Qualcuno ha votato per Trump perché…

Dal 20 gennaio 2017 un idiota farneticante sarà presidente degli Stati Uniti d’America e, come da quelle parti si usa dire, diventerà “la guida del mondo libero”. Tanto per essere chiari, la sua elezione è il risultato di un colpo di stato legale – che è la maniera migliore di condurre un colpo di stato. Hanno contribuito, ma non sono stati decisivi, i servizi segreti russi, Julian Assange, l’ala dell’FBI ostile a Hillary Clinton e i media che offrendo a Trump una copertura biennale 24 ore su 24 gli hanno dato la possibilità di condurre una campagna elettorale gratis. Nulla di tutto ciò sarebbe bastato, sia chiaro. Il fattore decisivo è stata la soppressione del voto delle minoranze negli stati controllati dai repubblicani. Grazie alla decisione della Corte Suprema, risalente ad alcuni fa, di togliere allo stato federale il controllo su alcuni aspetti delicati delle procedure elettorali (con la scusa che tanto il razzismo è finito e non c’è più bisogno di sorvegliare che ai neri non venga impedito di votare), si calcola che negli stati repubblicani all’incirca un milione e centomila elettori siano stati esclusi dal voto.

 

Ad esempio, se in una circoscrizione elettorale comparivano vari nomi uguali che suonavano afroamericani, il legislatore decideva che si trattava di una truffa preventiva e che le cinque persone che si chiamavano, che ne so, Washington Jackson III, in realtà erano una sola, e agli altri quattro non veniva inviato il certificato elettorale. Questo è stato il vero coup d’état. Si fonda sul sistema del collegio elettorale che premia gli stati meno popolati e le circoscrizioni rurali, per cui il voto dell’elettore del Wisconsin conta 3,6 volte quello di un elettore della California. Hillary Clinton ha tutti i difetti che volete, ma ha ricevuto circa tre milioni di voti, ripeto, tre milioni, più di Trump. Il prossimo presidente degli Stati Uniti non ha, ripeto, non ha, un mandato popolare. Siccome in Italia di governi che non hanno un mandato popolare ne sappiamo qualcosa, e ce ne lamentiamo a non finire, alla prima crisi internazionale scatenata dall’idiota farneticante sarà bene non dimenticarlo.

 

Con le mie scuse a Giorgio Gaber (“Qualcuno era comunista, perché ecc. ecc.”), qui ci sono i motivi per cui, tra qualche anno nel futuro, se ci saremo ancora, ci guarderemo indietro e ci diremo: “Qualcuno ha votato per Trump perché…” Nulla di tutto ciò che elenco è inventato. Ho semplicemente operato un montaggio di cose lette, sentite, viste, analizzate e discusse nell’America degli ultimi due anni. Non prendetela come un’analisi politica. È solo il diario di due anni insopportabili.

Dunque, qualcuno ha votato per Trump.

 

 

– perché Vladimir Putin ha le palle, e se Trump è amico di Putin, allora anche Trump ha le palle, e dove diavolo sta la Russia sul mappamondo che non la trovo?

– perché la destra vuole il potere, mentre la sinistra vuole solo la giustizia, e si rifiuta di capire che puoi avere il potere senza la giustizia, ma non puoi avere la giustizia senza il potere.

– perché la politica identitaria non l’hanno inventata le minoranze nere, l’ha inventata il Ku Klux Klan, e i bianchi sono altrettanto bravi dei neri quando si tratta di difendere la loro identità.

– perché Donald Trump non è un ricco; è un povero con molti soldi. Non è un uomo povero, è solo un pover’uomo. È l’idea che il povero (di spirito) si fa di come sarebbe lui se fosse ricco. Con il cesso ricoperto d’oro.

– perché il servizio era eccellente ma noi “non diamo la mancia ai neri” (biglietto lasciato da una coppia in un ristorante della Virginia).

 

– perché “Hillary Clinton ha trattato male Monica Lewinski” (brava signora californiana).

– perché “non se ne può più dei politici di professione” (docente di lettere classiche; e quando non se potrà più dei professori di professione?).

– perché per fare del bene ai poveri non ci vuole un politico, ci vuole un santo. Solo un santo può sopportare la loro ingratitudine.

– perché se c’è l’assistenza sanitaria per tutti, allora vuol dire che ce l’avranno anche quelli “che non se la meritano”.

- perché non se ne può più del politicamente corretto (traduzione: finalmente potremo tornare a dire “sporco negro”).

– perché Hillary Clinton ha mentito, ma non ha mentito abbastanza. I minatori del Kentucky sanno benissimo che le miniere di carbone non verranno riaperte, ma volevano sentirsi dire che lo saranno. Donald Trump gliel’ha detto. Hillary Clinton è andata parlargli di riqualificazione professionale, ma gli operai in America sono come i contadini siciliani descritti da Lampedusa: non possono essere modernizzati perché sono degli dèi. Non puoi dire a un dio che deve riqualificarsi. Gli puoi solo mentire. Ma devi farlo bene, così che lui apprezzi il modo in cui lo fai.

 

– perché (conclusione del punto precedente) l’orgoglio è sempre più forte della miseria, e non si può togliere l’orgoglio a chi non ha più nient’altro.

– perché l’operaio americano non vuole che venga aumentata la paga minima a tutti. Vuole che venga aumentata la sua.

– perché Ivanka Trump è tanto bella, tanto brava e tanto di successo, e sicuramente consiglierà a suo padre le cose giuste da fare (mentre Chelsea Clinton è una sciaquetta che ha fatto carriera solo grazie ai genitori ed è pure bruttina).

