Why Africa?

lettera27 è una fondazione non profit nata nel 2006. Come  il nome fa intuire, sostiene l'alfabetizzazione e il diritto all'istruzione. Il suo territorio privilegiato è il continente africano. La ventisettesima lettera è quella che manca, che non c'è, che deve essere ancora scritta. Siamo felici di partecipare a questo progetto che unisce la cultura analogica e quella digitale. È nel nosto DNA. Con questo intervento ha inizio la stretta collaborazione tra doppiozero e lettera27.

 

Marco Belpoliti, Stefano Chiodi

 

 

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente.

 

Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze. Per il pezzo d’apertura abbiamo chiesto ai nostri partner, protagonisti culturali a noi vicini, e a intellettuali di tutto il mondo, di rispondere a una domanda chiave, che dà il nome della rubrica: “Why Africa?”. Abbiamo lasciato la domanda deliberatamente aperta, invitando ciascuno a darci una risposta a partire dal proprio specifico contesto. Questo primo pezzo è una collezione di alcune delle risposte arrivate. Vuole aprire la conversazione, porre altre domande e sperare di trovare nuove risposte.


Elena Korzhenevich,

lettera27

 

english version

 



 

Why Africa?

Dopo essere rientrata in Etiopia, mi pongono spesso questa domanda rispetto alla mia decisione di tornare nel posto in cui sono nata. E la mia risposta è sempre stata “Perché non l’Africa?”. Tanti di noi che sono cresciuti come emigranti all’estero hanno sempre mantenuto propri legami con il proprio luogo di nascita, in un modo o nell’altro. L’espressione “puoi tenere fuori una persona dal paese, ma non puoi tenere fuori il paese dalla persona” è molto vera per la nostra generazione di artisti. Essere tornata in Africa è stata una lezione di vita, ma anche il momento più stimolante della mia carriera. L’Africa è ricca di cultura, risorse, storia e persone, l’unico ostacolo al nostro progresso sono i limiti che noi stessi ci poniamo. Durante gli ultimi otto anni della mia permanenza ad Addis Abeba ho visto i cambiamenti in crescita delle nostre città e del nostro paese. Questo non è per dire che è tutto meraviglioso, ma le possibilità di trasformazione sono illimitate. Quando guardi le varie industrie e anche la scena dell’arte contemporanea, c’è un nuovo modo di esprimersi che è in fermento e che all’improvviso sta attirando l’interesse di un nuovo pubblico nella comunità internazionale. Quindi la domanda non dovrebbe essere “Perché l’Africa?”, quanto piuttosto “Qual è il futuro dell’Africa?”.  Come dice mia nonna: “Non dovremmo confondere l’oro che abbiamo tra le mani con il rame”.  L’Africa è il passato, il presente e il futuro del mondo.

 

Aida Muluneh è una fotografa che ha rivevuto premi internazionali e vive a Addis Ababa. È la fondatrice di Addis Foto Fest e Desta for Africa, una compagnia di produzione creativa che fornisce la consulenza creativa, servizi fotografici e pianificazione degli eventi culturali per i mercati locali e internazionali.www.dfaplc.com/

 


 

Why Africa?

“Perché l’Africa” in relazione a che cosa?

 

Ntone Edjabe è uno scrittore, giornalista, DJ, coach di basketball; direttore e fondatore di Chimurenga Magazine. Chimurenga è una pubblicazione di arte, cultura e politica che si occupa dell’Africa e africani, e della loro diaspora nel mondo www.chimurenga.co.za

 


 

Why Africa?

L'Africa è all'alba di una nuova era. Il continente sta alimentando alcune delle economie nel mondo con la sua rapida crescita. Il turismo internazionale è aumentato notevolmente nel 2013. Ciò ha contribuito a incrementare gli introiti per il pubblico, il settore privato e fatto crescere l'occupazione. Diversificando i partner commerciali, includendo ad esempio altri paesi emergenti come il Brasile e la Cina – in diversi paesi africani è stata evidenziata una forte crescita. Lo sviluppo ulteriore dei paesi del continente influenzerà l’occupazione e la produttività in termini di investimento, business, arte, formazione, scienza e tecnologia.

Ci sono sicuramente differenze innegabili tra i vari paesi, ciascuno dei quali ha la propria economia e le proprie infrastrutture socio-culturali. Guardando nello specifico al campo dell’arte e della cultura, troviamo nuovi centri d’arte, spazi e progetti che si stanno inaugurando in tutto il continente. È inoltre chiaro che c’è un interesse sempre più consistente nel contesto dell’arte contemporanea per gli artisti che vivono o lavorano in Africa e per quelli della Diaspora. Con 1:54 stiamo lavorando per colmare la distanza tra la produzione d’arte intelligente e profonda e il pubblico internazionale allargato.

 

Nata e cresciuta in Marocco, Touria El Glaoui ha passato gli ultimi 5 anni tra Londra, vari paesi dell’Africa e del Medio Oriente ncome responsabile delle sviluppo e business. E’ membro del comitato esecutivo di The Friends of Leighton House, Londra edel consiglio dell’amministrazione della Biennale di Marrakesh. Nell'ottobre 2013 ha fondato 1-54.com; twitter.com/154artfair; facebook.com/154 Contemporary African Art Fair

 


 

Why Africa?

