Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

25.10.2015

Funghi per Halloween

Autunno: tempo di streghe, di zucche e di funghi. Più delle cucurbitacee nell’immaginario fiabesco sono i miceti a essere associati a pozioni e filtri magico-stregoneschi, all’inquietante mondo del mistero e dell’ombra. Mangerecci, terapeutici, afrodisiaci, avvenenti, profumati o mortiferi, allucinogeni, infettivi, schifosi, puzzolenti, insomma malefici. Buoni o cattivi, con i funghi non ci sono mezze misure: puoi pensare a un piatto prelibato o a una malattia della pelle, a un farmaco salvavita o a un veleno letale, a una muffa gourmande (Gorgonzola, Roquefort, Bleu de Bresse) o al marciume che ti ha aggredito le pareti di casa e l’arbusto prediletto. Sbucano da sottoterra quando meno te li aspetti (“venir su come i funghi”) o ci possono...

27.09.2015

Il platano dei poeti

Era il 4 gennaio 1960: Albert Camus si schiantava contro un platano a bordo della Facel Vega guidata dal suo editore, Michel Gallimard. Il rettilineo, nei pressi di Villebin, invitava la sportiva coupé di lusso (ce la immaginiamo rossa) a lanciarsi in velocità verso Parigi. Certo, il malcapitato platano non poteva togliersi di mezzo, ma mi è sempre spiaciuto associarlo alla morte di Camus.     In Francia, le carreggiate fiancheggiate da platani maestosi sono tuttora frequenti e percorrere, con andatura da crociera, lunghi tratti scortati da queste sentinelle in tuta mimetica procura un senso, non dirò di sicurezza – ché suonerebbe provocatorio – ma certo di conforto.   In Italia è raro trovare grandi platani che...

30.08.2015

Hibiscus, il fiore della passione

Lo vedi e sei in Polinesia con Gauguin e la sua Vahine no te tiare (Donna col fiore), e tutte le seducenti indigene tahitiane ritratte nei suoi capolavori dove li portano all’orecchio o stampati sui parei. Colori caldi decisi, corolle grandi sensuali fanno dell’hibiscus il fiore della passione e di un eros edenico, primitivo, panico.   Hibiscus coccineus   Il genere appartiene alla famiglia delle malvacee e comprende circa trecento specie, erbacee o arbustive (annuali e perenni), sempreverdi o decidue, provenienti dall’Asia e dalle Americhe, ma anche dalle aree mediterranee e dall’Africa, da dove viene l’Hibiscus sabdariffa, usato nell’industria alimentare per marmellate e bevande quali il carcadè. In tanta varietà, il...

26.07.2015

Gelsi bianchi e gelsi neri

Margini del Parco Nord, periferia milanese. Stupefatta, assisto a un gesto che non vedevo da tempo: un signore esce dall’automobile, si avvicina a un albero, afferra la frasca più bassa per raccoglierne i frutti. Niente di strano se fosse un susino o un fico. Ma l’albero è un gelso, e i frutti – o meglio i falsi frutti o sorosi – piccole more scure (Morus nigra) o chiare (Morus alba).     La scena mi riporta indietro, sulla carretta del nonno verso il campo in collina: lui a far la foglia ai gelsi bianchi, preferiti dai suoi bachi da seta, io a far scorpacciate di more nere, le più grandi e dolci. Gesti, abitudini, mestieri scomparsi; di quando la terra lombarda era percorsa da filari capitozzati, potati a misura di raccolta. I...

28.06.2015

Poppies! (and cornflowers)

Paradossi del paesaggio postmoderno: per ritrovare insieme fiordalisi e papaveri bisogna andare all’Expo. Per l’universale occasione li hanno seminati negli spazi verdi intorno ai padiglioni, mentre in centro vestono a nuovo le aiuole del Castello Sforzesco con il compito di richiamare alla memoria i campi di grano. Quelli di una volta, quelli ritratti da Claude Monet nei suoi celebri en plein air, vittime oggi di un’agricoltura noiosa, armata di diserbanti e volta al massimo profitto, ma che non sa (non vuole) sfamare l’intero pianeta. E pensare che mia madre raccoglieva le giovani rosette basali dei papaveri – le chiamava, chissà perché, “madonnine” – per dar gusto e consistenza alle misticanze.     Erbacee...

31.05.2015

Unter der/ den Linden

I tigli più famosi della letteratura italiana moderna sono quelli sotto cui Ugo Foscolo fa incontrare il suo Jacopo Ortis con il venerando Giuseppe Parini, circostanza poi ripresa anche nel carme I sepolcri (vv. 62-69). Momenti di fremiti politico-civili e ambrosie di poetica ispirazione. Ma le fronde folte, generose d’ombra, le foglie cuoriformi, i fiori di miele, il portamento saldo: tutto concorre a far del tiglio l’albero dell’amore. Persino i polloni basali, croce dei giardinieri, possono rivelarsi vantaggiosi per gli amanti in cerca di luoghi riposti. Tutte qualità ben note all’antico Minnesänger Walther von der Vogelweide (1170-1230) che lo scelse come alcova nella sua allegra, maliziosa canzone Unter der Linden:   Sotto il tiglio...