Conservare la memoria: 10 scrittori, 10 libri

Terranova, Affinati, Belpoliti, Marino

Conservare la memoria. Di che cosa? Del passato, ma anche del nostro presente. Gli scrittori che hanno accettato l’invito a indicare dieci libri da proporre in lettura ai giovani hanno declinato in vari e differenti modi la loro idea di memoria e di memorabile, ovvero di cosa occorre ricordare, cosa si deve ricordare. Il XX secolo è alle nostre spalle, ma il suo carico di eventi terribili, luttuosi e devastanti, pesa ancora su di noi. Ma anche il nostro presente è carico di memoria che occorre custodire e per cui occorre agire. La lettura come uno strumento per pensare ma anche per fare. Per non restare indifferenti. Questo il contributo che proponiamo alla Giornata della Memoria.

 

Gli episodi di ordinaria cancellazione e offesa della memoria si susseguono a ritmo incessante, incalzante, inquietante. Dalle lapidi profanate alle svastiche disegnate sui cartelli delle scuole dedicate ad Anna Frank. Dai saluti romani a Marzabotto (Città Martire) ai raduni arroganti e minacciosamente evocanti. Dieci autori consigliano dieci libri agli adolescenti. Coop Alleanza 3.0, Librerie.coop e Doppiozero promuovono una raccolta di 10 volumi indicati da 10 autori. Dieci libri che costituiscono “una traccia” essenziale per capire, indagare, decodificare il secolo (e i suoi orrori) appena trascorso.

 

Venerdì 26 gennaio, ore 18, Libreria.coop “Ambasciatori” (Bologna):  Marco Belpoliti, Ermanno Cavazzoni, Alessandra Sarchi e Massimo Marino.

 

Qui le liste di Alessandra Sarchi, Nicola Lagioia e Maria Nadotti, qui di Valerio Magrelli, Grazia Verasani, Ermanno Cavazzoni e Sandro Veronesi. Oggi gli ultimi quattro autori.

 

Nadia Terranova

 

La lente della letteratura, sia attraverso il testo che tramite l’illustrazione (fumetto o albo) permette di guardare dentro un microscopio le storie delle persone, spesso non famose, che hanno partecipato anche involontariamente agli eventi che oggi studiamo sui libri. La Storia acquista così nomi, facce, voci di coloro che ne sono stati urtati, sconvolti. E chi legge può assumere su di sé un nuovo punto di vista, raggiungendo il dovere della testimonianza. Perché non solo chi vive, ma anche chi legge diventa un testimone.

 

A. Zei, La tigre in vetrina

K. Bruekner, Il gran sole di Hiroshima

I. Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno

K. Kressman Taylor, Destinatario sconosciuto

L. Levi, La portinaia Apollonia

L. Sciascia, Il giorno della civetta

N. Budde, Sangue dal naso e altre storie

C. Rush, La stasi dietro il lavello

C. Pavese, La luna e i falò

M. Satrapi, Persepolis

 

Eraldo Affinati

 

I dieci libri (in realtà 11) che qui di seguito segnalo sono un sentiero luminoso dentro la galleria di orrori del ventesimo secolo. Credo possano rappresentare l’educazione sentimentale per un giovane in cerca di una bussola interiore. Si tratta di capolavori che andrebbero proposti ai ragazzi con una mediazione mirata da parte dei docenti: se ciò accadesse, avremmo creato i presupposti per un lavoro umano da fare insieme anche nel tentativo di contrapporci al vuoto interiore da cui possono nascere i nuovi totalitarismi.

 

R. Antelme, La specie umana

D. Bonhoeffer, Resistenza e resa

T. Borowski, Paesaggio dopo la battaglia

M. Buber-Neumann, Prigioniera di Stalin e Hitler

A. Frank, Diario

E. Hillesum, Diario

P. Levi, Se questo è un uomo

P. Levi, I sommersi e i salvati

V. Salamov, I racconti della Kolyma

G. Sereny, In quelle tenebre

P. Weiss, L’istruttoria

 

Marco Belpoliti

 

