Isteria e narcisismo a cinque stelle

Riprendo il tema del trickster, figura inquietante, già descritta, a proposito di Grillo, da Marco Belpoliti in queste pagine. Nel capitolo L’isteria totalitaria, dei Linguaggi dell’isteria, ero convinto di un fenomeno che ho chiamato totalitarismo sublime. Una sorta di populismo coatto. Non che il populismo sia totalitario tout court. È un ingrediente che caratterizza il totalitarismo.

 

Quel che manca in quel testo è l’analisi del populismo vuoto, che non sta da nessuna parte. Il fenomeno del Movimento Cinque Stelle –  non vogliono esser più chiamati grillini in virtù dei rimproveri di verticismo mossi loro dai piraten tedeschi – è destinato a franare nel momento in cui la tesi indimostrabile che ognuno di loro è santo, come Savonarola, sarà sfatata. E non manca molto, data la percentuale d’italiani corruttibili.

 

Corruttibili, termine disposizionale, non corrotti. Stiamo parlando della disponibilità a corrompersi. Ci si corrompe sempre in un contesto, mai nel vuoto. Come diceva Nelson Goodman (1906-1998) un ombrello è apribile, ma se piove. Per esempio: se siamo al bar e la squadra del cuore di un giovanotto sta perdendo, mandare a quel paese un arbitro con un epiteto volgare non pare granché corruttivo. Qualche domanda: chi fa un comizio pubblico insultando gli avversari è già corrotto e corruttore, oppure è paragonabile al giovane tifoso? Oppure si tratta di una formazione reattiva (definizione freudiana di sintomo)? Chi lo fa non desta il sospetto che voglia governare gli altri senza passare attraverso il governo di sé? Io vi guarirò, perché sono sano, integro, incorruttibile. Uova fresche, di giornata, nostrane, del mio pollaio. Ogni aggettivazione desta il sospetto del contrario: ça va sans dire.

 

Un appartenente al Movimento Cinque Stelle va in televisione, Beppe Grillo – se non ho capito male – è contrario. Ora, si tratta di vedere se qualche esponente del suo movimento ci andrà di nuovo oppure no. Se nessuno ci andrà più, Grillo dovrebbe prendere atto che il suo movimento è passibile dell’accusa di verticismo che gli muovono i Piraten, cioè del sospetto che lo accomuna al tiranno, del quale uno dei massimi psicoanalisti italiani, Mauro Mancia (1929-2007), ha dato questa diagnosi impeccabile: il tiranno è la figura classica di una forma di narcisismo. Il narcisista si slega dalla relazione con l’altro presentandosi con la faccia di trickster, ancora vergine quando è in fase ascendente. Modello appetibile per gli italiani, che prediligono il grottesco, in politica.

 

La meccanica è grosso modo la seguente: c’è confusione nel paese, un bisogno di mettere a posto le cose. Di qui la necessità – intravista ingenuamente da Max Weber – di mettere nelle mani di un carismatico leader (potremmo anche pronunciare alla romagnola omettendo la e) il potere per un periodo determinato di tempo. Quanto tempo? Un giorno, un anno, dieci anni, sempre. Questa sola premessa conferma il trickster carismatico nel suo narcisismo, già implicito nell’esser portatore di carisma. Il carisma ruba il tempo, la vita, la socialità, l’intimità, la fiducia. In altri termini distrugge la rêverie materna, quel senso di fiducia collante della relazione e del legame sociale. La società si pietrifica, noi/loro, amico/nemico. Lo si fa per sconfiggere il nemico, che sta sempre dalla parte dell’Altro. Questo non è un problema della destra: in questi casi destra e sinistra, direbbe Gregory Bateson, condividono la stessa epistemologia. L’epistemologia del populismo vuoto.

 

Dai il potere a un carisma, non lo molla finché non ha ridotto il paese a pezzi. Il carisma non ha nessun rispetto per le istituzioni, per le regole. In modo perverso inneggia al reato mentre è presidente dell’istituzione, inneggia alla guerra, alla ribellione mentre sta al governo; insomma perde qualsiasi tipo di responsabilità, o forse non l’ha mai avuta. La Legge per lui è oscena, e lui crea leggi oscene, il vuoto. Vuoto istituzionale, sociale, culturale: svuota le relazioni di contenuto, blatera nel vuoto.

