Scintille rock sul mare Adriatico

Pesaro elettrica

Qualche giorno fa sono stati annunciati i vincitori della Targa Giovani MEI 2.0: il gruppo che il 28 settembre salirà sul palco del Teatro Masini di Faenza per ritirare il premio come Migliore Band dell'anno sono i pesaresi Brothers in Law.

 

Nella foto di gruppo in copertina su La Repubblica XL di luglio/agosto troviamo un'altra pesarese DOC: la cantautrice pop Letizia Cesarini, meglio nota come Maria Antonietta.
È da qualche anno che la “scena pesarese” fa parlare di sé a livello nazionale e, addirittura, internazionale. Se ai Be Forest è stato chiesto di aprire tutte le date del tour europeo dei Japandroids, i Brothers in Law sono stati invitati a partecipare al SXSW Festival 2013 a Austin, Texas. I Soviet Soviet sono un'altra band che spesso gira l'Europa in tournée, riempiendo i locali, come pure gli STRi. In Italia, afferma Marco Roscetti di Villa'n'Roll, “Maria Antonietta è sulla bocca e sulle cuffie di tutti, tanto da essere tra le artiste del nuovo manifesto politico-culturale di Manuel Agnelli 'Hai Paura Del Buio?'”, mentre “Gli Ebrei finiscono ad essere gli headliner di una serata del Mi Ami Festival”.
Certi che una tale concentrazione di talenti in una città relativamente piccola (Pesaro conta meno di 95 mila abitanti) non possa essere solo una casualità, siamo andati a vedere che succede nella città natale di Gioachino Rossini.

 

Maria Antonietta

 

A Pesaro (e dintorni) abbiamo trovato una moltitudine di band, spesso legate da rapporti di amicizia, stima, collaborazione (tutti suonano con tutti) e sostegno reciproco. Il sound che arriva da questa fetta di costa adriatica è per lo più composto da new wave, punk/ post-punk, dream pop, spesso e volentieri di umore cupo. Una melancolia che sa di mare d'inverno e film in bianco e nero permea la musica di band quali Be Forest, BIL, Young Wrists, Death in Plains, Soviet Soviet. Non mancano le eccezioni: il garage/ grunge dei Versailles, ad esempio; oppure il new-pop ineffabile e buffo dei Camillas. È una scena piuttosto maschile: le ragazze sono arrivate soltanto recentemente, e si contano sulle dita di una mano: Maria Antonietta, Erica e Costanza dei Be Forest, poche altre.

 

Costanza - Be Forest

 

Quando si parla di “scena pesarese” è inevitabile dilatare i confini fino a Fano: “Da due decenni (le due città) si influenzano a vicenda, fornendo locali dove suonare quando chiudono in una città e viceversa” concorda Alessandro Baronciani (voce e chitarra degli Altro). Aggiunge Roscetti: “A livello quantitativo Pesaro e Fano sono le cattedrali. Esistono però anche piccole periferie interessanti, come Fossombrone con i Forma”. Ma tutto questo fermento musicale da cosa nasce? “Sarà l'aria di provincia, e il fatto che, in passato, la città e le aree limitrofe sono piombate in una zona d'ombra, dove l'offerta culturale e i luoghi d'incontro erano talmente emaciati da lasciar spazio ai pensieri e alle sale prove. Avere pochi spazi d'incontro pubblici e poche cose da fare non sempre si dimostra negativo. In molti casi permette lo studio, il lavoro e l'incontro tra menti che sanno cosa vogliono e sfornano bellezze. Il troppo disorienta”. Gli fa eco Damiano Simoncini: “Forse la noia. Se ci aiutassero anche gli 'adulti', se le istituzioni capissero che la cultura muove soldi e migliora la qualità della vita, sarebbe tutto molto diverso”.