Ho scelto romanzi e saggi meno conosciuti, e una sola testimonianza, quella di Bruno Piazza. Alcuni sono libri narrativi scritti non da testimoni della deportazione, ma da narratori successivi, anche se nel caso di Appelfeld si tratta di uno scrittore ebreo della generazione della Shoah. I brevi saggi spiegano ai giovani i tanti problemi posti dallo sterminio ebraico, che considero un evento unico nella storia dell’Occidente per la sua sistematicità e per il modo in cui è avvenuto. Poi un testo critico sulla memoria sulla memoria. Fornisco di ogni libro un breve commento:

Spiegelman: il capolavoro del disegnatore americano, storia della sua famiglia e del padre sopravvissuto allo sterminio; Sarfatti: un libro efficace di un noto ricercatore storico su una vicenda lungamente rimossa; Scheyer: il diario in presa di diretta di un intellettuale ebreo sopravvissuto in clandestinità nella Francia occupata, che fa rivivere quei giorni terribili; Pisanty: uno studio importante sulla sacralizzazione e banalizzazione della Shoah; Cavaglion: libro efficace per far capire oggi a oltre settant’anni cosa è stata la Resistenza; Piazza: una testimonianza a caldo di un ebreo triestino sopravvissuto alla deportazione; Appelfeld: opera di uno dei maggiori scrittori israeliani, testimone della Shoah, opera narrativa sulla resistenza ebraica in Europa; Wiewiorka: libro divulgativo opera di una delle maggiori studiose dell’“età del testimone”; Reich: libro fantasioso e provocatorio di uno scrittore ebraico americano della generazione più giovane; Becker: scrittore polacco, racconta il Ghetto di Lodz in forma narrativa.

 

A. Spiegelman, Mauss

M. Sarfatti, Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani

M. Scheyer, Un sopravvissuto

V. Pisanty, Abusi di memoria

A. Cavaglion, La resistenza spiegata a mia figlia

B. Piazza, Perché gli altri dimenticano

A. Appelfeld, Il partigiano Edmond

A. Wieviorka, Auschwitz spiegato a mia figlia

T. Reich, Il mio olocausto

J. Becker, Jakob il bugiardo

 

Massimo Marino

 

Non ho scelto “libri per adolescenti”. Credo l’adolescenza sia l’età delle letture furiose, delle letture curiose. Non ho segnalato solo libri che trattano la memoria dell’Olocausto, ma anche  che affrontano il tema della memoria da differenti punti di vista, in diverse situazioni storiche. Libri che spesso pongono la memoria, il passato, il presente, il futuro, come problema. Troverete il romanzo di Hemingway sulla guerra di Spagna, il racconto della vita quotidiana di sospetto ai tempi del nazismo e il futuro distopico di Fahrenheit e di Houellebecq; i racconti ferraresi di Bassani (il primo Novecento nella comunità ebraica, la guerra, il dopoguerra, il ritorno dei sopravvissuti alla Shoah), il doloroso viaggio nella memoria dell’oppressione sovietica di Verso Bisanzio di Brodskij, con un ritratto di Nadezda Mandel’stam, la donna che conservò a mente le poesie del marito, uno dei più grandi poeti del ’90, e poi le portò in giro in una pentola attraverso varie peregrinazioni per nasconderle alla polizia e tramandarle. Non mancano le poesie di Brecht sull’Imbianchino Hitler che dialogano con foto d’epoca e qualche classico della memoria teatrale, come l’arcinota “Istruttoria” di Peter Weiss, come “Heldenplatz” di Thomas Bernhard, un fuori catalogo quasi sconosciuto in Italia, bellissimo gioco di specchi tra il nazismo storico e la rinascita dei fascismi nell’ultimo Novecento, come la ricostruzione della memoria della tragedia del Vajont di Marco Paolini.

 

E. Hemingway, Per chi suona la campana

E. Mann, Quando si spengono le luci

R. Bradbury, Fahrenheit 451

M. Houellebecq, La possibilità di un’isola

G. Bassani, Cinque storie ferraresi

J. Brodskij, Verso Bisanzio

B. Brecht, L’abicì della guerra

P. Weiss, L’istruttoria

T. Bernhard, Heldenplatz

M. Paolini, G. Vacis, l racconto del Vajont.

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