Invero ricorda un po’ anche il monaco accidioso di Cassiano: il convento in cui sono è sempre peggiore degli altri. Con una differenza: il convento in cui sono è sempre il peggiore, ma se vieni da me (occhiolino) lo distruggiamo insieme (a denti scoperti).

 

Il gran potere del narcisista consiste nell’ipnotizzare le masse. La macchina narcisista crea un campo magnetico che funziona anche a distanza di tempo, lascia un segno nella mente di chi ascolta. Come nell’induzione ipnotica – spiegata da Hyppolite Bernheim (1840-1919) – la macchina narcisista produce una suggestione onirica nello stato di veglia, una dissociazione che si protrae nel tempo. Suscita la risata del pubblico assoggettato, attraverso la battuta, attraverso la barzelletta. Tutti ridono, cinicamente. Se reiterata l’induzione può diventare permanente, e addirittura restare impressa anche dopo la fine del suo periodo politico, dopo la devastazione, come nel caso del fenomeno del nostalgico.

 

Molti seguaci del carisma, dopo la sua decadenza, nel ricordarlo piangono le sue battute, nostalgia: come ci faceva ridere! Accadrà così, tra qualche anno, anche per i nostalgici di Grillo? Si tratterebbe di scrivere un libro sulla relazione carismatica tra il trickster e il suo popolo, che sotto ipnosi si lascia rubare il tempo, cedendo all’aggressività, alla manipolazione, al godimento vendicativo del capo.

 

Il politologo rifiuta questa lettura liquidandola come psicologismo. Perciò si trova in imbarazzo in questi casi. Lo studio della psicologia dinamica gli gioverebbe. Così la raccomandazione che qualche persona di buon senso, di tanto in tanto, lancia: “stategli vicino, amatelo, ma non illudetelo!”, può valere per ogni carisma, come per noi tutti. Vale la pena di trovare il modo di prendersi cura di sé, forse siamo tutti malati, almeno in senso esistenziale, ma costoro sono gravi. Boia d’un mond l(e)ader!



Tags dell'articolo:



Articoli correlati

Intimità
Marco Belpoliti

La canotta
Marco Belpoliti

Il sopravvissuto
Marco Belpoliti

Il voto svuotato
Giorgio Boatti

Marketing dell’indignazione: il ritorno... Gianfranco Marrone

Napolitano e lo stallo repubblicano... Pietro Barbetta

Arte contemporanea, ricerca, sfera pubbl... Michele Dantini

Il corpo assente
Marco Belpoliti

Sony segreto
Marco Belpoliti

Per scrivere un commento occorre aver letto e accettato le nostre Norme per la comunità.

comments powered by Disqus
Commenti: 33

Anonymous Lun, 10/12/2012 - 11:55

Ma che bell'articolo! Peccato che il carisma di Grillo serva a far eleggere persone normalissime che di carisma ne hanno zero e che nessuno si illude siano incorruttibili. Nel parlamento abbiamo più di cento "onorevoli" con problemi di giustizia, forse concentrare l'attenzione su quelli sarebbe più utile.
Grazie.

Federico Moro Mar, 11/12/2012 - 03:19

"Peccato che" è un'espressione da incorniciare, al pari di "ben altro/i". E' la sigla del risentimento, dell'abulia intellettuale, della noia. L'articolo di Barbetta obbliga tutti noi (e)lettori a fare i conti con cosa vuol dire cadere nell'ipnosi carismatica, sempre e comunque. Ci mette in guardia dal rifare lo stesso errore insomma.

Anonymous Mar, 11/12/2012 - 16:03

Grazie per aver risposto. Peccato che abbia esaminato così a fondo le parole e così superficialmente i concetti.

PietroBarbetta Mar, 11/12/2012 - 22:38

Caro Anonymus, vedo che molti esponenti cinquestelle si stanno svegliando dall'incantesimo totalitario. Quando c'erano i regimi comunisti un argomento forte a loro difesa era che non entrava la droga nei loro paesi (cosa palesemente falsa). Ora dovrebbe prendere atto anche lei delle dichiarazioni di Grillo che propone l'espulsione dei dissidenti in nome della sua onestà, anche lui, come Berlusconi, parla di se stesso come se fosse un altro, anche lei potrebbe dire il sig. Anonymus è onesto, o io dire il sig. Barbetta è onesto. E' come la dichiarazione che le mie uova sono fresche. Come mai lo diciamo? Abbiamo da nascondere qualche uovo stantio? Non le verrebbe il sospetto? Ora ce lo abbiamo davanti lo stalinista Grillo: chi non la pensa come me è fuori! Bell'esempio di democrazia, non le pare?

