Raccontiamo insieme le fontanelle d’Italia
In occasione del referendum, raccogliamo le vostre storie

In occasione dei referendum del 12 e 13 giugno, doppiozero partecipa con entusiasmo alla campagna in favore dell'acqua pubblica invitando i lettori a inviare un testo che racconti di una fontanella pubblica che sta loro a cuore in territorio italiano.
Fontanelle scelte come simbolo di vita, d'accoglienza, di pulizia e freschezza, fontanelle come piccoli scrigni di storia, di ricordi.
Se l'acqua fosse privatizzata, cosa ne sarebbe di loro? 
Ci interessano anche le fontanelle lasciate asciutte così come quelle che non ci sono più, sorgenti sepolte sotto colate di cemento.

 

Come partecipare
Spedite racconti, disegni, foto, audio e video all'indirizzo fontanelle@doppiozero.com
Sono benvenuti foto, disegni o brevi filmati delle fontanelle di cui si racconta. Date indicazioni dettagliate sulla collocazione della fontanella (paese, città, strada, piazza, territorio).
I testi non devono superare le 2000 battute.

 

 

No pasaràn

 

Qualche mese fa, rientrando dopo una passeggiata, vedo due operai che a colpi di martello pneumatico stanno sradicando la vedovella sotto casa mia: m'è venuto un colpo. Guarda!, faccio a Lu, Ce la stanno portando via! Sento montare una rabbia sorda, maledico la Moratti, Formigoni e tutta la loro banda. Sta a vedere che quatti quatti hanno consegnato l'acqua di Milano a qualche società di predoni, ste carogne han già dato ordine di ritirare le fontane in sordina, una qui, una là… E nessuno ne sa niente… Questa è troppo, non passa! Non so ancora cosa farò ma son pronta a fomentare una rivoluzione nel quartiere. Ti giuro che non passa! Ahhh no!, ripeto furiosa. Calmati, fa lui, la stanno solo sostituendo. A pochi passi, infatti, c'è sdraiata un'altra vedovella verde smagliante, nuova di trinca. Ottenebrata dalla visione della brutale soppressione m'era completamente sfuggita. Ok, faccio, la rabbia si sgonfia e mi sento un po' stupida. Però sarebbe stato possibilissimo…  E comunque preferivo quella vecchia.

 

Da noi si continuano ad accettare cose che in altri paesi civili sarebbero inconcepibili e all'estero fan fatica a comprendere tanta passività. Le cause sempre quelle, tuttifrutti. Ignoranza, disinteresse, delusione, egoismo, faciloneria, pigrizia, abitudine, impotenza. Anche chi vorrebbe far qualcosa finisce per scoraggiarsi considerati gli alleati con cui dovrebbe combattere. E l'impotenza è una brutta bestia, ti rode dentro, allora preferisci farti scivolare sopra tutta questa zozzeria, perché se la lasci entrare nello stomaco ti viene l'ulcera. Inghiottiamo un rospo dietro l'altro, tasse e aumenti da tagliagole, servizi disastrosi, mafie varie che imperversano, crimini impuniti, paesaggi deturpati da abusi edilizi, sprechi da far drizzare i capelli, informazione pilotata, cultura decapitata, gioventù lobotomizzata, pezzi d'Italia venduti al miglior offerente, liquami tossici che avvelenano i campi e il mare, in sostanza corruzione ovunque ci sia una torta da spartire. Ci indignamo ma nessuno si sorprende, al momento un po' di polverone e poi si passa ad altro, ci pensano i media a dirottarci dov'è più opportuno: quante volte abbiamo detto e sentito “Ehh... Siamo in Italia...” e questo tagliava la testa al toro, non occorreva aggiungere altro.

 

Parlando con un'amica a proposito del referendum del 12 e 13 giugno, “minacciavo” che se non dovessimo raggiungere il quorum perché i miei compatrioti preferiscono andare al mare o in gita fuori porta, io emigro, non ne voglio più sapere di stare in mezzo a questa marmaglia di smidollati. Mi stavo già scaldando, lei allora m'ha fatto riflettere sul fatto che moltissima gente non lo sa proprio, per esempio sua madre, di sinistra, che guarda i tg, legge i giornali, Se ci fai caso, diceva, non ne parlano, chi non usa internet è tagliato fuori, infatti pensandoci non è che se ne senta poi tanto, sarà perché mancano ancora due mesi? Mh… Giusto dopo la catastrofe alle centrali in Giappone s'è tornato a discutere di nucleare e di referendum, quasi che dobbiamo ringraziare il terremoto e lo tsunami di panico che ha suscitato anche qui. Da un lato son quasi certa che gli italiani, se doverosamente informati, non mancherebbero a un appuntamento così importante. Anche se non ci fosse di mezzo il nucleare, e lasciamo da parte anche il legittimo impedimento, qui si tratta di acqua, acqua come aria, un elemento che più vitale di così si muore. H2O, idrogeno e ossigeno che scaturiscono dalla roccia, dalla terra, roba nostra da sempre. Hanno un bel dire che l'acqua comunque resterà pubblica e che i privati la gestiranno meglio, che ci saranno meno sprechi eccetera eccetera. Qualcuno davvero si fida di questi privati? E delle gare d'appalto per sceglierli?

 

A proposito del referendum e del discorso della mia amica ho fatto la prova del nove con mia mamma, persona mediamente informata dalla tv. Neppure lei era al corrente. Ho provato con mia zia, qualche barlume confuso. Con la vicina di casa, buio totale. Continuerò col mio piccolo sondaggio per quanto non abbia più dubbi sulla nebbia che viaggia nelle teste sull'argomento, sarà una scusa per imprimere nella loro memoria le date e il VOTA SI', perché pure su questo non è che possiamo andar tranquilli, se leggi il testo dei referendum non capisci nulla, e molti non l'hanno ancora afferrato che per dire no devi dire sì, già fatta la prova del nove anche su questo. Sono sempre più convinta che sia necessario lanciarsi in una campagna d'informazione capillare, che ognuno di noi diffonda la voce senza risparmio e sotto qualunque forma. 


