Schede primarie

Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

13.06.2016

Liberate gli animali / Contro l’acquario di Genova

Genova, in una giornata di pioggia. Pellegrinaggio ai luoghi caproniani: l’ascensore di Castelletto, il monumentino di Enea… Scendo al porto antico, e salgo sull’ascensore del Bigo. Lì sotto, l’acquario. A Genova – mi dice un passante – vengono tutti ormai solo per questo. Titubo, non so se visitarlo anch’io. Ma piove, sono a due passi e non c’è un’anima all’ingresso. La pubblicità lo spaccia per il più grande acquario d’Europa, ma non credo lo sia. E, benché disegnato da Renzo Piano, che ha rifatto i connotati dell’intera area, dubito pure sia il più bello. È un grande scatolone rettangolare, grigio, ormeggiato in banchina. Lì vicino, a ponente, Neptune, il vascello secentesco che Roman Polanski fece costruire per il film Pirati con Walter Matthau, approdato qui come attrazione. Ma dopo...

29.05.2016

Digitale purpurea

Parigi, Parc Monceau. Ero lì per la grande Davidia in fiore (Davidia involucrata) che anche Proust avrà senz’altro conosciuto, quando una voce femminile mi fece volgere a un rialzo roccioso: «Cette année les digitales sont magnifiques!». Le lunghe spighe s’alzavano vigorose ben oltre il metro sul cespo basale di foglie pelosette: indimenticabili. La mia cucciola di Davidia non mi ha dato per ora neppure un fazzoletto bianco di brattee, benché compia l’ottavo compleanno, ma confido di vederne presto sventolare qualcuno; ho invece già goduto in passato il mio annus mirabilis delle digitali purpuree e in questo maggio bizzoso le ritrovo, superbe, guardare dall’alto i garofani dei poeti (Dianthus barbatus).        Erbacea biennale, talvolta perenne, mostra alla prima...

16.05.2016

Papa Francesco, Anna Maria Ortese e gli animali / Cani e gatti in paradiso

«Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai cani e ai gatti e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino della vicina, no no»: queste parole pronunciate venerdì scorso da papa Francesco durante l’udienza giubilare a San Pietro e rilanciate dalla stampa con titoli ad effetto possono sorprendere, o suonare stonate rispetto al testo dell’enciclica Laudato si’ del 24 maggio 2015. Potrebbero essere ricondotte al luogo comune che spesso sentiamo ripetere a chi mostra nei confronti degli animali sensibilità e affetto ritenuti eccessivi: «vi preoccupate tanto della condizione animale quando c’è gente che muore di stenti». È un’asserzione che – diceva Anna Maria Ortese – procede da un ricatto morale proprio di chi isola i problemi dell’uomo da quelli del suo ambiente. Semmai, si potrebbe...

02.05.2016

Quarant’anni dopo / Terremoto in Friuli

Una vecchia foto in bianco e nero: due sorelline inquadrate in un piano americano, la minore con cappottino chiaro davanti alla maggiore con cappottino più scuro; dai fazzoletti annodati sotto il mento spuntano una frangetta e una ciocca bionde. La più piccola ha un’espressione imbronciata, non pare contenta di essere immortalata dall’obiettivo: inquieta, ha disatteso l’ordine di star ferma, lo scatto l’ha colta mentre piega il gomito destro tagliandone di netto la mano. La maggiore (quella con la frangetta), più ubbidiente, è in posa con un sorriso imbarazzato, il braccio sinistro lungo il fianco e le dita della mano semi chiuse. Doveva essere stata una bella giornata di fine inverno: strizzano gli occhi per il sole in faccia. Sullo sfondo incombe il versante roccioso di un monte e a...

24.04.2016

Peonie

A tal punto preziose che nel IX secolo il poeta cinese Po Chü-i poteva scrivere: «per il fiore più bello cento pezze di damasco;/ per il fiore mediocre cinque pezze di seta». Ma un giardino senza un albero di peonie (Paeonia suffruticosa) è come una bella donna cui l’amante spilorcio non abbia regalato il gioiello più raro e lucente. Privilegio di pochi, essenza d’imperiali verzieri, in Europa sono giunte dal lontano oriente solo sul finire del diciottesimo secolo quando, non senza difficoltà, s’è dato avvio alla coltura e all’ibridazione.       Belle in boccio, ch’è gonfio e turgido, bellissime al dispiegarsi stropicciato dei petali, talora unghiati a contrasto con la ricca tavolozza cromatica che offre il bianco più candido, il rosa più confetto, il porpora e il viola...

27.03.2016

L’alba Besser, la calcarata, la canina, la cornuta, la bosniaca / Violette

Alto il rischio di svenevolezze e romanticherie ma, nei pressi della festa di primavera, tale rischio è da affrontarsi con determinazione. Tutti i possibili discorsi intorno alla viola, alfiere della nuova stagione, sfiorano il lezioso, bordeggiano il patetico, cadono nello sdolcinato (bonbon parmense o tolosano che sia). Eppure, chi non si è sdilinquito al suono teso, struggente della Violetera in Luci della città?Timida, modesta è la Viola odorata secondo i manuali della simbologia floreale: mammola è popolarmente detta, e mammoletta si dice appunto della bimba ingenua e delicata, tenera e facile ad imporporar le gote per un nonnulla. È la violetta dei prati e dei boschi che, ai primi tepori – stolonifera – tappezza ampie porzioni di prode erbose, tingendole e profumandole di quel...

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