Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

30.04.2017

Genera lillà da terra morta / Lillà. Tra Méséglise e Canadà

Il vintage vegetale ogni tanto rilancia sul mercato piante e fiori passati di moda. Non pare però ancora giunto il momento di riportare in gloria un arbusto che all’occhio e al naso ci getta in un altrove molle e dolce. Foglie a cuore, soavi pannocchie di piccoli fiori stellati non bastano a far guadagnare ai lillà (Syringa vulgaris) un nuovo ruolo in giardino. Se ne trovano di residuali nei vecchi parchi, negli orti o naturalizzati in riva ai fossi di campagna.     Certo, li possiamo acquistare dai fiorai recisi e forzati in serra ma nessuno più sogna una «casetta piccolina in Canadà», come tutti intonavano nel 1957, «con vasche pesciolini e tanti fiori di lillà». E se quella era il «posto per chi sa stare a posto/ il posto, tele accesa e la casetta in Canadà» (Luciano...

26.03.2017

Il nome non pare avere origine dal giovinetto leggendario / Narcisi

Pure le piante, ogni tanto, scioperano. Per fortuna, nella società vegetale le sigle sindacali non si coalizzano e, se i cornioli incrociano le braccia, i pruni suppliscono con una fioritura gloriosa.         In quest’esordio di primavera i narcisi del giardino hanno deciso la serrata: pochi i crumiri che alzano i tromboncini gialli o bianchi, tutti gli altri esibiscono solo i glauchi nastri fogliari. Nella passata stagione devo aver combinato qualcosa che non hanno gradito: forse, per impazienza, ho tagliato le foglie ancora verdi per non vederle ingiallite seccare a terra. Oppure i bulbi si sono troppo interrati e non li ho divisi per tempo: ci vorranno alcuni anni prima che i bulbilli laterali fioriscano. O forse li ha infastiditi il non rigido inverno. Fatto sta...

26.02.2017

Croco, il poeta dei prati

I primi a fiorire sono i gialli poi, in successione, i bianchi e i blu. Al primo sole di febbraio, i crochi con rapidità sorprendente sembrano spuntare dal terreno con le corolle già aperte. Ogni anno mi rammarico – come Vita Sackville-West – di non aver piantato in autunno altri bulbi, tale è la gioia di vederli affollare l’erba non ancora rinnovata.      Da non confondere con i colchici (famiglia delle Liliacee, antesi autunnale), i crochi appartengono alla famiglia delle Iridacee e possiamo averne in fiore sia in autunno sia alla fine dell’inverno. Il genere comprende circa un’ottantina di specie provenienti dall’area mediterranea, dai Balcani e dall’Asia Minore, ma gli ibridatori hanno selezionato, per lo più dallo spontaneo Crocus vernus, innumeri varietà dai colori,...

29.01.2017

Son qui tra le tue braccia ancor avvinta come l’edera / L’ellera e i suoi corimbi

«Son qui tra le tue braccia ancor avvinta come l’edera» cantava Nilla Pizzi a Sanremo nel 1958. Quell’anno, la beguine dell’amore femminile devoto e succubo venne surclassata dal fenomeno Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu. Da allora la musica pop non fu più la stessa. Fu il segno di una virata del gusto estetico e del costume nazionale.  L’abusata similitudine tra la lianosa sempreverde che si abbarbica al fusto robusto di un albero e la donna schiava d’amore, bisognosa di appoggio, è luogo comune, antico ma logoro, che vuol essere rinnovato. O se non altro rovesciato come ci suggerisce Pablo Neruda in questi versi tratti dal quinto dei 20 poemas de amor y una canción desesperada:     Para que tú me oigas mis palabras se adelgazan a veces como las huellas de las...

25.12.2016

Stella di Natale / Flor de la Nochebuena

A Natale tutti ci portiamo un poco di Messico in casa. Anche Donald Trump. Fu il primo ambasciatore degli Stati Uniti d’America negli Stati Uniti Messicani, Joel Robert Poinsett, a esportare nel 1825 il fiore scarlatto che porta il suo nome – Poinsettia – nota al volgo come Stella di Natale ma che gli schedari botanici classificano come Euphorbia pulcherrima. Da allora l’invasione dell’essenza messicana nei mercati mondiali della fiera natalizia è stata inarrestabile: le serre ne clonano a milioni, una distribuzione capillare raggiunge il fioraio più sperduto. Ogni anno, nella gamma dal bianco al rosso, una screziatura nuova, più vistosa o insolita; ogni anno passate le feste, la nostra Poinsettia deperisce negli appartamenti e, come l’abete di rappresentanza, finisce nella pattumiera...

27.11.2016

Un albero del Giurassico tra noi / Ginkgo biloba

In giro non si vedono più dinosauri, ma un albero del Giurassico è giunto sino a noi. Il Ginkgo biloba è un fossile vivente. È la sola specie sopravvissuta delle Ginkgoaceae e, certo, la pianta a semi più antica. L’aggettivo ormai non gli si addice del tutto: le foglie dalla singolare lamina a ventaglio, dal margine ondulato e nervature parallele, non sempre sono incise nel mezzo a formare i due lobi, ben evidenti nelle archeologiche impronte dei sedimenti.        Albero di un lontano non solo temporale, è originario dell’Estremo Oriente ed è giunto in Europa nel XVIII secolo: si possono ammirare esemplari settecenteschi negli orti botanici di Brera e di Padova. Notevole è pure il grande Ginkgo messo a dimora nella seconda metà dell’Ottocento da Giuseppe Verdi nella...