A Ravenna non solo Fèsta

Non solo una Fèsta, ma molteplici sono state le feste all’interno della quattro giorni di appuntamenti organizzata a Ravenna dalla Cooperativa E. ErosAntEros, Fanny & Alexander, gruppo nanou e Menoventi, le quattro compagnie che da circa un anno danno vita a questo esperimento di originale unione, hanno organizzato la seconda edizione di Fèsta che si è chiusa il 12 maggio: un cartellone di eventi molto fitto a costellare la città della Darsena con spettacoli, incontri, mostre fotografiche, approfondimenti e dj-set serali. Il nome dell’iniziativa, Fèsta, mette in risalto quella E che dà il nome alla cooperativa, una lettera che aggrega e unisce, mette in condivisione e avvicina anche termini differenti. È questo il senso della svolta che non a caso accade in Romagna, terra da sempre di avanguardia culturale e teatrale. Alla mancanza di soldi e fondi si sopperisce con un’idea profonda di condivisione mettendo in comune spazi, risorse e professionalità.

 

Strettamente confidenziale, Mattia Sangiorgi

 

Fèsta ha animato la città con appuntamenti in luoghi convenzionali e non: tra questi la Galleria Ninapì, Palazzo Rava, il teatro Rasi, My Camera, l’Almagià, la sala conferenze dell’Autorità Portuale e il Magazzino delle Ex Poste Darsena. Proprio in quest’ultimo è nata una interessante installazione del gruppo nanou. Strettamente confidenziale è un lavoro che si è sviluppato infatti in strettissimo contatto con la forma dello spazio che lo ospita, un’esperienza del reale vissuta proprio attraverso e grazie a quello spazio. Una casa, un labirinto che lo spettatore deve scoprire angolo dopo angolo, stanza dopo stanza. Un luogo davvero curioso che, con le sue ampie vetrate, richiama l’antica funzione di deposito e ufficio: da ogni parte si dipanano pezzi del percorso pensato per lo spettatore che liberamente compone il suo vagare e i suoi incontri.

 

Discorso Giallo, ph. di Enrico Fedrigoli

 

Affiorano dal buio storiche icone del gruppo nanou immerse in scenari nuovi e lontani da quello che era il classico palcoscenico. Porte socchiuse, buchi di serratura, corridoi nei quali personaggi eterei sfuggono via, specchi, pannelli retroilluminati sui quali in controluce si stagliano coreografie avvolgenti e delicate. Tutto questo avviene agli occhi dello spettatore che decide della sua visione esercitando una inusuale libertà, quella ossia di usufruire di un’opera in continuo movimento. Non ci sono certezze in questa installazione, ma è proprio questo l’elemento che cattura e conquista: un lavoro che non vuole mettere a fuoco, ma incoraggiare nello sconfinamento, che loda i bordi sbavati e ha il pregio di fare vivere lo spettatore in una protettiva anarchia di cose che accadono.

 

Invisibilmente, ph. di Olimpo Mazzorana

 

Nei quattro giorni di Fèsta anche il gruppo Fanny & Alexander ha presentato in anteprima nazionale la seconda tappa del progetto “Discorsi”. Spettacolo di prossimo debutto al Festival delle Colline Torinesi, Discorso Giallo affronta temi e interrogativi sulla televisione pedagogica. In scena una Chiara Lagani convincente, precisa e versatile che attende l’ingresso in sala del pubblico da dietro un banco di scuola. Al collo un ingombrante fiocco giallo che si staglia sul grembiule nero, simbolo di una scuola severa e ingessata che non esiste più. Giallo come il colore dell’attenzione, della sosta vietata, del ci si dovrebbe già fermare, dell’obbligo. Un colore che illumina la scena e segue lo sviluppo in fasi dello spettacolo. Discorso giallo ripercorre alcuni esempi di pedagogia televisiva che hanno segnato la storia del nostro paese: a partire da Non è mai troppo tardi del maestro Alberto Manzi che, negli anni del boom economico, teneva lezioni di lettura e scrittura a un’Italia praticamente analfabeta in un mondo in rapido cambiamento fino all’attuale esempio di “scuola nuova” di Maria De Filippi dove, abbandonate le lettere dell’alfabeto, si è passati all’apprendimento di nozioni di ballo e canto. Nello spettacolo rivive anche l’icona Sandra Milo di Piccoli fans e ci viene presentata, inoltre, la figura di un bambino speciale: troppo piccolo per essere adulto e allo stesso tempo già troppo adulto per essere considerato ancora solo un bambino. Fanny & Alexander mette in scena anche una surreale conversazione tra Maria De Filippi, oggi signora della Tv italiana, e Maria Montessori (omonime, come fa notare la prima). Chiara Lagani passa da un personaggio all’altro, a volte fondendoli e facendoli incontrare. Lo spettatore si trova investito da una peculiare riflessione sul nostro tempo in cui indietreggia la classica formazione scolastica a discapito di un certo tipo di televisione che mira a sopperire a quella funzione con drammatici risultati: un nostro tempo in cui di Maria Montessori resta solo un volto familiare stampato su una banconota non più in uso.