– perché Donald Trump “è come il mio ex marito, ma bisogna sempre prendere il buono delle persone e lasciare da parte il resto” (inchiesta del “New York Times” sulle donne che hanno votato per Trump).

– perché “io voto per qualunque stronzo vinca le primarie del partito repubblicano” (signora anziana, Mid-West).

– perché se Elvis fosse ancora vivo, l’Elvis di Las Vegas, il burino cosmico che sparava alla televisione quando vedeva un programma che non gli piaceva, sarebbe Donald Trump.

– perché sono in tanti al mondo a essere più ignoranti degli americani, ma nessuno è ignorante come un americano. Vale a dire, nessuno è così orgoglioso della propria ignoranza come lo può essere un americano.

 

Ph Joel Sternfeld.

 

– perché il nichilismo politico non è solo un prodotto delle borghesie decadenti. Esiste un vasto nichilismo proletario, una passione vera per il facciamola finita una volta per tutte, un’etica della rappresaglia totale di cui è pura superbia borghese non tenere conto.

– perché si dice che i poveri votano sempre contro i loro interessi, ma l’interesse del povero non è la pensione o l’assistenza sanitaria; l’interesse del povero è il godimento. La vita dei poveri in America è più miserabile che altrove, e dunque è interamente centrata su tutto il godimento che riescono ad arraffare: cibo spazzatura, televisione spazzatura, sesso spazzatura, alcol spazzatura, droghe spazzatura (c’è attualmente una terrificante epidemia di morti per eroina nella classe operaia bianca), predicatori apocalittici che ti dicono che tutti andranno all’inferno tranne te, predicatori di prosperità che ti dicono che Dio non può volere che tu sia povero e dunque devi affidare i tuoi soldi all’ufficio di consulenza finanziaria che sta dentro alla chiesa. 

 

– perché i repubblicani toglieranno ai poveri anche la carta igienica, ma non gli toglieranno mai il godimento. La sinistra, invece, è la ghigliottina del godimento. Ti dice che ti devi laureare, metterti a dieta, fare ginnastica, far mangiare bene i tuoi figli, fare insomma come i puritani, godere della rinuncia al godimento. Per loro ha funzionato, è così che hanno creato il capitalismo, ma per chi è rimasto fuori è un discorso che non ha senso.

– perché Donald Trump ha detto che cancellerà la riforma sanitaria di Obama, ma non lo farà, vero che non lo farà? L’ha detto tanto per dire, no? (Inchiesta del “Washington Post” tra gli elettori di Trump).

– perché Hillary Clinton gestisce una rete di pedofili nel retro di una pizzeria di Washington. Il 9% degli americani ha creduto alla voce; il 19% “non è sicuro”. Il 4 dicembre 2016 Edgar Maddison Welch, 28 anni, North Carolina, è entrato nella pizzeria Comet Ping Pong di Washington con un AR 15 e ha sparato una raffica. Voleva trovare la cantina segreta dove vengono tenuti i bambini che Hillary Clinton ha fatto rapire. La pizzeria non ha una cantina.

– perché il nemico della giovane attivista nera non è Trump; è la donna bianca attivista che non si sente abbastanza in colpa del suo essere bianca e che non si pente in ogni momento del privilegio di essere bianca. (L’avevo già visto nella sinistra extraparlamentare italiana. Il nemico vero non era Andreotti, non erano neofascisti; il nemico vero era il compagno che ti stava a fianco ma non la pensava esattamente come te).

 

– perché Obama è l’Anticristo e viene a portarci via le armi. Ma Obama aveva otto anni per diventare l’Anticristo, perché non l’ha fatto? Beh, lo farà dopo. Però tutto sommato è una brava persona. Beh, allora l’Anticristo è Hillary Clinton e viene a portarci via le armi. Perché, non credi all’Anticristo?

– perché Obama è una persona straordinaria e un padre e marito esemplare, e mi mancherà tanto quando non sarà più alla Casa Bianca, ma ovviamente io non vedo l’ora che venga abolita la sua riforma sanitaria (J. D. Vance, autore di Hillbilly Elegy, sul “New York Times”; se verrà abolita, i primi a morire in miseria saranno le persone di cui parla così amorevolmente nel suo libro).

– perché l’America non è una democrazia, è una repubblica costituzionale, capito? Il voto popolare non conta niente e se continui a dire che l’America è una democrazia sei un pericoloso globalista.

– perché i liberal dormono fino alle dieci del mattino e poi vanno a mangiare il sushi, mica come noi che lavoriamo duro.

– perché c’è un piano segreto dell’Onu per invadere il Texas e requisire i campi da golf (se pensate che questa me la sia inventata è perché non avete la fortuna di vivere in Texas).

– perché tra il padre osceno (Trump) e la madre castratrice (Hillary) non è difficile capire chi fa più paura.

 

– perché ci vuole un dittatore, però buono (ok, questa è una citazione da un film di Fassbinder, ma ci sta).

Qualche giorno fa ho incontrato in una libreria una signora messicana, sposata a un italiano, elettrice di Hillary Clinton, che commentava ciò che sta per accadere in America e ripeteva: “Ma ci sarà subito un impeachment, sono sicura che i repubblicani ci stanno già pensando”. Ci sono almeno tre romanzi di fantastoria che descrivono un’America fascista: Qui non è possibile di Sinclair Lewis (1935), La svastica sul sole (o L’uomo nell’alto castello) di Philip K. Dick (1962) e Il complotto contro l’America di Philip Roth (2004). Nelle ultime pagine del romanzo di Philip K. Dick, uno dei personaggi crede di capire in base a un indizio impercettibile che tutto ciò che sta accadendo non sta veramente accadendo. La signora messicana si sta aggrappando alla stessa speranza. Che si rassegni; sta veramente accadendo.

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