Giacomo Conserva Mer, 12/12/2012 - 00:23

mi è venuto in mente il saggio di Zizek su Mao e la rivoluzione culturale: il malvagio (e per certi aspetti idolatrato) Lord of misrule- signore della tirannia. E "è terribile cadere nelle mani del dio vivente".

Anonymous Mer, 12/12/2012 - 11:47

Un articolo che rivela solo il narcisismo dell' autore

Anonymous Mer, 12/12/2012 - 13:21

Si, effettivamente si parla un po' addosso.

Damiano Mer, 12/12/2012 - 16:04

Un articolo che non mi dice nulla di nuovo. Tutti noi dobbiamo fare i conti con la nostra natura. Sembra quasi che la corruttibilità sia una novità ed il carisma una colpa.

Anonymous Mer, 12/12/2012 - 19:16

@Damiano: a quale setta confessionale appartieni? mea culpa mea massima culpa....

Anonymous Gio, 13/12/2012 - 16:37

In passato ho apprezzato Grillo come comico; adesso sinceramente mi fa piangere.

prdimonte Gio, 13/12/2012 - 16:49

classifcherei Grillo affetto da un disturbo di personalità (DSM IV) Gruppo A. disturbo paranoide di personalità non schizoide!

Giovanni Maria Sini Gio, 13/12/2012 - 18:21

La domanda, neanche tanto provocatoria, è: se avesse ragione Grillo?
Tenuto conto dell’identità “personalistica e carismatica” che ha assunto (suo malgrado o scientemente) anche il Mo’ Vi Mento 5 stelle, rilievi e obiezioni sulla natura della democrazia non hanno più alcun senso, perché chi decide di aderire, con la necessaria consapevolezza, è chiamato a sottostare all’insindacabilità dei giudizi, degli umori e dei malumori del suo capo indiscusso.
E’ identica caratteristica a quel che è stato, sino ad oggi, il Popolo della Libertà che, non a caso, nell’art. 1 del suo statuto si definisce anch’esso “movimento di donne e di uomini” e non partito. O quel che è stata l’Italia dei Valori costruita attorno alla figura di Di Pietro, oppure il Partito Radicale sempre legato al carisma di Marco Pannella (che, a suo tempo, se avesse potuto godere della stessa amplificazione mediatica concessa a Grillo, avrebbe dato vita ad un più meritorio Partito Radicale di massa).
il sottinteso, non esplicitamente espresso nel “non statuto”, per chi si “associa”, è oramai chiaro: la democrazia è diretta da chi ne fa beffe (Grillo) e da un apocalittico alchimista, con misteriose doti informatiche, desideroso di coronare i suoi grilli per la testa. Uno scrive, l’altro posta e sugli infedeli domina e vige la legge sull’apostasia.
Addirittura, in un memorabile post gli oltraggiosi moti sediziosi, vergati in una conversazione su un forum privato, sono stati resi oggetto di colpi di verga del comico censore.
Nella pressochè totale assenza di regole stabilite e condivise o in presenza di proposizioni dogmatiche, nella visione monocratica e nella prospettiva unidirezionale d’una democrazia che non tiene conto di inutili particolari, l’ordine (nel caos) è solo uno: adattarsi o arrendersi alle condizioni del grande dettatore.
À la guerre comme à la guerre!
In questo storico frangente c’è un solo obbligo morale, civile e politico: incensare il censore.
Così viaggiano e vanno gestite la libertà e la democrazia nel Mo’ Vi Mento nato e mortificato in rete.

Anonymous Gio, 13/12/2012 - 20:00

Tutti i citati chi più (Berlusconi /Grillo) chi meno hanno un disturbo della personalità paranoico/isteroide ( vedi fatto molto bene http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_di_personalit%C3%A0) che può confordersi con il carisma e in cui vengono irretiti molti sprovisti di una vera critica (o autocritica) e con sentimenti populililistici irrazionali.

