Le elezioni viste dalla Germania

Dalla stampa e dai media tedeschi: il 4 marzo 2018 l'Italia ha votato un nuovo parlamento. Hanno vinto i partiti antieuropeisti, populisti e di destra. Né i voti ricevuti dal movimento di protesta dei Cinque Stelle, e nemmeno quelli della coalizione di centrodestra del ex-Presidente del consiglio Silvio Berlusconi e del partito di destra della Lega con le sue parole d'ordine anti-migranti insieme ai neofascisti di Fratelli d'Italia sono sufficienti a governare un paese economicamente allo stremo. I populisti del Movimento Cinque Stelle sono il partito più forte, avendo ricevuto voti soprattutto dal l'Italia del Sud, mentre al Nord prevale il centrodestra. Populisti ed euroscettici insieme superano il 50%. Il partito socialdemocratico del PD, finora al governo, passa all'opposizione.

 

Stereotipi e pregiudizi sono confermati: l'Italia è un paese poco serio, dominato da mafie e camorre. I risultati delle elezioni sembrano confermare i cliché sul Bel Paese che in Germania vanno per la maggiore (e in cui le donne stanno a casa a far la pasta e a tenersi caldi nel nido i figli trentenni), recentemente confermati in un libro scritto a quattro mani da Roberto Saviano e Giovanni De Lorenzo, quest'ultimo mezzo italiano nonché direttore del più prestigioso settimanale tedesco, Die Zeit. Nel libro, uscito alla fine del 2017 e intitolato Erklär mir Italien! sottotitolo Wie kann man ein Land lieben, das einen zur Verzweiflung treibt? Traduzione: Spiegami l'Italia! (col punto esclamativo, come dire, voi che la conoscete e la capite – come fate non si sa – spiegatela, vi prego, anche agli sprovveduti), sottotitolo Come si può amare un paese che porta uno alla disperazione?).

 

 

L'Italia qui raccontata, per più di metà del libro, è l'Italia della mafia. È l'Italia del Sud in cui lo stato è assente, ma anche l'Italia del Nord che si è accorta troppo tardi che la criminalità organizzata non conosce confini. La mentalità mafiosa è diffusa e il voto cerca di assicurarsi la possibilità di evadere le leggi con perdoni e condoni nonché di evitare di pagare i debiti accumulati dalla finanza allegra e da politiche di sperpero di denaro pubblico e compiacimento di interessi di categoria. Dopo aver letto il libro di De Lorenzo-Saviano l'avevo tra me e me criticato per il ricorso a questi luoghi comuni e per non aver minimamente ricordato quel po' di Italia che è fedele ai valori costituzionali e civili: da oggi, 5 marzo 2018, affranta e avvilita, mi chiedo se non abbia invece ragione.

 

Il 4 marzo non è stato comunque soltanto il giorno delle elezioni politiche in Italia. In Svizzera ha avuto luogo un importante referendum nazionale che chiedeva di esprimersi sulla abolizione del canone radiotelevisivo (uno dei più cari d'Europa, 400 Frs) e conseguente soppressione del servizio pubblico a favore del privato. Ebbene i risultati, nonostante diffusi timori, sono stati consolanti: più del 71% ha votato no, esprimendosi a favore del servizio pubblico nazionale, che di fatto protegge la libertà di espressione delle minoranze linguistiche e anche la presenza di donne. E dal momento che pure il Ticino, notoriamente retrogrado, ha votato per il No, mi ero fatta qualche illusione sul voto dei miei connazionali.

 

Un esempio di come la Germania vede l'Italia? Nota per esempio il fatto che in caso di disgrazie naturali come i terremoti i politici si fanno subito vivi, insieme a personaggi noti, dai registi agli attori al papa. Tutti piangono e promettono aiuti e ricostruzione. Ma per riceverli i terremotati devono armarsi di una qualità eminentemente italica, la pazienza, e aspettare a lungo. Perché prima delle case arriva la burocrazia, e consegna chili di moduli da compilare e restituire in maniera studiata affinché sia impossibile ritrovarli. Si preoccupa inoltre che le ditte controllate dalla mafia conquistino questi affari così lucrativi e costruiscano per somme elevate case di basso valore pronte a crollare alla prossima scossa. Di fatto sono le ditte controllate dalla mafia le meglio attrezzate a comprendere tali complicate procedure, e in ogni caso sono quelle coi legami migliori. Perché questo conta in Italia, dicono in Germania: avere legami personali, conoscere le persone giuste, essere figlio fratello amico congiunto sodale di potente, altro che la preparazione e il merito. Per quanto anche in Germania pare che valga il “Faktor B” (B per Bekanntschaft, conoscenze).

 

Ma guardiamo alla stretta attualità: alla fin della fiera il governo tedesco punta su… Berlusconi, che dà maggiori garanzie di affidabilità. E che potrebbe perfino allearsi con la socialdemocrazia di Renzi nel caso si verificassero due felici condizioni (“felici”, proprio così le definisce Der Spiegel) che impediscano di governare al blocco delle destre: o perché mancano i voti o perché Salvini richiede la presidenza del consiglio che Berlusconi è restio a concedergli; in questo caso Berlusconi potrebbe rivolgersi a Renzi e proporre una coalizione, per la soddisfazione di Merkel e Junker, che proprio non sopporterebbero lo “scolaro modello” Giggino Di Maio e il suo “pagliaccio”.

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