Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

27.09.2014

Ortensie

Le conosciamo con il nome femminile di Ortensia che le designa da quando il naturalista francese Philibert Commerson, secondo la vulgata maior, volle dedicarle a M.lle Hortense de Nassau, figlia del principe Karl Heinrich, libertino e appassionato botanico, con lui al seguito di Louis Antoine de Boungainville nella famosa spedizione giramondo del 1766-1769. Solitamente le associamo ai grandi globi bianchi oppure sfumati di rosa o azzurro (secondo la qualità del terreno che le ospita: alcalino per il rosa-rosso, acido per l’azzurro-blu) che, nel peggiore dei casi, proseguono la loro esistenza in essiccati, polverosi bouquets dal gusto rétro.   Ma la catalogazione scientifica del genere è Hydrangea e le specie diverse — pur anco rampicanti (H....

13.08.2014

Gelsomini e non

Impossibile dissentire da Ippolito Pizzetti quando, alla voce Jasminum della sua guida Fiori e giardino (Garzanti), così esordisce: «Chi ha un giardino e non coltiva J. non è meno da compatire di chi ha un giardino e non coltiva Rose». Ma non tutti i gelsomini sono gelsomini, non tutti i gelsomini sono bianchi, non tutti profumano né tutti hanno lo stesso profumo.   Il genere Jasminum appartiene alla famiglia delle Oleaceae: noto in Italia fin dal Quattrocento, comprende circa duecento specie, per lo più d’origine asiatica. Tra le più note il sambac, dal grande fiore bianco finemente profumato d’arancio (Cosimo I de’ Medici, primo anche nel possederlo in Italia, si dice ne fosse gelosissimo); l’officinalis,...

21.06.2014

Aquilegia o Amor nascosto

Eleganti e leggere (eleganti perché leggere), le aquilegie sono le farfalle boschive dei giardini, specie se oscillanti tra alti fili d’erba. Le doppie corolle – una di sepali l’altra di petali – monocrome o bicolori, con o senza speroni (arcuati o diritti, le orientano verso l’alto o verso il basso), fanno capolino su steli rigidi ma contornati da frastagliate foglie glauche, ariose e leggiadre quanto il fiore.   Facili e rustiche, quest’erbacee montane e perenni prediligono gli angoli umidi ma si propagano e ibridano spontaneamente, spuntando là dove meno te le aspetti con le tonalità più disparate e insolite rispetto ai capostipiti: azzurre o blu, lilla o viola, bianche o rosa, giallo oro o limone, arancio, porpora...

24.05.2014

Giardini di carta e Ornitorinchi

Nel benemerito archivio storico on line del quotidiano «La Stampa» che ci illude di vivere in un paese organizzato e propizio al lavoro di ricerca, mi sono imbattuta in un articolo di Ippolito Pizzetti. L’inserto culturale «Tuttolibri» del 18 febbraio 1984 dava spazio a un’inchiesta sul rapporto degli scrittori con la natura, e Pizzetti vi interveniva con una tesi amena (almeno per me): «non c’è scrittore italiano dove le cose della natura assurgano a protagoniste, abbiano non la forza mitologica di un’idea, ma partecipino quali soggetti di una vicenda, o parti o riferimenti costanti del discorso».   Era, per lui, una questione di sguardo, principalmente, e di cultura. Una cultura generata da un Cristianesimo che,...

20.04.2014

Addii all’ombra delle magnolie

Dobbiamo alle magnolie orientali, caducifoglie e arbustive, le prime sontuose fioriture primaverili. Tra marzo e aprile i rami ancora nudi si ricoprono, a seconda delle varietà, di nuvolose, sfarfallanti corolle bianche, crema, rosa o viola-porpora. Solo a petali caduti compaiono le foglie poi, in autunno, sul finire del ciclo vegetativo, i frutti attraenti quando scoprono i semi scarlatti.   Il genere, antichissimo (abbiamo fossili risalenti a cinque milioni di anni fa), venne così battezzato in onore di Pierre Magnol (1638-1715) che introdusse in botanica il concetto di famiglia. Alla fine del Seicento gli inglesi scoprirono le specie arboree, sempreverdi e fragranti, d’origine americana: la virginiana prima (1688), poi la più diffusa grandiflora....

12.04.2014

La linea della palma

Se le sta mangiando una dopo l’altra il famigerato coleottero noto come il punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus). Sembrano in salute, il ciuffo esotico alto sul fusto dritto e vigoroso, ma internamente minate collassano di botto. Da tempo siamo in piena emergenza: il flagello asiatico (il curculionide è originario dell’Asia sudorientale) ha invaso il territorio nazionale nel 2004, per l’incauto acquisto di un vivaista che lo importò dall’Egitto. In pochi anni, dalle regioni meridionali è risalito fino in Liguria dove persino i topi lamentano gli approdi panoramici («e il volo da trapezio/ dei topi familiari da una palma»; Montale, Proda di Versilia). La mutazione del paesaggio è dolorosissima: alla peste...