Schede primarie

Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

24.04.2016

Peonie

A tal punto preziose che nel IX secolo il poeta cinese Po Chü-i poteva scrivere: «per il fiore più bello cento pezze di damasco;/ per il fiore mediocre cinque pezze di seta». Ma un giardino senza un albero di peonie (Paeonia suffruticosa) è come una bella donna cui l’amante spilorcio non abbia regalato il gioiello più raro e lucente. Privilegio di pochi, essenza d’imperiali verzieri, in Europa sono giunte dal lontano oriente solo sul finire del diciottesimo secolo quando, non senza difficoltà, s’è dato avvio alla coltura e all’ibridazione.       Belle in boccio, ch’è gonfio e turgido, bellissime al dispiegarsi stropicciato dei petali, talora unghiati a contrasto con la ricca tavolozza cromatica che offre il bianco più candido, il rosa più confetto, il porpora e il viola...

27.03.2016

L’alba Besser, la calcarata, la canina, la cornuta, la bosniaca / Violette

Alto il rischio di svenevolezze e romanticherie ma, nei pressi della festa di primavera, tale rischio è da affrontarsi con determinazione. Tutti i possibili discorsi intorno alla viola, alfiere della nuova stagione, sfiorano il lezioso, bordeggiano il patetico, cadono nello sdolcinato (bonbon parmense o tolosano che sia). Eppure, chi non si è sdilinquito al suono teso, struggente della Violetera in Luci della città?Timida, modesta è la Viola odorata secondo i manuali della simbologia floreale: mammola è popolarmente detta, e mammoletta si dice appunto della bimba ingenua e delicata, tenera e facile ad imporporar le gote per un nonnulla. È la violetta dei prati e dei boschi che, ai primi tepori – stolonifera – tappezza ampie porzioni di prode erbose, tingendole e profumandole di quel...

28.02.2016

Un albero empatico e amico / Leccio, mitologie del distacco

Espandono la densa e scura chioma tondeggiante fin quasi a terra i lecci tenaci. Le grosse branche si dipartono presto dal tronco e danno loro quell’espressione solida, affidabile che li contraddistingue e che ha indotto Italo Calvino – figlio di illustri botanici – a piazzarne uno in favore di finestra per la fuga del suo rampante barone costretto a mangiar lumache: Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. […] Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie. Cosimo disse: – Ho detto che non voglio e non voglio! – e respinse il piatto di lumache. Mai s’...

31.01.2016

Betulle d'inverno

Per i contadini russi la betulla è albero dai molti usi, prodigioso e medicamentoso: le frasche buone per farne ramazze e avviare il fuoco; il legno compatto, leggero, battericida adatto per contenitori e oggetti domestici; l’elastica corteccia un tempo intrecciata per rustiche calzature (lapti), o lavorata per tinture e fibre tessili: in primavera – quand’è tenera e dolce – era persino masticata come cibo di sopravvivenza e dentifricio naturale. Ancor oggi la linfa cavata dai rami o dai tronchi incisi è bevanda dissetante e rigeneratrice, dalle proprietà drenanti e depurative. Ma basta una manciata di foglie essiccate per una tisana diuretica.     Sergej A. Esenin cantava il suo amore per la Rus’ «paese di...

25.12.2015

Il dio che è negli alberi

Abita la terra da duemila anni, forse da prima della nascita di Gesù Cristo, ma all’altro capo del mondo, presso civiltà antiche e sepolte quanto quelle mesopotamiche. È il cipresso di Montezuma che sovrasta la semplice chiesa di Santa Maria del Tule, in Messico. A pochi chilometri, le imponenti rovine zapoteche del sito archeologico di Monte Albán. Piramidi, palazzi, piazze, strappati alla natura, solitari e vuoti lassù, nel silenzio verde dell’altipiano, dominano la valle e la città: Oaxaca musicale e multicolore, sempre in festa, esorcizza così la morte incombente e l’inesorabile sentimento del tempo.     El árbol del Tule non ha bisogno di esorcismi. È lui l’esorcismo vivente: un...

29.11.2015

Laurus nobilis

Il foliage autunnale, per poco ancora, offre a terra le spoglie dorate dei ginko, le rosse di aceri e liquidambar. Dai rameggi nudi balzano in piena evidenza i verdi cupi delle conifere o quelli densi di elci, ilex, magnolie grandiflora. Ma per rompere la ragna grigia del giardino d’inverno non c’è verde perenne così poco verde, quasi nero quasi blu, e così attraente come quello dei lauri.     Alla famiglia delle Lauraceae appartengono molte specie tropicali come la Canfora (Cinnamomum camphora), la Cannella (Cinnamomum zeylanicum), l’Avocado (Persea americana), la Cryptocaria moschata o massoia tutte ricche di olii essenziali noti a profumieri e speziali. L’unica specie europea della famiglia è l’alloro o Laurus...

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