Raffaele Bianchi Ven, 14/12/2012 - 14:53

Facciamo così: voi mi trovate un partito o movimento da votare alle prossime elezioni che presenti il programma del M5S e io lo voto.
Tutte queste speculazioni mentali suonano come fuffa perché nemmeno entrano nel merito delle idee e delle proposte.
Non è una provocazione: dico sul serio! Aspetto a gloria qualcun'altro che metta in programma le cose del M5S (taglio dei finanziamenti inclusi) e io lo voto.
Fino ad allora mi tengo Grillo, Casaleggio e la massa degli attivisti che gli stanno dietro (o sotto - come preferite) .
Se ripasso qui fra 6 mesi son convinto che vi ritrovo a guardarvi allo specchio e accusare gli altri di narcisismo.
Statemi bene

Anonymous Ven, 14/12/2012 - 15:33

Grillo e Casaleggio: chi si fida di loro è degno di loro e se li merita (come si dice: chi pecora si fa, il lupo se la mangerà).
Cari grullini, rivoluzionari immaginari....

Raffaele Bianchi Ven, 14/12/2012 - 16:39

Ottimi argomenti "Anonymous"!
Qui si continua a giocare con le rime, nell'anonimato, ma ci fosse uno che ha qualcosa da dire sui programmi! Forse dovrei fidarmi di Fassino? Di Bersani? O Vendola? Magari D'Alema! E l'appoggio di CaltagironeCasini. Sai cosa: m'avete convinto. No domani: ADESSO! :-D
Sono anni che vi pigliano per il cxxo con la finta opposizione a B. , con le loro fondazioni, gli inceneritori che non fanno male, l'acqua che va gestita con i privati (a guadagno garantito) e i buchi nelle montagne che la 'ndrangheta è già lì con le ruspe accese.
Poi siamo noi quelli abbindolati, rivoluzionari immaginari... Voi state pure lì ad annusarvi il cxxo a vicenda e giocare con le rime, io c'ho da fare la rivoluzione immaginaria (ma almeno c'ho provato).

STEFANO Ven, 14/12/2012 - 22:51

mi perdoni ma leggendo il suo articolo non si capisce bene in quale mondo lei viva, di quale movimento sta parlando e a quale ipotetico lider (alla romana) si riferisca. A me non pare che il popolo italiano sia cosi ingenuo da credere alla totale incorruttibilità delle persone, forse sarebbe sufficiente il senso della misura che a quanto parrebbe i suoi difesi hanno ormai smarrito, attaccare grillo ed i suoi inconsueti seguaci equivale ad attaccare quel tenue barlume di coscienza civile che nonostante tutto ancora possediamo. Un movimento che organizza le parlamentarie come lo hanno fatto loro tutto può essere meno che pericoloso, un leader che pone delle regole per le quali lui stesso non è candidabile le sembra paragonabile a quello a cui siamo stati abituati fino ad ora? Per tacer del fatto che il povero grillo sa benissimo con chi ha a che fare e mandarli in tv equivarrebbe semplicemente a farsi divorare da quei "volponi". Se questi deficenti non lo capiscono l'unico modo è fare la voce grossa anche se cio comporta l'attacco dei soliti legittimisti.

macchia rossa Sab, 15/12/2012 - 16:40

Che tutti siamo esseri umani, ergo facilmente corruttibili, è lapalissiano; il problema grosso è che i partiti parlamentari, in queste condizioni, hanno consentito l'utilizzo di risorse ingenti al singolo eletto, senza nessun controllo. Da qui il valore ed il rispetto delle regole e la certezza della pena. Il MP(olitico)5* è strutturato sui meetup (assemblee/gruppi di lavoro degli iscritti), dove uno vale uno. L'utilizzo innovativo del web tende a consentire, pur con tutti i problemi che si presenteranno, a rendere nuovamente possibile l'@gor@', la democrazia diretta. Grillo è stato il fondatore del movimento, potrebbe diventare il suo più grande nemico, un pericolo mortale; la storia lo conferma; se così fosse, mi auguro che il movimento abbia una maturità sufficiente a trattarlo come Pinocchio trattò il suo, di grillo.

massimo giuliani Lun, 17/12/2012 - 11:31

La corruttibilità dovrebbe essere tenuta sotto controllo dal fatto che, essendo un movimento "orizzontale" e non gerarchico, ci si controlla a vicenda e nessuno prende il sopravvento: vedi l'"intelligenza collettiva" di Pierre Lèvy.
Ma il punto è che, sebbene vanti un legame stretto con internet, il movimento è fortemente carismatico e legato alla presenza di un capo: che di fatto costruisce gran parte del suo carisma su una popolarità nata in televisione e nei circuiti dello spettacolo. Il luogo che consacrò Grillo come personaggio politicamente scomodo fu il palcoscenico di "Fantastico", bisogna ricordarlo.
E' un soggetto piuttosto contraddittorio: vanta una natura "reticolare" ma sottostà agli ordini di uno; ha la sua culla nella rete Internet, ma i suoi geni vengono dalla tv...

