Due o tre cose che so (di lei)
Giacomo Giossi

Giacomo Giossi collabora con riviste e blog.

 

@GiossiGiacomo

04.11.2014

Mauro Rostagno, l'uomo in più

Con la sentenza del 15 maggio di quest’anno i boss mafiosi Vincenzo Virga e Vito Mazzara sono stati riconosciuti colpevoli quali mandanti dell’omicidio di Mauro Rostagno avvenuto il 26 settembre del 1988. In questi 26 anni attorno all’omicidio del sociologo si sono fatte congetture di ogni tipo, alcune solo di stampo scandalistico, altre (ben più gravi) addirittura da parte della stessa magistratura: un guazzabuglio in cui stupidità e dabbenaggine non sono che il contorno d’intenti diffamatori e di trame d’insabbiamento. Di questi ventisei anni racconta Reagì Mauro Rostagno sorridendo di Adriano Sofri (Sellerio, 2014) che partendo dal processo e alternando ricordi personali dell’amico ricostruisce i fatti con cura e aderenza. Una...

22.10.2014

Storia napoletana di un delirio a sinistra

Durante la direzione nazionale del PD Pier Luigi Bersani ha paventato il rischio di caso Boffo contro chiunque all’interno del partito esprimesse posizioni discordanti da quelle della maggioranza o comunque diversa dalla linea impressa dal segretario. È chiaro che la dialettica interna in un partito è parte essenziale della sua stessa vita, tuttavia quello che oggi è definito generalmente sotto l’etichetta di macchina del fango sembra avere un impatto sulla vita personale e politica principalmente di carattere mediatico: può stroncare una carriera; perché oggi una carriera politica è, al pari di mille altri mestieri, una professione spesso carica di ambizioni, ma povera di passioni.     Tutta un’altra storia con...

14.10.2014

Sesso per una borghesia senza più corpo

New York provincia di Roma. L’immobiità borghese italiana e nello specifico romana dell’ultimo denso libro di Francesco Pacifico, Class (Mondadori, 2014), sembra essere la principale caratteristica di un colonialismo postmoderno tutto vezzi e paroline dolci da viaggiatori d’occidente sempre in poltrona. La poltrona e i divani sono centrali nella narrazione di Pacifico; più dei letti è la divaneria che, dalle case a Manhattan degli amichetti alle cabine business class degli aerei, meglio rappresenta lo sfaldamento esistenziale di una generazione che vorrebbe essere borghese, ma non lo è più nelle pratiche come nei pensieri, una generazione che vorrebbe fare cose e vedere gente, ma gli riesce solo di fare gente e vedere cose.   L...

17.09.2014

Del buon uso e riuso degli immobili dismessi

Simbolo da sempre di potere e prestigio, indicatore di livello sociale ed economico, l’immobile è fino agli anni duemila l’investimento per la vita: la certezza su cui fondare il proprio status sia come privato cittadino sia come azienda o ente. Ma dal 2000 ad oggi tutto cambia: la crisi economica si è mangiata ogni certezza e alla crisi immobiliare ha fatto seguito, spesso sotto i colpi di ricette economiche pur sempre liberiste, un dimagrimento sostanziale dello stato che ha preso forma sempre più anche attraverso vigorose dismissioni immobiliari.     Tuttavia non è si tratta solo di crisi o di politiche d’austerità, ma di un cambiamento radicale degli agenti economici che vede il passaggio spesso brutale da un’...

25.07.2014

L'ultima volta che leggo, la prima volta che parto

Si parte, si chiude, si prende tempo, si smette di lavorare e si sta all’aria aperta. E soprattutto si legge. I libri appena usciti, quelli che abbiamo in casa, quello appena comprato o quelli consigliati e accumulati.     Probabilmente sono due o tre i libri che leggerò, ma non so ancora bene quali e così me ne sto valigie aperte a fissare la libreria, ogni tanto un occhio al pavimento e alle pile di libri sul tavolo. Fa caldo, domani parto, la finestra è aperta, per strada pochi rumori, ma già mi distraggono.   Quest’anno nessuna vacanza in Liguria, ma ripenso a La spiaggia di Cesare Pavese, forse il meno riuscito dei suoi romanzi, un libro piccolo, più che il racconto di una vacanza il ritratto di un’attesa,...

12.06.2014

Fontana. Morte di un uomo felice

Giacomo Colnaghi vive accampato al Casoretto, periferia orientale di Milano, si  muove in bicicletta e spesso torna solo a tarda sera dopo lunghe giornate di lavoro al Palazzo di giustizia. Attraversa Milano d’estate, di mattina e di notte. Colnaghi è un giovane uomo di trentasette anni sposato con due figli ed è felicemente un uomo dello Stato. Per lo Stato ha sacrificato la propria vita, scegliendo di vivere in un monolocale per poter meglio seguire un’inchiesta sul terrorismo rosso che gli è stata affidata. Colnaghi può raggiungere la moglie a Saronno districandosi dal lavoro solo una volta a settimana; quando va bene. La loro vita è ridotta all’incrocio tra arrivi e partenze, tra le malattie e la crescita. Quella di Colnaghi...