Deiezioni

A Rimini, in un parco pubblico, un cartello invita a raccogliere le feci dei propri cani e a depositarle nei “contenitori appositi e non nei cestini portarifiuti esterni all’area”, dopo averle sistemate in “sacchetti il più possibile ermetici”. Un’altra comunicazione “non ufficiale” paragona quello spazio al salotto di casa: nessuno amerebbe vedere i propri bambini muoversi sullo sporco. Nella periferia di Como si ricorda che le deiezioni sono un pericolo per la salute e il loro abbandono è punibile penalmente. Ossessioni escrementizie? Donna Haraway in Compagni di specie ritiene che “gli escrementi e la loro rimozione (siano) simbolo della ridefinizione delle relazioni tra specie diverse”. Il mutamento è storico. Susan McHugh evidenzia chenelle “società tradizionali per millenni le feci  sono state considerate medicine”e solo oggi sono diventate “spazzatura contaminata”. Smarrito il ruolo di apportatrici di fecondità, le feci non sono più immaginate come parte della vita, ma come l’impresentabile da occultare rapidamente. Rauf, uno dei Cani della peste di Adams, racconta che a causa di una maledizione all’uomo fanno “schifo gli escrementi, persino quelli dei (suoi) fratelli”. Nel Disagio della civiltà Freud spiega che l’acquisizione della posizione eretta ha determinato nella specie umana la prevalenza degli stimoli visivi e l’“impulso alla pulizia”. Al cane – ex-animale, per Manganelli – è richiesto di negare se stesso per essere ammesso nei confini della contemporaneità. Gli istinti devono essere banditi. All’opposto insistere sulla deiezione sottintende la pretesa di smontare l’ordine delle cose. Gli escrementi diventano l’ossessivo correlativo della subumanità del nano Mamerte, che, nel Pianeta irritabile di Volponi, è destinato a raccogliere la merda dei “milioni di cani che cacavano subito tutti e tutt’insieme sotto la luce dei riflettori e sotto la bacchetta dell’ammaestratore”. Oppure si prestano a operazioni di disorientante provocazione, come nella scena conclusiva del film di John Waters Pink flamingos, quando il travestito Divine si porta alla bocca le feci che un cane ha appena lasciato sul marciapiede.


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Commenti: 1

Anonimo? Lun, 21/02/2011 - 20:23
"Oh ma che gioia, oh che piacere, oh che cuccagna..... cagà in campa-a-gna!" diceva il Poeta.

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