Lettera a Helen Scott

Ricordiamo François Truffaut a trent’anni dalla sua morte con le sue stesse parole. Doppiozero pubblica ogni mese una lettera (qui la prima) da Autoritratto. Lettere 1945-1984 (Correspondance. Lettres recueillies par Gilles Jacob et Claude de Givray, 1988) uscito da Einaudi nel 1989 a cura di Sergio Toffetti, con contributi di Marco Vallora e Jean-Luc Godard

“Nel corso della nostra vita, noi diventiamo tante persone differenti, ed è proprio questo a rendere così strani i libri di memorie. Una persona, l’ultima, si sforza di unificare tutti i personaggi differenti”

François Truffaut

 

François Truffaut

François Truffaut durante le riprese di Antoine e Colette

 

Uscito nei primi mesi del 1962 Jules e Jim è ostacolato dalla censura che ne limita fortemente la visione (il 22 giugno del 1962 il film viene vietato in Italia, Dino De Laurentis con lo stesso Truffaut organizza una protesta a cui prendono parte tra gli altri anche Alberto Moravia e Roberto Rossellini).

Nel frattempo François Truffaut gira Antoine e Colette (episodio del film collettivo L'amour à vingt ans) con Jean Pierre Léaud e Marie-France Pisier di cui s’innamora. Il regista attraversa un periodo di grande passione e turbamento sentimentale (anche per l'inquieto rapporto con l'amata Jeanne Moreau) al punto da lasciare la moglie Madeleine. In questa lettera ad Helen Scott (carissima amica e addetta stampa presso il French Film Office) Truffaut, in parte riconciliato con la moglie è in partenza per un viaggio che lo porterà negli Stati Uniti.
 


 

 

Parigi, 13 marzo 1962
 

 


Cara Helen,
Va bene sono un porco. Ma, in queste ultime settimane non le ho più scritto perché i miei pasticci familiari iniziavano a essere troppo piccanti per gli amici comuni […]

Per quanto la riguarda, sapevo di non dover temere da parte sua nulla di men che opportuno, e nulla che fosse frutto di cattive intenzioni Ma, nella situazione di estremo nervosismo in cui ero, mi son quasi sorpreso a pentirmi di averla messa fin dall’inizio a parte di tutto. Specialmente quando, nelle lettere che lei mi scriveva, trovavo allusioni a notizie uscite dal mio entourage: che un certo giorno ero triste, un altro allegro, ecc. Dalla situazione di tensione  in cui mi trovavo ormai da mesi alla mania di persecuzione, il passo è breve. Detestavo il mondo intero, in blocco. Adesso mi sto progressivamente riconciliando ma ho ancora nausea di tutto.

Riconcialiato con Madeleine, vado con lei a fare questo viaggio, ma non ne sono affatto entusiasta. In realtà, avremmo bisogno di vacanze vere, che ci prenderemo subito dopo.
Esco da Jules e Jim come da un fallimento umiliante, e non riesco neppure a capire bene perché.

Le scriverò ancora domani per gli affari, questa è una lettera tra amici. Sono molto contento di rivederla presto, e sono anche contento che capiti dopo qualche giorno di sole e di riposo a Mar Del Plata e a Rio, che mi permetteranno di comparire di fronte a lei con un’aria meno decaduta e meno miserabile.

mille saluti da François Truffaut

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