zauberei Lun, 17/12/2012 - 11:50

L'articolo mi piace molto - solo che è molto sviluppata una parte della relazione Grillo - interlocutori di Grillo, per cui l'articolo dice cose molto interessanti e utili su Grillo, ma liquida i processi psicologici di addesione sotto la generica etichettaa della seduzione e dell'ipnosi, di un insieme di soggetti, disconosciuti come soggetti ma letti come massa. Questa è credo anche la prospettiva ddi Grillo e forse parte del successo del suo carismaa, ma come facciamo noi che teniamo alla democrazia a ddeoggettificare gli elettori e far si che si ritrovino le opportune strategie difensive?
Mi viene da raagionare in termini di meccanismi di difesa, e mi viene da pensare da sempre che il linguaggio del carismatico conquisti il soggeetto oggettivandolo proponendogli una circolarità di meccanismi basici: scissione, proiezione identificazione proiettiva. Più che l'asse uno del DSM ci si sposta tutti insieme leader ed elettori allegramente sull'asse due, il regno dei disturbi di personalità. Come si fa a riportare i soggetti all'uso delle difese superiori, applicate in maniera più duttile e flessibile?
quelle che ti fanno decodificare comportamenti e informazioni in modo diverso, più articolato e sostanzialmente più aderente alla realtà.

Paolo Casagni Lun, 17/12/2012 - 12:06

Leggo solo una valanga di parole, un numero spropositato di citazioni (Goodman, Mancia, Max Weber, Bateson, Cassiano, Berheim, etc.), non un'idea che esca dal tuo cervello, Mr. Barbetta. A me questo modo di fare analisi fa venire il voltastomaco. Per me Grillo 4 idee in croce ce le ha, concrete, e non me ne frega se dietro c'è Casaleggio o l'esercito della salvezza, lui ha dato un imprint (ecco adesso faccio il figo pure io e uso un termine straniero) e chi decide di abbracciare il suo movimento e utilizzarne il simbolo lo deve rispettare, perciò questo "autoritarismo" esercitato, ad esempio, contro le persone che sono andare a popolare le bagarre televisive (Ballarò) secondo me è perfettamente giustificato.

Anonimo Lun, 17/12/2012 - 13:32

Qua si parla tanto di programmi, solo che scommetto che la metà delle persone che parla del programma del movimento 5 stelle non lo ha analizzato (non letto, analizzato) né lo ha tantomeno contestualizzato (ad esempio, domandandosi cosa è già stato fatto -e c'è tanta roba che è stata fatta e di cui il programma non tiene alcun conto- e cosa è effettivamente realizzabile).
Il punto è semplice: se un movimento è fortemente incentrato sul suo leader non lo si può votare solo per l'eventuale programma o le eventuali posizioni politiche. Sarebbe una pazzia.

L'esempio che mi viene in mente è proprio Berlusconi all'indomani della fusione con AN (della quale si possono tranquillamente non condividere gli ideali ma che una posizione politica non legata agli interessei del leader ce l'aveva). Su carta, quelle rare volte che l'ha fatto, avrebbe potuto scrivere ciò che voleva come programma, ma la cosa era totalmente irrilevante. Lui era il capo, lui decideva, lui cambiava quel che voleva della politica del partito quando gli girava e senza diritto di risposta. E lo ha fatto e continua a farlo. Berlusconi faceva, e fa, l'imprenditore in politica.
Nel movimento 5 stelle queste potenzialità ci sono. Il programma sarà buono quanto si vuole (e non è così buono...) ma quel programma sottosta alla volontà del grande capo e se al grande capo, che è anche in una posizione vantaggiosa, dato che non si espone politicamente in maniera diretta, gira di cambiare, si cambia.
Ho parlato di Berlusconi, ma si potrebbe spostare il discorso su Mussolini. Le accuse di fascismo rivolte a Grillo non sono inerenti al programma o alle posizioni politiche, che sono solo epifenomeno di realtà più complesse, ma al suo modo di fare politica tout court.
Un'altra variabile di cui bisognerebbe tener conto, in questo caso, è la "variabile Fini", inerente cioè all'eventualità che un eletto (in questo caso un "non-professionista", nell'accezione peggiorativa del termine) del movimento possa decidere di staccarsi dal movimento e farsi i suoi c***i.

