Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

25.12.2016

Stella di Natale / Flor de la Nochebuena

A Natale tutti ci portiamo un poco di Messico in casa. Anche Donald Trump. Fu il primo ambasciatore degli Stati Uniti d’America negli Stati Uniti Messicani, Joel Robert Poinsett, a esportare nel 1825 il fiore scarlatto che porta il suo nome – Poinsettia – nota al volgo come Stella di Natale ma che gli schedari botanici classificano come Euphorbia pulcherrima. Da allora l’invasione dell’essenza messicana nei mercati mondiali della fiera natalizia è stata inarrestabile: le serre ne clonano a milioni, una distribuzione capillare raggiunge il fioraio più sperduto. Ogni anno, nella gamma dal bianco al rosso, una screziatura nuova, più vistosa o insolita; ogni anno passate le feste, la nostra Poinsettia deperisce negli appartamenti e, come l’abete di rappresentanza, finisce nella pattumiera...

27.11.2016

Un albero del Giurassico tra noi / Ginkgo biloba

In giro non si vedono più dinosauri, ma un albero del Giurassico è giunto sino a noi. Il Ginkgo biloba è un fossile vivente. È la sola specie sopravvissuta delle Ginkgoaceae e, certo, la pianta a semi più antica. L’aggettivo ormai non gli si addice del tutto: le foglie dalla singolare lamina a ventaglio, dal margine ondulato e nervature parallele, non sempre sono incise nel mezzo a formare i due lobi, ben evidenti nelle archeologiche impronte dei sedimenti.        Albero di un lontano non solo temporale, è originario dell’Estremo Oriente ed è giunto in Europa nel XVIII secolo: si possono ammirare esemplari settecenteschi negli orti botanici di Brera e di Padova. Notevole è pure il grande Ginkgo messo a dimora nella seconda metà dell’Ottocento da Giuseppe Verdi nella...

30.10.2016

Cipressi / Gli alberi pizzuti

Non rammento, ma non mi dev’essere piaciuto, in prima media, mandare a mente le ventinove quartine di Davanti San Guido. Immagino che nulla m’avrà detto il «manzoniano/ che tiri quattro paghe per il lesso» o «il manzonismo degli stenterelli». Ricordo bene invece che le imparò per prima mia madre, me le fece ripetere con pazienza più e più volte, lei che a scuola raccontava di non esserci mai voluta andare nemmeno se l’alternativa era di portare al pascolo le mucche del nonno. Ma la poesia segue strane vie, si installa par coeur in modo inusitato. Fatto sta che non solo sono grata a quell’insegnante che m’obbligò a studiare versi a memoria, persino quelli di Carducci che non includo tra i miei eletti, ma ho sentito il bisogno di andare a conoscerli quei «cipressetti» di Castagneto: 2540...

25.09.2016

Felci

Mi ha deluso la decisione della Nuova Zelanda di non cambiare la bandiera nazionale con la Silver Fern, la foglia di felce argentata su fondo nero. La esibiscono sulle maglie i campioni del pallone ovale – gli All Blacks di cui vado pazza – l’abbiamo vista ai giochi olimpici sfrecciare, elegantissima, sulle schiene dei ciclisti in pista: con la foglia d’acero canadese, è il simbolo vegetale più iconico che il mondo conosca, ma no, sulla bandiera non ce l’hanno messa.      In attesa del viaggio transoceanico per ammirare le foreste di alberi felce, si può vivere l’impagabile sensazione d’incedere (all’aperto, e non in una serra) sotto una cupola verde di trine preistoriche di Dicksonia fibrosa all’orto botanico di Napoli o ai giardini della Mortella di Ischia. Ma...

28.08.2016

La vita delle piante / Requiem per tre alberi

I giardinieri sono arrivati. Devono tagliare a pezzi due querce e un cedro lunghi trenta metri che, all’alba disgraziata del 31 luglio scorso, una bufera ha abbattuto al suolo come birilli.   _ Altri giorni di sofferenza al rumore rabbioso, snervante, delle motoseghe. Poi verrà la ruspa a ribaltare ceppi e radici per coprire le voragini. Si dovranno sezionare e sistemate i ciocchi, trinciare i rami più fini e le fronde. Nulla andrà buttato: ne verrà legna buona per il camino e pacciame di qualità per le aiuole. Ma il giardino non sarà più lo stesso.     So bene che i giardini non sono mai gli stessi, cambiano in continuazione, sempre mutevoli e diversi: il tasso barbasso, nuovo ospite, s’è allogato di sua iniziativa nei pressi della peonia rossa e ora la sovrasta con il...

18.07.2016

Ninfee

San Pietro in Lamosa, il piccolo monastero cluniacense alto sulle torbiere prossime al Sebino, era il mio posto, era il posto dove scappavo se la noia o le paturnie mi assalivano. È ancor oggi il mio luogo di elezione: se penso al mio paese, corro lì. Allora, era la trascurata chiesuola a ridosso delle dipendenze abitative dell’antica villa padronale; oggi, ben restaurato insieme agli affreschi e al chiostro, è recuperato agli interessi culturali della cittadinanza grazie al lavoro della fondazione omonima. Ma San Pietro deve il suo fascino anche all’affaccio sulle lame d’acqua tra i canneti che da aprile a settembre fioriscono di bianche ninfee (Nymphaea alba) e dei gialli bottoni dei nenufari (Nuphar lutea).     Queste piante natanti popolano le acque lente di stagni e...