in cui studiosi ed esperti hanno raccontato al pubblico del Museo e di doppiozero le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso ci ha raccontato un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.   Pubblichiamo qui i video dell’ultimo incontro, condotto da Carlo Antonelli. A voi lettori il divertimento di interpretare le cinque parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.              

Il racconto di un universo. Nino Migliori allo Spazio Forma

Ogni scatto di Nino Migliori potrebbe essere definito come un racconto, una storia. Le sue fotografie più famose sono cariche del neorealismo tutto italiano degli anni ’50, quando dal Nord al Sud si cominciava a riprendere una vita normale, più leggera, si ricostruiva un futuro. L’Italia che Migliori scopre quando comincia a fotografare a Bologna è quotidiana e nuova allo stesso tempo, è un’Italia poetica ma normale, è un’Italia fatta di vicoli, di biciclette, di bambini con i calzoni corti e di frati che giocano a pallavolo. L’occhio di Migliori è preciso, documentarista, profondamente geometrico nella costruzione spaziale dell’inquadratura. Sono immagini lente, pensate, intense.   La retrospettiva allo Spazio Forma (fino al 6 gennaio) è ben costruita, permette di conoscere l’universo visivo del fotografo emiliano in modo lineare, facile in un certo senso, quando Migliori non è certo un fotografo facile. Si comincia da una parte consistente legata agli esordi nella quale sono chiare le influenze del fotogiornalismo: bianco e nero e carattere formale restituiscono la...

Darwin

Cosa legge una fotografa di professione, una che insegue in giro per il mondo architetture, oggetti, spazi, persone, quando legge un libro illustrato? Cosa vede con il suo obiettivo davanti agli occhi, quando guarda un libro del genere? La nuova rubrica di Giovanna Silva inaugura un nuovo modo di recensire i libri, leggendo e guardando, non solo parole ma anche immagini, immagini che sono parole: leggere, guardare, scattare.     Il libro recensito è Charles Darwin, L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli altri animali, Bollati Boringhieri. Edizione definitiva a cura di Paul Ekman.

Dinosaur Jr. Over It

Cosa resta della generazione rock anni 90? Cosa resta della teenage angst di gruppi come Nirvana, Smashing pumpkins o Jane’s addiction? Beh, il video realizzato da Mark Locke su Over it dei Dinosaur Jr ne è una limpida testimonianza. Influenzati in pari modo dall’hardcore californiano e da Neil Young, i Dinosaur jr sono stati autori negli anni 80 di tre album fondamentali per il grunge a venire, melodie perfette sommerse da tonnellate di feedback chitarristici.   Dopo una serie di album non poi così memorabili si sciolgono nel ‘97 per poi riformarsi con la formazione degli esordi ben dieci anni dopo. La lunga criniera bianca di J Mascis, leader indiscusso del gruppo, ci dice che in effetti il tempo è passato, anche se ascoltando la musica dei Dinosaur Jr si potrebbe pensare esattamente il contrario.   Nel video vediamo tre ragazzoni sopra i quaranta cimentarsi in alcune acrobazie su skateboard e BMX in un parco giochi. Il regista ha ammesso di aver dovuto usare delle controfigure perché i ragazzi nella realtà non sapevano fare alcuna delle acrobazie presenti nel video. J Mascis sa giusto andare un po’...

Le parole del Novecento / 1970-1980

Continua il nostro speciale Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con il Museo del 900 di Milano e con Storyville – che ha ideato e prodotto l’iniziativa.   Per un giovedì al mese, nella Sala Fontana del Museo del 900, si potrà partecipare al ciclo di incontri intitolato 5x10 e dedicato all’approfondimento della storia, non solo dell’arte, di ogni singolo decennio del ventesimo secolo.   Cinque parole per raccontare un decennio è un gioco che facciamo con studiosi ed esperti che raccontano al pubblico del Museo e di doppiozero le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso ci racconta un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.   Pubblichiamo qui i video dell’ultimo incontro, condotto da Marco Belpoliti. A voi lettori il divertimento di interpretare le cinque parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.            

Rolling

Cosa legge una fotografa di professione, una che insegue in giro per il mondo architetture, oggetti, spazi, persone, quando legge un libro illustrato? Cosa vede con il suo obiettivo davanti agli occhi, quando guarda un libro del genere? La nuova rubrica di Giovanna Silva inaugura un nuovo modo di recensire i libri, leggendo e guardando, non solo parole ma anche immagini, immagini che sono parole: leggere, guardare, scattare.     Il libro recensito è Jim Marshall, The Rolling Stones, 1972, Gallucci Editore; l'inviato di Life visse con il gruppo musicale una settimana e li ritrasse con le sue fotografie.  

Yoko Ono. Walking On Thin Ice

È una New York spettrale di fine anni ‘70 quella del video di “Walking on thin ice” di Yoko Ono. Vediamo Yoko all’inizio del video aggirarsi per le strade lucide di pioggia a passo svelto, un paio di occhialoni scuri sul volto. Ogni tanto incrocia una macchina, una persona, forse è mattina presto. John Lennon, suo marito, è appena morto, assassinato da Mark David Chapman, suo grande fan. Si dice che in tasca avesse proprio il nastro del missaggio finale del pezzo. Le chitarre sono le sue. È il suo ultimo atto creativo. Altre immagini, domestiche. Loro due al lago, si abbracciano e guardano l’orizzonte. Il video sfarfalla. Lei in strada, da sola. Il video sfarfalla ancora. Lei che si bacia a letto con il suo John.   Il pezzo esce ad inizio ‘81 e in America è il più grande successo di Yoko. Ora lei è seduta su una panchina e guarda il lago.   Poi con Julian, all’epoca bambino. John non c’è. Il pezzo è un mix micidiale di funk punk avantgarde, ispirato al suono di gruppi come Pop group, Public image limited e Slits. Lei scende da una macchina forse...