Quindi, se il Movimento 5 Stelle è così centrato sulla figura del leader non ci si può limitare a considerarlo solo dal punto di vista del programma. É necessario andare a vedere il suo leader e le sue dinamiche interne. Se no ricadiamo nel tecnicismo becero, in questo caso fatto anche male, dato che non è affidati a tecnici reali.
Saluti.

Raffaele Bianchi Lun, 17/12/2012 - 13:43

Son ripassato di qui, giusto per vedere come proseguiva il dibattito... purtroppo le mie impressioni sono confermate. Tutti a sbraitare sull'antidemocratico Grillo e nessuno si è accorto che i nostro reggenti stanno adoperandosi con tutti i mezzi ( leciti e non) per bloccare il M5S e impedirgli di partecipare alla prossima tornata elettorale.
Complimenti, davvero: ci fosse stato un cane che fra una citazione e un'altra si fosse ricordato che il diritto di rappresentanza è sancito dalla nostra costituzione. Che magari, in uno slancio di dovere civico, avesse invitato il prossimo a depositare la propria firma per il raggiungimento del quorum.
Purtroppo sospetto (anzi, siccome sono populista ne sono certo) che il silenzio sia voluto, qui non interessa a nessuno il livello di democrazia interna del movimento, tutti zitti, guai a firma.
Allora signori: un po' di coerenza! Se proprio vi interessa la DEMOCRAZIA perché boicottate dei cittadini in corsa per le politiche? Chi ha un po' di amor proprio è pregato di andare a firmare, gli altri almeno abbiano il buon gusto di tacere.

Massimo Lun, 17/12/2012 - 17:53

1) E non manca molto, data la percentuale d’italiani corruttibili.

Io al contrario credo che in Italia manco un dittatore VERO riuscirebbe a mandare via tutta quella gente corrotta. Grillo ci prova, urlando, facendo il ducetto secondo voi... ecc ecc, ma ci prova!
La garanzia di non trovarci nuovi Scillipoti che si vendono per un apparizione tv, o altro ( vedi Favia che comprava le interviste, è vero, informatevi sul web e lo scoprirete) è proprio dovuta al fatto che vengono esclusi anche da una personalita' forte come la state chiamando voi.

2) Io vi guarirò, perché sono sano, integro, incorruttibile. Uova fresche, di giornata, nostrane, del mio pollaio. Ogni aggettivazione desta il sospetto del contrario: ça va sans dire.

Non è vero che Grillo o il M5S si propongono di dare la ricetta al popolo per "guarire". Semmai siamo favorevoli per esempio ai referendum popolari dove si vota direttamente su cose importanti come restare o uscire dall'Euro per esempio. Nessuno ha la ricetta, si cerca di eliminare la corruzzione, le false promesse di destra e sinistra, è esattamente l'opposto di quanto leggo qui.
A Grillo è stato chiesto cosa farebbe lei per il debito pubblico...
Lui ha detto " Non lo so, io non sono un mago che ho tutte le risposte, bisognerebbe demandare la domanda al popolo, comunque vi posso dire che l'Equador si è rifiutato di pagarlo..ecc ecc ecc... Cioe' Grillo non è che decide la linea, cerca solo di dare maggiore strumento al popolo ed in questo certo è populista, ma nella positivita' del termine a mio parere.

3
Se nessuno ci andrà più, ( in TV) Grillo dovrebbe prendere atto che il suo movimento è passibile dell’accusa di verticismo che gli muovono i Piraten, cioè del sospetto che lo accomuna al tiranno

Quello che si cerca di non voler vedere è che per esempio in un movimento ambientalista, non te ne esci facendo vedere la tua pelliccia, verresti usato come divano in pelle umana..... ;-))
Se sei in un moVimento che dice che il talk show è servilismo partitocratico e ci vai...lo leggittimi, non è Grillo solo che lo dice, siamo noi tutti a dirlo e a capirlo, se ci vai, sei fuori... e se non esci...qualcuno dalla personalita forte (Grillo) ti invita a farlo...

4) Dai il potere a un carisma, non lo molla finché non ha ridotto il paese a pezzi. Il carisma non ha nessun rispetto per le istituzioni, per le regole

Concludo se no divento prolisso : il carisma è un bene invece se saputo usare e capire. Se Grillo non avesse avuto il carisma che ha, dal niente non avrebbe portato questo moVimento al 20 per cento e oltre. La verita' scomoda è che il popolo deve crescere in carisma è non demandare sempre all'alto. Piu cresceremo noi di carisma e meno avremo bisogno dei Berlusconi e anche del " mio" Grillo....

