Enciclopedia
Antonella Anedda

Antonella Anedda (Anedda-Angioy) è nata e vive a Roma. Ha pubblicato i libri di poesia Residenze invernali, Notti di pace occidentale, Il catalogo della gioia, Dal balcone del corpo. Tra i saggi si ricordano: Cosa sono gli anni (Fazi 1997), La luce delle cose (Feltrinelli 2000) e il recente La vita dei dettagli (Donzelli 2009). Le sue traduzioni sono raccolte nel volume Nomi distanti (Donzelli 2009). Nel 2010 ha curato un volume dedicato alla filosofa sufi Malek Jan Nemati: La vita non è breve, ma il nostro tempo è limitato. Sempre nel 2010 ha tradotto e curato con Emmanuela Tandello ed Elisa Biagini le prose di Antropologia dell’acqua di Ann Carson.

27.02.2012

La poesia di Wislawa Szymborska

Quando vinse il Nobel nel 1996 molti, non conoscendola, si stupirono. In realtà di Wislawa Szymborska, già famosa all’estero, era stata pubblicata dall’editore Vanni Scheiwiller nel 1994 e tradotta, con un legame che solo la morte di entrambi, a poca distanza l’uno dall’altra, ha spezzato, da Pietro Marchesani. Il libro si intitolava Gente sul ponte. L’immagine sulla copertina era tratta da una tavola del pittore giapponese Utagawa vissuto nella prima metà del l’Ottocento e ammirato da Van Gogh. Rappresentava alcune persone sorprese da un acquazzone su un ponte. Non si vedevano i visi, ma solo i corpi descritti con precisione tra gli aghi di pioggia. Una scelta perfetta che sembrava sintetizzare il tratto di questa poesia:...

22.12.2011

Il mondo fluttuante

In un saggio pubblicato nel 1924 e dedicato a Montaigne, Virginia Woolf scriveva che la vita dentro di noi non corrisponde a quella fuori di noi e se la si interroga risponde in modo diverso rispetto a quello che dicono gli altri. Ai vecchi per esempio si sconsiglia di viaggiare e si prescrive il riposo, per Montaigne invece, all’avanzare degli anni dovrebbe corrispondere la libertà di andarsene per il mondo e di sperimentare luoghi, lingua, cibi diversi. Chi viaggia non fa che ribadire nel proprio corpo il cambiamento. Oggi non siamo più quelli di ieri, i nostri atomi si spostano, la mente che crediamo saldamente incastrata nella nostra testa si scompone, diventa lo spazio che attraversiamo.   Nel 1581 Montaigne lascia il suo castello e si avventura in...

20.09.2011

La Maddalena / Paesi e città

La Maddalena è un’isola nell’isola, a nord-est della Sardegna e a sud della Corsica. Vista su una carta geografica ha la forma di una fiamma pietrificata con le lingue del fuoco diramate verso l’alto. È la più grande e abitata di un arcipelago composto da isole e isolotti. Un ponte la collega come un cordone ombelicale all’isola di Caprera, e fino a poco tempo fa un traghetto portava in Corsica attraversando le Bocche di Bonifacio dopo una breve sosta a Santa Teresa in Gallura. Nell’Ottocento questo collegamento era più frequente di quello con la Sardegna e del resto corsi furono i primi pastori a installarsi nell’isola.   La Maddalena si gira in fretta. Quello che si è appena visto ritorna, ma leggermente...

08.08.2011

Tra i pini e il vento di Caprera con "il piede marino"

Chi cammina in un'isola può solo illudersi di andare verso qualcosa. Le parole Est e Ovest su cui Thoreau ha costruito il suo capolavoro sono solo desideri dello sguardo, struggimento per la distanza. I venti – e a questo proposito non c'è testo più bello di The Mirror of the sea di Conrad - contano più delle strade. Il maestrale che ghiaccia, il  libeccio che strema, il ponente che da occidente soffia senza freni. L'avviso ai naviganti parla nella radio lentamente e annuncia la forza del mare. La parola bufera non ha nulla di letterario ma è reale. La Torre di Guardia issa una bandiera, la sirena suona a lungo lottando con le raffiche e il vento che ulula davvero incanalandosi tra le vie.   Chi cammina in un'isola non...

09.06.2011

Quando è che una cosa diventa un’altra?

Nel 1840 Hippolyte Bayard scelse di fotografare se stesso come annegato, intitolando l'opera Autoportrait en noyé. In un bagno di luce paglierina il corpo esposto sembra impercettibilmente (già) corroso, il viso è calmo, posato vicino a un cappello rotondo di paglia.   Le fotografie dell’esposizione di Roni Horn del 1999 alla Tate Gallery di Londra (intitolata Still water),avevano come oggetto le acque del Tamigi. Ogni foto era stata scattata a distanza ravvicinata e mostrava solo il fiume. Niente sponde, niente presenze umane, solo le acque catturate dallo sguardo di notte, all’alba, nel pomeriggio, con tempi atmosferici diversi. Le acque erano ora trasparenti, ora oleose, ora nere e dense, ora solide e grigie, ora verde chiaro o verde...

20.04.2011

Correre

Nel suo libro dedicato alla corsa e intitolato L'arte di correre Haruki Murakami racconta un suo viaggio in Grecia nel lontano 1983. “Nel giugno di quell' anno – scrive – corsi da solo da Atene a Maratona”.   Tutto nasce dalla tipica richiesta da parte di una rivista di annotare le impressioni di uno scrittore sulla Grecia, in particolare sui monumenti classici. “La Grecia, però, – precisa ancora Murakami – non è solo la patria del Partenone, ma anche quella di tutti i corridori, per chi corre Maratona è un luogo sacro”. Il resoconto del viaggio diventa allora imprescindibile dalla necessità di correre – con un percorso inverso a quello del percorso tradizionale – da Atene a...