Panchine

Sto seduto su una panchina in Parco Sempione, a Milano, e leggo una recensione del recente libro di Michael Jakob sulla panchina... Mi viene voglia di scattare una fotografia alla panchina vuota che ho di fronte, o magari a quelle altre più lontane, ma la riproduzione del bellissimo Nella serra sul giornale mi inibisce. Mi guardo intorno, cerco in testa un’idea, rileggo la recensione...


  • 30 aprile 2014

Arthur Danto in memoriam

Poco dopo aver ricevuto la notizia della dipartita di Arthur Danto e l’invito a scriverne qui, scusatomi di essere in viaggio e di non poter far fronte alla richiesta, entro in visita al Convento dei Cappuccini di Via Veneto, a Roma. È la prima volta e, confesso, non so che cosa mi aspetti, per cui, immerso in pensieri di “morte dell’arte”, di determinati percorsi...


  • 28 ottobre 2013

Sophie InTreatment

Ecco perché non mi ha mai convinto fino in fondo il lavoro di Sophie Calle, nonostante, nessuno lo nega, l’interesse e i meriti. Mi è sempre rimasto un che di amaro in bocca e alcune sue opere mi sono sembrate francamente fuori registro per un’artista così intelligente ed esperta. La ragione emerge in me come per caso alla fine della 41a puntata della prima...


  • 25 settembre 2013
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Oracoli, santuari e altri prodigi

Un libro davvero particolare (Dino Baldi, Marina Ballo Charmet, Oracoli, santuari e altri prodigi. Sopralluoghi in Grecia, Humboldt Books/Quodlibet), sia per il testo che per le immagini, e naturalmente per il loro rapporto, visto che i due autori, Dino Baldi per il testo e Marina Ballo Charmet per le fotografie, hanno fatto sì il viaggio insieme, ma la fotografa non si è data...


  • 17 luglio 2013

Buon centenario, readymade

Cento anni, ormai, che esiste il readymade! Vi rendete conto? A molti ha rotto le scatole a sufficienza, ma molti altri ancora non ne vogliono sapere.   Dunque: 1913, Marcel Duchamp prende una ruota di bicicletta e innesta la forcella sulla seduta di uno sgabello da cucina. Lo tiene in studio, non lo espone, né lo chiama ancora “readymade”, ma a questo ne seguiranno...


  • 12 giugno 2013

Io e te

Molto bella l’immagine del manifesto dell’ultimo film di Bernardo Bertolucci Io e te. Due sguardi verso di noi, uno sopra l’altro, uno un po’ più indietro, uno maschile e l’altro femminile, tutti e due silenziosi e concentrati, non relazionati tra loro, non sognanti, non innamorati o arrabbiati o delusi o altro, puri sguardi fissi su di noi. Senza sembrare...


  • 30 maggio 2013
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Ciechi

Sorprendenti i servizi televisivi sui falsi ciechi. I filmati mostrano la persona incriminata che entra in un bar o passa per  una via, per esempio, e fa senza difficoltà tutto quello che fa una persona vedente, evita ostacoli, si ferma a leggere un annuncio o un cartello stradale o altro. Il fatto è che per rispettare la privacy, le immagini sono tutte pixelate –...


  • 9 ottobre 2012

Invece di una fotografia

Una sorta di follia calma, assopita, introvertita: è seduto di fronte a me, le mani in mano, credo che si dica così, cioè una nell’altra riposte in grembo, non fa niente, ebete e pacato, guarda intorno senza alcuna agitazione né impazienza, anzi un po’ come al rallentatore, ma non veramente, solo pochissimo. Resterà sicuramente così fino...


  • 17 maggio 2012

Reversibilità

C’è una mostra a Milano in questo momento, allo spazio Peep-hole, intitolata Reversibility - A theatre of de-creation, ideata e curata da Pierre Bal-Blanc. Già il titolo è suggestivo, perché della reversibilità dà la versione non della freccia che rovescia l’entropia ma della continua interconnessione tra creazione e de-creazione, che non...


  • 24 aprile 2012
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Foto bruciate

L’amico Itaru Ito mi manda per email il racconto piuttosto straordinario dello scultore giapponese Ando Eisaku, in cui si rievoca la tragedia dell’11 marzo scorso. Ando si era ritirato da anni dalla città per vivere e scolpire in relativo isolamento in un piccolo villaggio sul mare. Negli ultimi tempi le cose gli andavano proprio male e faceva pensieri apocalittici con la...


  • 16 febbraio 2012

Il genio di Julian Schnabel

Julian Schnabel è davvero misterioso. Ad alcuni dà fastidio che non si capisca chiaramente quello che fa, soprattutto perché ha avuto un successo planetario, che continua da trent’anni. Tra i primi dell’ondata “New Image” o postmoderna, è riuscito a imporre grazie al suo grande talento un eclettismo sprezzato da molti. I suoi detrattori lo...


  • 28 novembre 2011

Fotografare il teatro

Se non fossi stato a un incontro con dei gruppi teatrali, quasi sicuramente non ci avrei fatto caso, ma che cosa significa “mi sembrava di essere sulla scena di un teatro d’avanguardia”? Lo dice il protagonista di uno dei bellissimi racconti di Murakami Haruki raccolti in I salici ciechi e la donna addormentata (Einaudi, 2010) come se questo significasse qualcosa di evidente,...


  • 21 ottobre 2011

Inconscio ottico

Fissando e diluendo, dettagliando o ingigantendo, mentre mi fa vedere qualcosa che a occhio nudo o a visione normale non vedrei o non noterei, la fotografia rivela forse anche qualcosa del profondo, fa venire a galla qualcosa dal fondo. Che cos’è infatti questa nostra smania di vedere di più, meglio, più da vicino, più tutto, che non ci sfugga niente? Smania...


  • 29 settembre 2011
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Walter Benjamin e la fotografia

Scriveva Walter Benjamin, con una visione poeticissima, che nelle tecniche e nei fenomeni che sono alla fine del loro sviluppo e che stanno scomparendo riluce per un’ultima volta un senso che anticipa ciò che verrà addirittura dopo la causa immediata della loro obsolescenza. Così il videorama anticipa il cinema scavalcando la fotografia che lo aveva reso inutile....


  • 13 settembre 2011

Non solo documentazione

Come intendere Alighiero Boetti? Come capirlo? Semplice nelle opere che voleva intenzionalmente chiare e godibili; eppure così strano da cogliere nel suo nucleo creativo, nel senso vero dei suoi atti. Perché faceva realizzare le opere agli altri, biro, arazzi, disegni con le sagome? È un’opera l’hotel che ha aperto in Afghanistan? Che cosa è l’arte...


  • 7 luglio 2011
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Biografia

Elio Grazioli è critico e docente di storia dell’arte contemporanea e della fotografia e fa a modo suo tutto quello che fanno i critici e docenti di storia dell’arte contemporanea e della fotografia.

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