È un'occasione importantissima per uscire dall'impotenza che c'impantana, qui davvero siamo noi a decidere, senza intermediari. Ci restano 2 mesi pieni per darci dentro.
Avanti popolo!

 

Qualche link

La mappa di 3965 fontanelle in territorio italiano, 1429 segnalate dagli utenti, di cui 70 verificate dal sito.

PROGETTO FONTANELLE

Due giovani designer dell'associazione a8b.it, in collaborazione con il Comune e con la Metrolitana, hanno speso due anni del loro tempo per mappare tutte le «vedovelle» di Milano. Ne hanno censite 418.
VEDOVELLE TESORO DIMENTICATO, UNA MAPPA PER IL RECUPERO


Il flusso continuo delle fontane non genera spreco bensì evita che, con il ristagno, si formi flora batterica. L'acqua non si disperde ma viene raccolta dalle fogne, depurata e poi usata per irrigare i campi.
LA MAPPA DELLE VEDOVELLE DI MILANO


Blog sulle FONTANE DI MILANO, ricco di foto



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Commenti: 11
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gigia Lun, 11/04/2011 - 15:47
Finalmente una campagna che condivido, come molte altre, ma resa gradevole da una scrittura verace senza fronzoli e arzigogoli noiosi e radical chic. L'incipit di "NO PASARAN" lo trovo gustoso, autentico e divertente. E' vero, per sopravvivenza, noi italiani spesso rimuoviamo in fretta tutti gli orrori che ci circondano (a parte l'informazione scarsa e strumentale), ma altrettanto vero che il "modus operandi" di chi promuove sacrosante lotte è obsoleto e noioso. Così si rischia di mescolare minestre ormai stantie. Credo ci vogliano idee anche nel porre le problematiche, nel trovare nuovi strumenti. Brava Toni, è sempre un piacere leggerti.
Marco Brani Mar, 12/04/2011 - 11:04
Io vorrei che si lottasse civilmente anche per avere acqua pubblica nei bar e nei ristoranti come in qualsiasi altro paese europeo (e nel caso se proprio uno vuole la bottiglia dell'acqua confezionata per ricordo che se la paghi a peso d'oro). Dove abito ogni volta che fanno un restauro di un palazzo, di una strada, la prima cosa che tolgono sono gli alberi, così poi si vede la facciata dicono. Una grande battaglia per l'acqua pubblica a Milano dovrebbe partire dall'idea di riaprire i canali, creare un grande immaginario possibile poi certo tenersi le vedovelle sarebbe già molto, ma far capire che l'acqua è di tutti passa anche dalla sua visibilità, dai vantaggi che questo garantisce, dei lavori a milano orientati verso il pubblico, mancano da qualche decina d'anni.
Angela Mar, 12/04/2011 - 21:43
Condivido la rabbia di Toni. Io sono di origine siciliana e so bene cosa vuol dire avere i rubinetti asciutti, o l'acqua solo per qualche ora al giorno, magari pagata a padroncini in odore di mafia. Per questo NON VOGLIO affidare la gestione della mia acqua a qualche società incontrollabile, NON VOGLIO farmi togliere anche questo. Pertanto, aderisco e sostengo questa campagna. Grazie Toni
Waterfront Mer, 13/04/2011 - 14:50
Quello che è importante, credo, è riuscire a dare una dimenzione narrativa ed emotiva al prtoblema della privatizzazione dell'acqua. Per troppe persone, spaesate in un sistema di riferimenti in cui tutto è comunque solo e sempre consumo, quello dell'acqua è un noioso problema buricratico: questa iniziativa mi sembra un ottimo tentativo di far capire che le storie, grandi e piccole, dell'acqua sono anche le nostre storire. Per questo plaudo, concordo, e mi metto a lavorare su un testo.
Giacomo G. Mer, 13/04/2011 - 15:12
Viale Vittorio Emanuele - Bergamo altezza Piazzale della Repubblica Vedovella appena ridipinta di verde brillante cartello "Vernice fresca" contro cartello "E l'acqua no?"
anonimo Mer, 13/04/2011 - 17:58
foto!
Anonymous Ven, 15/04/2011 - 15:55
Mandare foto è essenziale per arricchire il discorso di Toni e documentare la situazione delle fontane, ovvero dell'acqua pubblica in pubblico.
Riccarda de Eccher Lun, 18/04/2011 - 09:01
l' acqua, l' aria, il sole... Sono la vita! Una bella battaglia. Mi associo.
Anonymous Mer, 20/04/2011 - 22:20
Hanno eliminato il referendum sul nucleare per puro calcolo politico del governo Berlusconi Resta quello sull'acqua che rischia di non raggiungere il quorum Perciò diventa portante far far sapere cosa ci si gioca in questa votazione. Le fontanelle sono belle per quello che sono ma anche per quello che rappresentano. Poesia e politica della via quotidiana.
Anonymous Mer, 27/04/2011 - 21:10
Mi piacerebbe leggere altri pezzi e vedere fotografie di fontanelle sparse per l'Italia. Per mobilitare le persone al referendum che ci sarà e dopo l'ultima uscita del Presidente anche quello sul nucleare!
Frank Gio, 05/05/2011 - 18:41

Sapete come si chiamano le fontanelle di Roma? 'Nasoni'

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