 

Plastic Music Center

 

Il comune denominatore che unisce le varie realtà musicali locali è il Plastic Music Dispenser, per Baronciani “l'ultimo baluardo della musica contro le orde barbare di Spotify”. Molto più di un negozio di dischi (fumetti, libri), al Plastic il titolare Mirko Bertuccioli (Camillas) organizza mostre e showcase, oltre a tenere ovviamente tutti i dischi dei gruppi pesaresi. La dedizione di Mirko alla “scena” locale è tale che tiene anche una serata da DJ che si chiama From Pesaro with Love, in cui mette soltanto musica di gruppi pesaresi. I Dischi Di Plastica sono un'altra sua creazione (con il “fratello” Ruben Camillas), nata per produrre i loro dischi e i dischi degli amici X-Mary, Istituto Luce, Gli Ebrei, The Faccions, Sybil Vane. Baronciani, di professione illustratore e fumettista, da parte sua mette a disposizione la sua arte, disegnando copertine di dischi, poster di festival ecc.
Ma facciamo un passo indietro. I gruppi pesaresi che oggi riscuotono tanto successo hanno avuto dei fratelli maggiori: a partire dagli anni '90, band quali Eversor, Altro, Sprinzi, Container 47, General Decay aprivano la strada alla scena odierna.

 

Gabicce Mare (PU) è il comune marchigiano più a nord della costa Adriatica, al confine con l'Emilia-Romagna. Nei primi anni '90, a Gabicce, i fratelli Lele (chitarra e voce) e Marco (basso) Morosini (che, con il batterista Valentino Benvenuti, formavano gli Eversor, già attivi dal 1987) abbandonano il thrash metal per dedicarsi all'hardcore melodico di stampo emo. Una leggenda del circuito hardcore italiano, gli Eversor (in seguito The Miles Apart) sono ricordati da tutti con stima ed affetto. Secondo Luca Benni, fondatore di To Lose La Track, etichetta discografica indipendente di Umbertide (PG), e grande estimatore della scena pesarese, gli Eversor sono stati il “gruppo più importante della Riviera”.

 

Così Marco Morosini ricorda quei tempi: “tra la fine degli anni '80 e i primi '90, a organizzare le cose a Pesaro c'eravamo noi Eversor, i Pulmanx e quelli della Chansons D'amour distr. di Rimini. Organizzavamo concerti al mitico CSA Manicomio di Pesaro, portando Kina, Upset Noise, Contropotere”. Da metà anni '90, fino al '99 circa, si formò “la cosiddetta Indie Love Crew, che era il giro di amici degli Sprinzi”. Il punto di ritrovo era, come spesso in queste storie, un negozio di dischi. In questo caso, il Quasar Rec., il negozio gestito da Marco tra il 1994 e il 2000. Nel frattempo, oltre agli Sprinzi (nati nel 1995 e attualmente in stand-by), si erano formati anche gli Altro. “Non credo si potesse parlare di un Pesaro sound... erano tutti melodici, ma con background diversi”. Nel 2000 gli Eversor si sciolsero, e i fratelli Morosini formarono The Miles Apart (con Luca Bartolucci degli Ossessione alla batteria e, nell'ultimo periodo, Stefano Tombari degli Sprinzi alla chitarra), ispirati da band quali Mega City Four, The Smiths e Kina, i quali a loro volta conclusero la loro corsa nel 2006. Poi Marco ha abbandonato il “ruolo di promoter” e smesso di seguire la scena indie locale.

 

Altro

 

Nel frattempo, nel 1996, erano nati gli Altro. Racconta Alessandro che il primo concerto che hanno visto “quando ancora eravamo soltanto amici che andavano in giro in bicicletta perché troppo piccoli per avere il motorino, è stato il concerto dei miei amici punk di Cattolica che suonavano in un gruppo chiamato Opposite Side di supporto agli Eversor, che suonavano thrash metal (thrash metal che abbiamo ascoltato così tanto come il fumo passivo delle sigarette ai concerti che oggi potrei non accorgermi se improvvisamente mettessero gli Slayer mentre faccio la spesa al centro commerciale). Ecco, noi abbiamo iniziato seguendo queste due band. Ne siamo rimasti influenzati e ci hanno aiutato, perché hanno unito i puntini per noi quando ancora non sapevamo come fare”.

 

L'ultima uscita discografica degli Altro è l'EP Inverno (To Lose La Track, 2013), che vede la partecipazione di Erica Terenzi dei Be Forest. “Erica l'ho conosciuta ad un concerto degli Altro, era ancora minorenne ed era venuta a vederci in motorino in spiaggia”, racconta Baronciani, “All'epoca passava intere giornate al mare fotografando le scogliere. L'ho rivista poi successivamente a sorpresa sul palco dello Zoe Microfestival suonare la batteria nei Be Forest. Una piccola fulmine. Quando stavamo pensando a Inverno volevamo avere un duetto con una voce femminile. La prima persona a cui ho pensato è stata lei!”. I Be Forest sono uno dei gruppi più amati dell'attuale scena pesarese, cari anche a Max Collini degli Offlaga Disco Pax.

