Marco Mancassola. Non saremo confusi per sempre

Non saremo confusi per sempre (Einaudi, pp. 140, € 16) è il ritornello sussurrato dai fantasmi protagonisti del libro di Marco Mancassola, che lega fra loro cinque drammatiche storie di cronaca diventate cinque misteri dolorosi: Un principe azzurro, Dirk Hamer, ucciso da un colpo sparato da Vittorio Emanuele di Savoia, Un bambino al centro della terra, Alfredo Rampi, morto in un pozzo artesiano, Una bella addormentata, Eluana Englaro, “in fuga” dal proprio letto di ospedale dopo aver passato diciassette anni in stato vegetativo, Un cavaliere bianco, Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido dalla mafia e Un ragazzo fantasma, Federico Aldrovandi, ucciso a bastonate da quattro poliziotti.

Cinque viaggi senza ritorno nel regno dei morti e cinque variazioni sullo stesso tema: una fine senza senso, dove la finzione letteraria sgretola la cronaca e le restituisce un volto diverso. Non saremo confusi per sempre è un  libro che fa venire voglia di fuggire e di restare: a ogni pagina  un abisso più buio ma anche  un respiro più profondo che apre a visioni inattese: il centro della terra per Alfredino, il mare senza confini per Dirk, l’ultimo saluto alla madre per Federico, uno spazio senza pareti per Eluana e la libertà del cielo per Giuseppe.
 
È in questo racconto che batte il cuore di tenebra del libro, lo specchio in cui il riflesso dell’impotenza si trasforma nella forza di cambiare il proprio mondo.
Silvia è una  ragazzina innamorata del cavaliere bianco, il compagno di classe morto da tempo che diventa il supereroe solitario del suo libro di fumetti, l’uomo dei sogni, ma anche l’incarnazione di un disperato desiderio di purezza, che la costringe a chiudersi in se stessa, una stanza buia lontana dalla vita.
Un abisso in cui si confondono i vaghi contorni della sua famiglia collusa con la mafia e la morte di quell’unico impossibile amore. Ma dall’acido si può anche rinascere e continuare a vivere sulle pagine di un libro. Ora ogni lettore lo sa: qui le vele sono gonfie e il regno dei morti è lontano.

La scrittura di  Marco Mancassola riesce a commuovere come le parole di una fiaba letta da una voce sconosciuta, un’eco tenue eppure tagliente che restituisce al lettore nuovi occhi e nuove storie da  raccontare.
Non saremo confusi per sempre  è un libro che suona come una melodia, per questo non si può soltanto leggerlo, bisogna innanzitutto sentirlo,  lasciarsi attraversare dai suoi fantasmi e fare in modo che la sua voce ci accompagni dentro e fuori questo mondo.

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