  • Perché l'Africa sta vivendo un momento di crescita esponenziale, che anche l’arte sta seguendo;
  • Perché l'Africa è il posto dove le cose succederanno nel futuro;
  • Perché il Marocco guarda all’Africa quando si parla di ispirazione e sviluppo, dopo aver considerato l’Europa e i paesi del Nord come gli unici posti dove ciò era possibile.

 

Dal 2009, Diptyk Magazine offre una prospettiva unica sulla scena d’arte contemporanea in Marocco e il resto del mondo arabo.  Ha parlato di tutti gli eventi dell’agenda artistica che coinvolge gli artisti del mondo arabo come le Biennali di Venezia, Dakar, Marrakech e Benin. diptykblog.com

 


 

Why Africa?
Rappresentare o raccontare la propria storia è il diritto più naturale e primario per qualsiasi individuo o gruppo, compresi gli stati. Purtroppo, nel processo della storia moderna mondiale, la maggior parte dei popoli africani sono stati privati ​​del diritto di rappresentare le proprie storie nel modo in cui l'Europa moderna ha potuto fare. Perché l'Africa? Fatemi provare a rispondere a questa domanda in base al mio interesse specifico per l'arte africana contemporanea, vista da un giapponese: per testimoniare come i popoli dell’Africa recuperino il loro diritto di rappresentare e raccontare le proprie storie, non nel modo europeo, ma nel loro.

 

Yukiya Kawaguchi è un professore dell’Università di Rikkyo.  Si specializza nell’arte Africana contemporanea e in pratiche di display. Ha organizzato parecchie mostre, tra le quali "An Inside Story: African Art of Our Time"(1995), "A Fateful Journey: Africa in the Works of El Anatsui"(2010). www.rikkyo.ac.jp

 

Meschac Gaba, Ensemble, 2012, Inkjet print on synthetic canvas
140 x 240cm. Courtesy
Stevenson Gallery.


 

Why Africa?

Perché l’Africa?

Per l’africano che è dentro ognuno di noi

Per l’inizio che è ancora importante

Per il rispetto che portiamo alle nostre madri

Per le terre belle e infinite

Per il vecchio grano che sta nutrendo le generazioni che devono ancora nascere

Per le acque che curano le ferite vecchie e nuove

 

Perché l’Africa?

Per la gioventù, per la vivacità

Per la melodia saggia e senza fine

Per aver osato cambiare ancora

Per i colori che aprono gli occhi

Per la bellezza che ti costringe a guardare di nuovo

Per la diversità che ti fa quasi tremare

 

Perché l'Africa?

Per il sole che ci accarezza dalla testa ai piedi

Per la musica che richiama tutte le anime del paradiso

Per coltivare alla libertà la schiavitù infantile

Per tutto quello che nella sua storia resta ancora da raccontare

Per le ninne- nanne ripetute eternamente per ogni nuovo bambino

Per il ritmo che risveglia il tuo desiderio

 

Perché l'Africa?

Per i doni che impariamo a dare in anticipo

Per le famiglie non legate dal sangue

Per la nuova vita dentro ogni vita

Per la creazione di nuovi significati

Per il risarcimento, che deve essere coraggioso

Per le bombe e i virus che ora hanno le ali

 

Perché l'Africa?

Per la schiavitù e il deteriorarsi di un vecchio dolore dimenticato e non curato

Per domare l’imbarazzo e riparare il legame rotto dell’umanità

Per le radici coloniali della distruzione

Per quello che non può mai essere rubato

Per la rinascita che è imminente

Per l’alba dei nuovi giorni

 

Perché l'Africa?

Per la gioia condivisa e senza limiti

Per la Giustizia

Per la Giustizia

Per la Giustizia

e la Pace

 

Nata e cresciuta nell’Africa occidentale, Coumba Toure è una changemaker e un’artista. È il leader di Ashoka Africa Empathy Initiative e la co-fondatrice di Sogoba Production. kumbati.wordpress.com, ashoka.org, @kuumbati

 


 

Why Africa?
Per comprenderla meglio e per comprendere meglio il nostro rapporto con essa. Per dar voce alle sue voci propositive e positive. Per spirito d’avventura intellettuale, anche. L’impressione è che l’Africa sia sotto tutti gli aspetti, dunque sia antropologicamente, che culturalmente che socio-politicamente, un territorio ancora tutto in fermento, con nuove forme e figure in formazione. Evito di proposito parole come “identità” perché penso al travaglio del post-colonialismo come uno sforzo di ridefinire anche termini come questo. Penso alla quantità degli africani oggi, in ogni parte del mondo, e al lavoro che stanno facendo in condizioni non paragonabili a nessun’altra, proprio perché non hanno un retroterra definito. Credo che l’Africa sia nella condizione obbligata di cercare nuovi modi, perché gli esistenti non le corrispondono. Temo che sia il paese – il continente – più debole fra tutti e per questo va guardato con più apprensione e partecipazione. Credo al tempo stesso che siano maturati definitivamente i tempi in cui ognuno decide per sé e che quindi loro non sopportino più ingerenze o paternalismi ma dettino loro stessi il nostro atteggiamento nei loro confronti, che è dunque a sua volta tutto da costruire. Penso dunque che dare spazio all’Africa sia al tempo stesso dare spazio a noi stessi.

 

Elio Grazioli è critico e docente di storia dell’arte contemporanea e della fotografia e fa a modo suo tutto quello che fanno i critici e docenti di storia dell’arte contemporanea e della fotografia. www.warburghiana.it

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