 

Lo Zoe Microfestival è “una quattro giorni di concerti, eventi, mostre, cibo, teatro, pittura e spinatore di acqua gasata libero all'interno degli Orti Giuli (Pesaro)”. Altri festival indie locali sono il Pop6ore, che apre e chiude l'estate, sulla spiaggia di Fosso Sejore tra Fano e Pesaro (organizzato dal solito Mirko Bertuccioli); Tagliatelle al Castello a Novilara, e il Villa'n'Roll, nel campo sportivo di Villa Ceccolini. Marco Roscetti è tra gli organizzatori del Villa'n'Roll, giunto quest'estate alla terza edizione: “Il festival si pone come seconda fermata dell'Indiepolitana, una metropolitana immaginaria che unisce tre festival di musica indipendente del centro Italia: l’INDIEtiAMO Festival di Sassocorvaro, il Villa'n'Roll di Pesaro e il Gubbstock Rock Festival di Gubbio”.

 

Non ci sono più il Pop-Gradara, e il Gamma Gamma Day, che si teneva all'interno della festa dell’Unità. Stranamente, in città scarseggiano i posti dove poter suonare. Se in passato (negli anni '90) posti quali il Manicomio, il Sonic Lab e il Fuzz (poi traslocato al Dylan) di Pesaro, La Fuente (poi Bachelor) e il Boomker di Fano, erano gli epicentri della scena indie/ punk, vere e proprie fucine culturali, oggi le band si rifugiano nel piccolo Bardàn Bar a Fano, oppure da La Cira, sul lungomare di Pesaro. D'estate un punto di ritrovo è il Bagnacciuga, a metà strada tra Pesaro e Fano. Forse ha ragione Damiano Simoncini, che al Sonic Lab e a La Fuente ci ha “lasciato il cuore e il fegato”: “Una volta il senso di aggregazione spazio-temporale era più forte. Internet atomizza e allontana. Allora dovevi uscire per forza, per vedere e sentire”.

 

Alessandro Polidori

 

Sperando di avervi invogliati ad uscire, per vedere e sentire di persona le band citate in questo articolo, vi lasciamo con qualche nome che, secondo i nostri intervistati, rappresenta le promesse locali in ambito musicale, quelle che fanno sperare in un “futuro rampante e luminoso” per Pesaro: Zombiero Martìn (progetto solista del fanese Stefano Gasparini), Jumping The Shark (giovanissimo power duo rock-blues dal cuore grunge), Turbopeluches, Alessandro Polidori (“Un genietto ancora piccolissimo, che si sta per diplomare al conservatorio in pianoforte, ma che a quindici anni suonava già la batteria in un gruppo shitgaze”, dice Baronciani).

 


 

Fuori i nomi

 

Altro
Alessandro Baronciani (voce e chitarra), Gianni Pagnini (basso) e Matteo Caldari (batteria) fondano gli Altro nel 1996. Debuttano discograficamente nel 1999, con un EP omonimo autoprodotto. Nel 2001 esce il loro primo album, Candore (Love Boat). Il gruppo post-punk pesarese si è ritagliato nel corso della sua carriera un posto di tutto rispetto nel circuito indie italiano.

 

Camillas
Zagor (Mirko Bertuccioli) ha iniziato a fare “musica alternativa” con i Margot, nel '97-'99. Poi, con Ruben (Vittorio “Toto” Ondedei, che veniva dai Fangoso Lagoons) e Giuliano Antinori, ha fondato gli Aerodynamics (“un gruppo di musica felice”; un disco, Courmayeur, nel 2000 per Snowdonia). Parcheggiati questi nel 2004, Zagor e Ruben continuano con il moniker di Camillas. Il duo (Mirko alle tastiere e voce, Toto alle chitarre, xilofono e voce) ha sfornato già tre dischi (l'EP Everybody in the Palco nel 2007, l'album Le politiche del Prato nel 2009, e Costa Brava, uscito nel 2012). Il loro pop surreale, giocoso e dolce-amaro è apprezzatissimo in tutta Italia. Celebri le loro performance live, sempre imprevedibili e diverse. Sono apparsi anche in due compilation della EMI di canzoni per bambini: Gelsomina ti presenta: La musica dei bimbi (1 e 2, con Bisonte e Il gioco della palla). Tra gli artisti che li hanno ispirati citano: Enzo Carella, Pasquale Panella, Lucio Battisti, i Ramones, gli Stereolab. Sentono fratellanza con gli X-Mary, Pop_X, Calcutta, Gioacchino Turù. Per alcuni, “la versione 2.0 di Cochi e Renato”.

