Primo Levi

Settanta anni fa usciva a Torino presso un piccolo editore, De Silva, il primo libro di un giovane chimico. S’intitolava, come tutti oramai sanno, Se questo è un uomo. Era l’opera di uno sconosciuto aspirante scrittore, che raccontava agli italiani la vicenda dei campi di sterminio nazisti dove erano morti milioni di persone: ebrei, antifascisti, zingari, omosessuali, militari; uomini, donne e bambini, sterminati dalla macchina tedesca con metodo industriale. In questi sette decenni trascorsi da allora questo libro si è trasformato in un classico della nostra letteratura, uno dei libri più letti, commentati e amati dai lettori, tradotto in innumerevoli lingue. E dire che Primo Levi aveva esordito con fatica, respinto da alcuni importanti editori, come racconterà molto dopo, tra cui Einaudi, la casa editrice che l’annovera oggi tra i suoi autori maggiori. Com’è potuto accadere che questo volume, riprodotto su una carta povera del Dopoguerra – era il 1947 – sia divenuto un testo fondamentale? Lo racconta qui «Riga» ripubblicando le più importanti recensioni uscite da quell’anno al 1988, poco dopo la scomparsa di Primo Levi e la pubblicazione di un altro libro fondamentale, I sommersi e i salvati (1986). Si tratta di una scelta dei pezzi dedicati ai libri dello scrittore torinese nell’arco di quarant’anni, tanto è durata la complicata carriera di Levi: dalla testimonianza alla considerazione della sua importanza come scrittore tout court. Non certo un passaggio facile o agevole, anzi, spesso contrastato; solo all’inizio degli anni Ottanta del XX secolo Primo Levi sarà considerato a pieno uno scrittore dalla critica italiana e poi internazionale, dopo essere stato schiacciato sull’immagine del testimone dell’Olocausto. Ma come documentano alcune delle recensioni che qui abbiamo raccolto – recensioni in positivo –, la valutazione e la comprensione del suo lavoro letterario è stata patrimonio di un piccolo novero di lettori specialistici, di scrittori e saggisti, che ne hanno riconosciuto da subito, si veda Italo Calvino, il valore. Queste recensioni aiutano anche a entrare nei libri di Levi, scrittore poliedrico e complesso. Così si spiega anche la difficoltà che ha incontrato a essere pienamente valutato come autore.

 

Il volume si apre con un contributo narrativo inedito dello scrittore ebreo torinese Aldo Zargani, lettore ma soprattutto amico di Primo Levi. Seguono due testi dispersi e poco noti del chimico scrittore: un’autobiografia scritta per un’intervistatrice, Vanna Nocerino, e una conferenza sulla conservazione dei cibi, trascritta da un nastro registrato. Due esempi della sua multiforme attività. Seguono tredici interviste apparse su giornali o registrate nel corso di varie trasmissioni televisive, dal 1963, anno in cui vince con La tregua, al 1986. Tra queste spicca una lunga intervista inedita del 1984 rilasciata a Pier Mario Fasanotti e Massimo Dini per un volume mai pubblicato: Levi ripercorre la sua vita e ne racconta dettagli e episodi sconosciuti, compresa la deportazione da Fossoli. Nel numero sono incluse anche dichiarazioni rilasciate da Levi dal 1965 al 1987 su argomenti vari, quali le letture estive, giudizi su avvenimenti storici, vicende della deportazione, feste ebraiche; si tratta di brevi testi tratti da giornali e riviste raccolti qui per la prima volta. La parte centrale del volume riproduce molti dei saggi inclusi nel volume di «Riga», esaurito da tempo, dedicato allo scrittore torinese uscito nel 1997, in occasione del ventennale della sua morte, una sorta di dizionario redatto da alcuni dei più importanti studiosi dello scrittore, che intendevano illuminare allora alcuni aspetti della sua attività letteraria; si tratta di testi diventati a loro modo dei piccoli classici nella bibliografia critica su Primo Levi. A questi si aggiunge un saggio dedicato al rapporto tra l’ebreo torinese e Israele, che raccoglie anche i diversi appelli sottoscritti da Levi sulle vicende di quel paese, e la traduzione di un testo di Robert Weil apparso nell’edizione americana delle opere complete dedicato al rapporto tra Primo Levi e l’America e alla sua ricezione e consacrazione come scrittore. Una sezione riguarda invece i testi del convegno Primo Levi antropologo ed etologo, tenutosi nel 2016 all’Università di Bergamo e all’Università Milano-Bicocca, in cui i testi dell’autore vengono considerati sotto questa duplice prospettiva: un modo per ampliare il campo della conoscenza della sua opera grazie anche al diverso sguardo dei suoi lettori uomini e donne di scienza. I disegni e gli schizzi di Pietro Scarnera, autore del volume Una stella tranquilla con cui ha vinto il premio Angoulême – una delle manifestazioni più importanti al mondo per la graphic novel – accompagnano questo numero a partire dalla copertina. Scarnera, cultore dell’opera e della vita dello scrittore torinese, ne fornisce una ulteriore lettura per brevi tratti.

 

Siamo convinti che l’importanza di questo scrittore, saggista, poeta, testimone, intellettuale, sia destinata ad aumentare. Due avvenimenti importanti precedono l’uscita di questo corposo volume, che nel 1997 segnò un punto decisivo nella lettura dello scrittore torinese: la pubblicazione in America, nel corso del 2015, delle sue opere, The Complete Works, presso la casa editrice Liveright, a cura di Robert Weil e con le traduzioni curate da Ann Goldstein; l’edizione nel 2016 presso Einaudi delle Opere complete in due volumi, a cura di Marco Belpoliti, edizione accresciuta rispetto alla stessa pubblicazione americana. Il prossimo anno uscirà poi il terzo volume delle Opere Complete, Conversazioni, interviste e dichiarazioni, che raccoglie un’ampia scelta delle sue interviste. Questo volume, che ripercorre alcune delle parti di quello edito nel 1997, fornisce un ulteriore contributo alla scoperta e riscoperta di uno scrittore decisivo per la nostra epoca. Questa opera consentirà a lettori comuni, studenti, studiosi, semplici curiosi, di conoscere meglio l’attività poliedrica del chimico torinese, illuminando aspetti ancora in ombra della sua personalità letteraria e umana. Un lavoro che si è avvalso del contributo di un notevole numero di persone, della collaborazione dell’Università di Bergamo e di Milano-Bicocca che hanno sostenuto questo sforzo editoriale e che qui ringraziamo.

 

Leggere Levi per capirlo meglio, ma anche per capire il suo e il nostro tempo: uno scrittore per il XXI secolo, e oltre.

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