Danza il centauro

La scena è nuda. A terra una materia oscura: polvere di lava? La sabbia petrolifera dell’Ade? Davanti, una striscia bianca, un pianoforte a coda, una grande lamina riflettente impiccata nel vuoto che gira su di sé. Una mummia, un uomo fasciato di bende, un essere rattrappito e ripugnante che recita i primi versi del primo dei Chants di Maldoror di Isidore Ducasse aka Lautréamont picchia sulla tastiera, stride e dissona. Le musiche di Jean Schwarz (nomen-omen in questo spettacolo silenzioso e nero!) pervadono i 90 minuti di Le centaure et l’animal, di Bartabas, in prima italiana a Torino Danza/Teatro Stabile dentro MITO/Settembre Musica.

 

Essere centauro è il sogno di Clement Marty aka Bartabas, che a 20 anni ha esordito al Festival d’Avignon nel 1977, con il suo cavallo Zingaro: a torso nudo, forte e possente ultracinquantenne che vive davvero nel suo corpo, o coperto di lugubri veli-farfalla e tendaggi-ali, neri, terrei, o rosso inferno, Bartabas danza, ruota, passeggia statuario sul silenzioso fondo; duetta con il corpo laccato d’argento del maestro di butoh giapponese Ko Murobushi, che si tortura di tensioni e sospensioni sul poema in prosa del 1869, cupo delirio insano partorito dalla mente visionaria di un “maledetto” sotto delirio febbrile (oppiaceo?). Nei Canti di Maldoror appare a un certo punto un “cheval qui ne galope que pendant la nuit, tandis qu'il porte son maître-fantôme, enveloppé dans un long manteau noir”. L’Angelo della Morte? l’Angelo del Male? Maldoror danza qui con il suo cavallo nero e i suoi cavalli bianchi, perfetti, nervosi, frementi, misterici, mitici, silenti, che Bartabas educa a Versailles nella sua Académie du Spectacle Équestre.

 

L’opera di Lautréamont era adorata dai surrealisti, ovviamente, e Breton la disse “apocalisse definitiva”. Nella cerimonia di Bartabas tutto è “apocalisse”, ovvero “rivelazione delle ultime cose”: reale, concentrato, istantaneo, materiale, inafferrabile e aereo come quelle piogge incantevoli di sabbia della foresta di Fontainebleau che lava e flagella il corpo di Murobushi. Certo, c’è puzzo mentale di morte, ma questa bellezza disciplinata è ciò che possono fare 2 uomini + 4 cavalli, che per somma danno 1 terrifico verissimo centauro.

 

 

 

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