 

Damien*
Il trio power-pop-rock Damien* nasce nell'estate del 2000, dall'incontro di Enrico Boccioletti (voce e chitarra, ora Death In Plains), Ernesto Marchetti (basso) e Damiano Simoncini (batteria, poi Young Wrists e Maria Antonietta, ora Versailles). Nel giro di pochi anni riescono a superare i confini provinciali. “Dal 2003 cominciamo sul serio” ricorda Damiano, “vinciamo tutto quello che c'è da vincere tra gli emergenti e facciamo un disco (il mini Let Us Pretend We Are Kings -ndr). Da lì non ci fermiamo più fino al 2010, due dischi (Mart/art, nel 2008 e Crippled Cute, nel 2009 -ndr), un EP (Flame Thrower, April Shower, nel 2006), tour perenni ovunque, in Italia e all'estero. Nell'estate 2010 ci sciogliamo per motivi personali”.

 

Maria Antonietta/ Young Wrists
Letizia Cesarini è un'adorabile e timida ragazza con un tatuaggio di Giovanna D’Arco, la sua eroina, sul braccio. Fino a pochi anni fa suonava la chitarra acustica tutta sola nella sua stanza, poi, a poco più di vent'anni, inizia a farsi conoscere come Marie Antoinette (Marie Antoinette wants to suck your young blood, 2010). Parallelamente, nel 2010, si ritrova a fronteggiare i Young Wrists, band tweed-pop ispirata agli Smiths, da lei formata con Alberto Baldolini e Damiano Simoncini. Pubblicano gli EP We were young and beautiful (2010), Wasted Youth (2010) e Fucked up in the head (2011). Nel novembre 2011 si sciolgono. Letizia inizia a scrivere brani in italiano. “Ero stanca di non avere uno scambio vero con le persone che venivano ai concerti. Mi sentivo una che si nasconde, che bluffa”, dice Letizia, “In inglese le cose non fanno male, almeno non fanno così male”. A gennaio 2012 esce il suo secondo disco, Maria Antonietta: un successo straordinario. Spesso paragonata a Carmen Consoli, i suoi modelli sono invece “le ragazze del movimento Riot Grrrl, e PJ Harvey”. Del suo successo dice: “Penso di essere una ragazza molto fortunata nella vita, e l'Universo si impegna molto per aiutarmi”. Nel suo futuro prossimo: l'uscita per La Tempesta del singolo Animali, che anticipa l'album che uscirà ad inizio 2014, e relativo video-clip, che Letizia ha realizzato in prima persona (con l'aiuto di Flavia Eleonora Tullio) e in cui compare anche il suo cane!

 

Versailles
I Versailles sono un duo chitarra&batteria formato da Manu Magnini (fanatico dei Sonic Youth, già Container 47 e Key-Lectric. Per Mirko B. “l'icona rock di Pesaro”) e Damiano Simoncini (Damien*,Young Wrists, Maria Antonietta). Due album per loro: Dust & Chocolate (2011) e 1976-1991 (2013), più l'EP Noway, a cui hanno collaborato anche Maria Antonietta e Be Forest. Garage, (post-) punk, new wave a tratti oscura, a tratti danzereccia, sempre godibile.

 

Be Forest
I Be Forest sono Costanza Delle Rose (voce e basso), Erica Terenzi (batteria/ chitarra elettrica/ voce) e Nicola Lampredi (chitarra elettrica e batteria). Si formano nel 2010. L'anno seguente esce il loro album di debutto Cold, un disco di pop ovattato ed etereo, glaciale e minimale, applaudito da critica e pubblico.