 

Invisibilmente, ph. Olimpo Mazzorana

 

Nei giorni di Fèsta la compagnia Menoventi ha invece riproposto InvisibilMente, uno spettacolo pulito e intelligente che vede in scena Consuelo Battiston e Alessandro Miele. La trama è semplice e ha al suo centro il teatro stesso come mezzo: con la scusa di problemi tecnici che tardano l’inizio dello show, due malcapitate maschere si trovano a dovere prendere tempo di fronte al pubblico pagante. I due, incapaci e maldestri, si rendono protagonisti di una serie di gaffe dalle quali con difficoltà potranno uscire indenni. Alle spalle uno schermo dove sono proiettati i sottotitoli di pensieri impronunciabili e anticipazioni di azioni che stanno per accadere. Il risultato è il comico imbarazzo delle due maschere che tutte le pensano pur di uscire dal limbo in cui sono immersi. L’unica soluzione allora è la fuga. Certo. Ma come fare? Così, sotto gli occhi di tutti? Menoventi utilizza un codice e una scrittura teatrale tagliente e riesce a mettere in scena, brillantemente, anche il pubblico, vero terzo attore, ribaltando le classiche distanze e separazioni.

 

Trascendere, ph. Gianluca Sacco

 

Negli spazi della Galleria Ninapì, invece, è stato allestito lo spazio che ha ospitato TraScendere – Concerto sintetico per figure espressive, terzo lavoro di ErosAntEros, duo composto da Agata Tomsic e Davide Sacco. Si tratta di una perfomance per soli otto spettatori alla volta che sono accolti in una sala buia e avvolta nel fumo e sono fatti accomodare attorno a un tavolo. Due figure vestite di aderenti e bianchissime tute a fare intravedere filiformi corpi siedono alle estremità della tavolata. Attraverso gesti e movimenti e grazie a sensori attaccati ai polsi, i due performer attivano suoni e luci così da dare vita a un concerto visivo-musical-sintetico. Si scatena un insieme di movimenti che genera un alfabeto di gesti e l’aspirazione, forse, a un linguaggio futuribile.

 

ph. Enrico Fedrigoli

 

Ancora alla Galleria Ninapì, infine, è stata allestita Mostrata sia, una collezione di oltre 150 scatti del fotografo veronese Enrico Fedrigoli, frutto di un percorso durato circa due anni di lavoro. Un viaggio nel quotidiano condotto assieme all’attrice ravennate Sara Masotti che è seguita in numerose ambientazioni e momenti del giorno: il risveglio, la colazione, il bagno in piscina, la cucina, la cura di sé stessa. Una musa inusuale (e chissà? forse inconsapevole) che incontra un fotografo che va ben oltre la schietta definizione del mestiere: meglio dire un artigiano del banco ottico, in prima persona maniacale nello sviluppo e nella stampa delle proprie lastre. Un occhio particolare, sempre curioso e mai scontato come si vede nelle 166 immagini che sanno mostrare e raccontare la durezza della bellezza umana e tutta l’oscurità del reale. Una definizione che non vuole essere solo estetica, ma innanzitutto poetica.



  • Chiara Lagani, Zapruder
    Chiara Lagani, Zapruder
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