Anonimo Mar, 18/12/2012 - 08:33

@Raffaele io personalmente non sono affatto contro la candidatura del movimento, come non sono contro la candidatura di tanti altri partiti (Forza Nuova, Casa Pound, Rifondazione Comunista, i Radicali ecc) che mi sembrano più una barzelletta che una presa di posizione politica.
Il boicottaggio di una forza nascente, valida o meno, è cosa nota da tempo immemore, non serve piagnucolare e fare le vittime dicendo che "i partitoni non vogliono farci giocare", perché è il corso naturale degli eventi per un movimento neo-nato (e non solo).
P.S. il mezzuccio "chi ha dell'amor proprio vada a firmare" non attacca più, perché la democrazia in Italia ognuno la usa a comodo proprio. Lei, per esempio, era favorevole all'ultima manifestazione di Casa Pound?

@Massimo
1- non direi, in quanto gli espulsi dal Movimento sono tutt'ora in carica. Senza copertura politica, ma ancora in carica. E non vedo per quale motivo la cosa non dovrebbe ripetersi. Non è che se vieni espulso dal tuo partito perdi la carica...

2-si fa votare direttamente un popolo disinformato e senza competenze valide per questioni che hanno ripercussioni anche nell'arco di diverse decine di anni e che sono già difficilmente prevedibili da chi, invece, una certa conoscenza degli argomenti ce l'ha. Questa è strettamente la definizione di populismo, se non fosse chiaro.

3-sulla cosa della televisione mi trovo, in parte, d'accordo. Se si vuole essere coerenti al movimento non ci si deve andare. Tuttavia, mi viene da pensare che diverse persone del movimento non ne sanno una cippa del movimento stesso, come gli elettori, dato che in Sicilia i voti per il movimento in sé sono stati tantissimi (è primo partito), ma i voti per gli effettivi candidati sono stati a dir poco risibili.
Forse perché alla maggior parte delle persone non interessa eleggere qualcuno di nuovo ma, semplicemente, sostenere slogan che sente a ripetizione...

4-ma che è? Un potere da fumetto? xD Va be'...

Raffaele Bianchi Mar, 18/12/2012 - 13:18

@Anonimo
In Italia il fascismo è (giustamente) vietato dalla costituzione e chi lo promuove fa apologia di reato quindi no: non permetterei le candidature di Forza Nuova e Casa Pound. Ben vengano i Radicali, Rifondazione o qualsiasi altro partito di destra che rinneghi i legami con un partito che ha emanato leggi razziali e ha fatto del sopruso il suo modus operandi (forse mi ha scambiato per un comunista ma non lo sono, anzi).
Il discorso di così fan tutti mi fa proprio pena e io non piagnucolo, tanto vi sommergeremo di firme, è che proprio parlate bene e razzolate male. Da tempo immemore semmai si ricorda Voltaire ["Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo."].
Poi, sig. Anonimo, so che non parlava a me ma mi è cascato l'occhio sull'affermazione "si fa votare direttamente un popolo disinformato e senza competenze valide...", forse lei preferisce Scilipoti? O Gasparri? Ma poi guardi, stia sereno, che l'elezione diretta l'abbiamo copiata dagli americani, non da Stalin e ce la spacciano per la migliore democrazia del mondo! Il rischio di populismo è nulla in confronto alla certezza di ritrovarsi una cricca come quella di adesso.

Alessandro Sterzi Mar, 18/12/2012 - 14:35

Le leggi razziali in Italia sono state emanate più che altro per far contento Hitler. Non c'è mai stato in Italia un serio pensiero antisemita. Cerchiamo di non banalizzare la Storia, la nostra Storia.
E poi, pensare che basti una legge per evitare il ritorno di forme autoritarie è piuttosto ingenuo, sì.

Raffaele Bianchi Mar, 18/12/2012 - 15:21

Le leggi razziali in Italia si sono promulgate da sole, Benito non c'entra.
L'Olio di ricino era un integratore alimentare per giovani dissidenti che Benito amava e proteggeva.