 

Brothers in Law
Nascono nel 2011 come duo (Giacomo Stolzini, chitarra e voce; e Nicola Lampredi, chitarra, già Be Forest. Cognati per davvero). Pubblicano un primo EP omonimo. Poi, nel 2011, entra nella band il batterista Andrea Guagneli, con cui incidono il secondo EP (Gray Days) e l'album Hard Times For Dreamers, uscito all'inizio del 2013, che sta raccogliendo consensi in Italia e all'estero. Il loro sound, “sognante” e pop, tra lo shoegaze e la new wave, è fortemente influenzato da band britanniche degli anni '80 come The Jesus and Mary Chain. Ma anche dalla loro città: “Pesaro è una città che ci trasmette un sacco di cose, tra cui anche malinconia e noia. L'album è un mix delle nostre influenze. A Giacomo principalmente piacciono i Velvet Underground, a Nicola gli Slowdive, a me i Girls. Il titolo racchiude la situazione in cui ora viviamo, in cui c'è poco spazio per i sogni”.

 

Soviet Soviet
Nascono nel 2008 tra Pesaro e Fano. Nel 2009 pubblicano due EP autoprodotti. Nel 2010 danno alle stampe un EP split con i franco-inglesi Frank (just Frank), citato in Retromania di Simon Reynolds. Si esibiscono su numerosi palchi italiani ed europei (anche in Russia!). Per l'autunno è prevista l'uscita di Fate, il loro primo album. Il batterista Alessandro Ferri suona anche ne Gli Ebrei.

 

Sybil Vane
Si formano nei primi anni ’90 a Soria, un quartiere di Pesaro dove i giovani “crescevano con Dinosaur Jr, Flaming Lips, Sonic Youth”. A questi gruppi si ispirano i Sybil Vane. Alla fine degli anni '90 si sciolgono. Nel 2009 si riformano, con una formazione diversa. Scrivono pezzi nuovi e, nel 2013, esce finalmente il loro primo (omonimo) album. A dimostrazione che non si è mai troppo vecchi per il rock, i SV sono freschi di un tour di supporto ai Dinosaur Jr.

 

Forma
Nascono nel 2010 a Fossombrone (PU), da un'arteria del Collettivo d'Arte Necessariamente Post e dallo scontro tra le sonorità post-punk e new wave della chitarra e del laptop di Filippo Uguccioni (già My Sweet Kalashnikov e Margot) e i ritmi ossessivi del basso di Gabriele Colarossi (Disinfestha, U-Boot). Esordiscono con Border/Lines (2010); due anni dopo pubblicano Socialismo Barbarie e Barbarie, quindi al duo si aggiunge la voce e il kaos pad di Nicola Fucili. In uscita il primo album.

 

Citiamo inoltre, in ordine sparso:
Paul Chain (ovvero Paolo Catena: musicista – Death SS, Boohoos, produttore e tanto altro), Paolo Rossi (ex Morvida,produttore di molte band pesaresi) del Studio Waves, i Cani (storico gruppo punk/ HC), i Montezuma (“I Mogwai pesaresi”), i Pulmanx, “i Disinfestha da Fossombrone”, i prematuramente disciolti Seaside Postcards, i Fat, The Faccions, i Glance, i Gomer, i We Don't Like You, The Barbacans, gli Edible Woman, e gli STRi (gli ultimi tre da Fano).



Discografia consigliata
Eversor, September (1996)
Sprinzi, Something More Than The Last Time (2001)
Altro, Candore (2001)
Altro, Prodotto (2004)
Altro, Aspetto (2007)
Altro, Inverno (2013)
I Camillas, Everybody In The Palco! (2007)
I Camillas, Le Politiche Del Prato (2009)
I Camillas, Costa Brava (2012)
General Decay, General Decay (2009)
General Decay, How We Lose (2010)
Soviet Soviet, Summer Jesus (2011)
Be Forest, Cold (2011)
Brothers In Law, Hard Time For Dreamers (2013)
Death in Plains, Mustard Polo EP (2010)
Damien*, Crippled Cute (2009)
Young Wrists, We Were Young and Beautiful (2010)
Marie Antoinette, Marie Antoinette wants to suck your young blood (2010)
Maria Antonietta, Maria Antonietta (2012)
Versailles, 1976-1991 (2013)
Gli Ebrei, Disagiami (2013)
STRi, Canyon (2012)

 

 

Questo articolo è apparso sabato 24 agosto su Alias de il manifesto

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