Cosa hanno in comune l'innovazione sociale e la pirateria digitale?

Cosa hanno in comune l’innovazione sociale e la pirateria digitale?

La domanda può apparire surreale, eppure negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede pratiche e teorie che si ispirano alle reti peer-to-peer (P2P), utilizzate da “gruppi di pari” per scambiare musica, film, software e libri in modo prevalentemente illegale. Con il termine peer-to-peer si indicano ormai anche sistemi cooperativi che mettono in relazione singoli, gruppi, organismi pubblici, del mercato e del terzo settore. Un esempio su tutti? Wikipedia, il più grande esperimento culturale collaborativo di tutti i tempi.

Per cheFare, abbiamo chiesto un parere sugli sviluppi del peer-to-peer e dell’innovazione sociale a due osservatori d’eccezione.

Bruce Sterling è uno dei massimi scrittori di fantascienza viventi, oltre che uno dei principali analisti di quello che avviene all’intersezione tra tecnologia, cultura e società.

Michel Bauwens è il fondatore della Foundation for P2P Alternatives, la Fondazione per le alternative Peer-to-peer.

 


Michel Bauwens

 

Con l’indebolimento della sfera pubblica tradizionale, e con il dissolvimento del suo supporto da parte dei media mainstream, si pone la necessità dello sviluppo di una nuova sfera pubblica sulla base di dinamiche relazionali e comunitarie; dinamiche che stanno co-emergendo attraverso i media digitali.

Gruppi “peer” di cittadini stanno prendendo l’iniziativa un po’ ovunque, creando una cultura di apertura e partecipazione; non stanno solo innovando le proprie pratiche culturali e producendo valore in termini di beni comuni, ma stanno anche esercitando una pressione sulle istituzioni esistenti.

Così come la cultura viene distribuita attraverso i nuovi mezzi “distribuiti” di produzione e distribuzione culturale, allo stesso modo sta nascendo una Democrazia Specchio che ci ricorda che la democrazia rappresentativa può essere trasformata e resa migliore attraverso l’input diretto dei cittadini, usando la deliberazione pubblica e la co-creazione sia online che offline.

Gli ostacoli nel mondo dei mass media e della democrazia rappresentativa, attualmente in declino, possono essere superati solo attraverso un’innovazione sociale distribuita che permetta di “aggirare” la paralisi culturale ed istituzionale.

 

Il sito della P2P Foundation

Bauwens su Twitter

 


Bruce Sterling

 

Sono sempre interessato ai nuovi mezzi di produzione, ma le novità invecchiano velocemente. Dov’è che questi nuovi metodi vincono sui vecchi? I metodi peer-to-peer lavorano al meglio in situazioni che collegano individui, o forse in un contesto creativo. Questi legami sottili sono simili a un sottile strato di vernice sopra a relazioni più vecchie, e più forti, di tipo legale, politico e finanziario. Dove sono, per esempio, un vicinato peer-to-peer, o una città peer-to-peer? Non c’è un posto al mondo nel quale questi metodi “sociali” hanno soppiantato i vecchi metodi e creato una zona fisicamente liberata. Tutti sono collusi nel vecchio stile di vita.

Un tempo esistevano paesi basati sul “socialismo reale”, ma non esistono ancora paesi basati sulla “socialità reale”. Il mondo è nel pieno della crisi finanziaria, ma non esiste nessuna “finance-crisis free zone”. Il sistema malfunzionante di relazioni economiche e di potere è schiacciante ovunque. L’economia della reputazione connessa all’innovazione sociale non ha ancora una definizione formalizzata di quale tipo di attività e politiche sia “conservatore” e quale “progressista”. È per questo che i suoi sviluppi sembrano ancora delle forme di dissidenza, e non un intero nuovo stile di vita.

C’è un fattore, tuttavia, che mi fa pensare che la dissidenza sia più importante di quello che potrebbe sembrare. Lo status quo è stato colpito in modo quasi fatale nel 2008. Nessuna rivoluzione lo ha rovesciato, ma adesso non ispira più nessuna fiducia. Ognuno dei principali attori nel gioco del potere è preoccupato per come viviamo, nessuno è convinto che le cose stiano andando bene, che questo è il modo in cui dovrebbe essere la vita, che il domani dovrebbe essere come l’oggi. Non ho mai visto un simile malcontento universale.

 

Il blog di Sterling su Wired

Sterling su Twitter

 

 



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