Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

28.02.2014

Bambù

Alle scuole elementari avevo una maestra brava ma terribile. Terribile con i bambini meno protetti, ai quali non lesinava bacchettate sulle dita con il righello, o sulla testa con una lunga canna di bambù con cui riusciva a raggiungere gli ultimi banchi dell’aula. Ebbene, quella canna di bambù alla maestra la procurai io. Io la chiesi al nonno.     Un folto boschetto di Phyllostachys ricopriva e rinsaldava una ripa scoscesa del suo campo davanti casa e lo riforniva di tutori per l’orto. Ricordo il giorno in cui portai orgogliosa quella liscia e lunga canna giù dall’erta del quartiere alto, dove tutt’ora s’affaccia sul paese la casa dei nonni materni, fino al piano e alla scuola come un soldatino porta il vessillo, uno...

11.01.2014

Asini, cardi e Carducci

Non li so coltivare né cucinare (quelli di mia suocera, cotti nel latte, erano buonissimi!). Così, in un angolo dell’orto, tutte le estati lascio fiorire il mio cardo gigante: una grande Menorah verde dai ceri violetti che s’innalza oltre i due metri a recitare il suo ringraziamento. Le grandi foglie grigio-argentee costolute, incise e pungenti, avvolgono un fusto legnoso che dirama in bracci con al vertice capolini squamati che allogano piccoli fiori tubolari, spiumii rossoblu.     Onopordum (pare infatti che ai golosi onagri provochino turbolenze intestinali) è il nome scientifico e sonoro di alcune varietà. Ma meglio non infilarsi nel ginepraio dei nomi di queste erbe aculeate, cugine del carciofo e pur esse commestibili:...

16.11.2013

Datura. Il fiore del diavolo

La mia, in vaso, regala l’ultima lussuosa fioritura a novembre. Di sera, in portico al riparo dei primi freddi, le campanule rostrate della Datura profumano intensamente di vaniglia. È carica di lunghi boccioli pieghettati: si svolgeranno a ventaglio, aprendosi come girandole, e regaleranno altre notti d’incanto. In verità dovrei chiamarla Brugmansia, perché si tratta del genere arboreo e non erbaceo di una pianta delle solanacee, la famiglia delle patate per intenderci. I botanici le hanno ascritte a due generi diversi, ma da Linneo fino all’altro ieri erano entrambe classificate come Datura, di qui la possibile confusione nominale.     L’erbacea Datura Stramonium, annuale (ma molte le varietà perenni o dai doppi...

31.10.2013

Halloween: morti e zucche

Ho un debole per tombe e cimiteri tramandata da un’ossessione familiare per il culto dei morti. Mi piacciono i pipistrelli, topi dalle ali di velluto. E mi piacciono le zucche. Non necessariamente tutto insieme; tant’è che Halloween è festa che non mi entusiasma. Ma basta andare in Inghilterra tra ottobre e novembre e la prospettiva cambia. Sarà per la suggestione dei piccoli cimiteri con le croci celtiche delle pievi campestri, tra i grandi alberi colorati d’autunno e l’erba verdissima per le pioggerelle costanti.   Sarà per l’atmosfera gotica di certe sere alla luce fioca dei vetusti vicoli oxoniensi, o della deserta dickensiana Londra di Temple, quando tra la bruma non ti stupiresti di veder brillare il bagliore di...

26.10.2013

L'albero sacro dei Maya

Napoli è città che ti marchia a fuoco, nelle carni e nello spirito. Può succederti, nella piazza pedonale dedicata a Dante, di essere investita da uno scooter e, a bordo del medesimo, trasportata al vicino ospedale dei Pellegrini. Ma poi, esser ripagata della disavventura da un’inattesa fioritura esotica, così spettacolare che ti par d’essere in Messico o in Argentina.       Anna Maria Ortese, una che di Napoli s’intendeva e ben conosceva le sue «infinite risorse», la «sua grazia naturale», quel suo «vivere pieno di radici», scrive: Qui, non so per quale bizzarria della natura, rovesciamento delle sue leggi, che del resto nessuno sospettava, tutte le cose, il bene e il male...

12.10.2013

Il clandestino del Paradiso

Era antipatico anche a me l’ailanto (Ailanthus altissima o glandulosa), introdotto in Europa dalla Cina qualche secolo fa. Rustico, vigoroso, rapido nella crescita e nel riprodursi per seme o per ricaccio di polloni, competitivo a tal punto da colonizzare vaste zone marginali e aree dismesse, sfruttare aiuole poco curate, fessure di muri e cortili.     Si impadronisce di radure e vallate spodestando la vegetazione originaria – come nel caso dell’isola di Montecristo – anche per allelopatia: radici, corteccia e foglie rilasciano molecole inibitorie della germinazione e dello sviluppo delle piante vicine. Insomma, un vero demonio! In barba al nome popolare di albero del Paradiso coniato in omaggio alla verticalità considerevole. Come se...