Pietro Barbetta Mar, 18/12/2012 - 18:36

Le Leggi razziali sono state volute dai fascisti, che hanno così "deciso" di condividere lo sterminio con i nazisti, non nascondiamoci dietro a un dito. Il giudizio, se diverso, può esserlo per la Spagna che non entrò mai in guerra e che creò un varco (benché assai limitato) per sfuggire allo sterminio nazi-fascista, questo è arcinoto. A zauberei risponderei che io non condivido la tesi dei "meccanismi di difesa". E' una tesi che non coglie l'elemento della "responsabilità del soggetto". Dunque, non essendo uno psicoanalista "riparatore", non so indicare che cosa "dobbiamo" fare. Posso solo individuare le forme del godimento che portano, chi le esperisce come devastanti, in terapia.
Chi non le esperisce, continua ad aumentare i toni fino a "morire", come alcuni dei commentatori di questo testo. Non posso farci nulla, è "loro responsabilità". Così come sento "mia responsabilità" metterli in guardia. Ieri Benigni ha fatto qualcosa d'interessante, l'arte comica non porta necessariamente a diventare dei trikster.

macchia rossa Mar, 18/12/2012 - 19:39

Francamente, quando sento parlare di competenza, di tecnici, non posso farci niente, mi viene la bava alla bocca. Date un’occhiata ai link che segnalo:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=...
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=...
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=...
tra l’altro, dall’anno prossimo, questa informazione sarà negata, la rassegna stampa della camera sarà accessibile solo agli addetti ai lavori.
Considero il MP(olitico)5* l’ultima possibilità di cambiare le cose (in meglio ovviamente, in senso egualitario e libertario, cioè aumentando la giustizia sociale ed economica), in modo pacifico e democratico; se perdiamo anche questa, sono cavoli x tutti. Astenersi rottami fascisti, post/pre o di qualunque altro prefisso/suffisso. Sono out, lo sono sempre stati e sempre lo saranno. Però fanno danni, come il cav..

Michele Capararo Mer, 19/12/2012 - 23:31

Il M5* è un fenomeno nuovo non paragonabile a nulla di precedente. Quanto lo strumento internet si presti a derive autoritarie è tema di dibattito già da qualche anno. L'analisi della contemporaneità è necessaria ma, soprattutto in questo secolo che si preannuncia veloce, inevitabilmente zoppa. Non possiamo far altro che vigilare senza cadere nella tentazione di facili demonizzazioni.
Per esempio: sarà davvero trasparente, consultabile e "partecipabile" il lavoro parlamentare dei vari potenziali eletti del Movimento? Sapremo chi, come e cosa vota, e soprattutto, se ci sarà davvero questa possibilità, a qualcuno potrà importare? Oppure continueremo, noi italiani, a formarci le nostre opinioni politiche attraverso la televisione?
Barbetta lancia, come solo lui sa fare, una lucida provocazione, e porta esplicitamente nel suo ultimo commento il tema della "responsabilità del soggetto"all'interno del dibattito. Una straordinaria utopia libertaria che va tenuta viva, sempre.
Certo non dobbiamo perdere di vista il contesto: e visto che il post ha un titolo psichiatrico mi viene da dire: qualora in un manicomio nascesse un movimento democratico di protesta e porposta, prima ignorato, poi deriso, poi contrastato e infine demonizzato, è fondamentale porsi con acuto senso critico nei confronti del leader (probabilmente un paziente) e mantenere un sano scetticismo vigilando sul potere che genera e incarna e sull'uso che ne viene fatto, ma senza dimenticare che siamo in un manicomio.

Pietro Barbetta Gio, 20/12/2012 - 15:59

Se nascesse un movimento politico in "manicomio" sarebbe, per me un altra cosa, si tratterebbe di un movimento di uomini e donne fragili, come me e te, caro Michele. I narcisisti non stanno in manicomio, sono assai più gravi di coloro che stanno in manicomio come pazienti, spesso i manicomi li dirigono. Il narcisista è sempre un dirigente, il che non significa che sempre un dirigente sia sempre narcisista, of course. Ti posso fare un esempio di dirigenti non narcisisti: Vendola, Bersani, Fini, Casini, Renzi, per esempio, non mi paiono dei narcisisti, anche se non condivido affatto la posizione di Fini, di Casini, poco quella di Renzi, di più quelle di Bersani o Vendola. Ma questo riguarda me, la mia responsabilità.

Pietro Barbetta Gio, 20/12/2012 - 16:01

Errata: un'altra cosa...
sempre ripetuto
Scusate le foga di rispondere a un caro amico.

© 2013 doppiozeroISSN 2239-6004