Gelosia

 

Mercoledì 11 ottobre alle ore 18 al Circolo dei Lettori di Torino, Anna Stefi parlerà della gelosia.

Qui una breve antologia con alcuni dei testi che verranno presentati durante l'incontro.

 

Giasone: io non li ho uccisi con le mie mani

Medea: ma con la colpa e le tue nuove nozze

Giasone: e ti è sembrato giusto ucciderli per il tuo letto?

Medea: credi che questa sia una piccola pena per una donna?

 

Euripide, Medea

 

 

«Se lei non avesse fatto quel che aveva voglia di fare, ma io avessi saputo che ne aveva voglia, ebbene sarebbe stato ancora peggio! Sarebbe stato meglio allora che l’avessero fatto, purché io finalmente lo sapessi e potessi uscire dall’incertezza. Insomma, io non ero in grado di dire quel che volevo: volevo, in sostanza, che lei non desiderasse ciò che doveva desiderare! Follia vera e propria, insomma.

 

la cosa terribile era che io mi attribuivo un pieno e indiscutibile diritto sul corpo di lei, come se si fosse trattato del mio proprio corpo, e allo stesso tempo sentivo che io non ero in grado di dominare quel corpo, che esso non era mio, e che lei invece poteva disporre di esso come le pareva meglio, e nella fattispecie voleva disporne diversamente da come volevo io».

 

L. Tolstoj, La sonata Kreutzer

 

 

«V’è tra loro quell’intimità che una volta era soltanto mia. Svegliandosi, coccolerà anche lei entro il cavo della spalla chiamandola la mia gazzella, il mio uccellino dei boschi? O avrà inventato per lei altri nomi, che pronuncerà con quella stessa voce? O avrà inventato addirittura un’altra voce?»

 

S. De Beauvoir, Una donna spezzata

 

 

«(Conformismo in senso inverso: è vietato essere gelosi. … e se mi obbligassi a non essere più geloso per la vergogna di esserlo? La gelosia è brutta, è borghese: è un fervore indecoroso, uno zelo – ed è appunto questo zelo che noi rifiutiamo.)

 

Come geloso io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero d’esserlo, perché temo che la mia gelosia finirà per ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità; soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere come tutti gli altri.»

 

R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso

 

 

«Lei non ha colpa se è bella,

se la luce accorre al suo volto,

se il suo passo è disciolto

come una riva estiva,

se ride come si sgrana una collana.

Lo so. Lei non ha colpa

del suo miele pungente di fanciulla,

della sua grazia assorta

che in sé non chiude nulla.

Se tu l'ami, lei non ha colpa.

Ma io – la vorrei morta.»

 

F. Romagnoli, Il tredicesimo invitato

 

 

«Dovremmo forse vergognarci del nostro corpo che ignora la gerarchia delle emozioni stabilita dal nostro essere pensante e che le macina tutte senza distinzioni? O non dovremmo invece rallegrarci del fatto che, disdegnando i valori morali, sentimentali e anche intellettuali che hanno finito con l’avere la meglio sulle emozioni, il nostro corpo ci riconduca alla saggezza, vale a dire alla nostra più profonda natura, la cui corruzione porterà via con sé tutti i valori?»

 

C. Millet, Gelosia

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