Garbage Time
Giorgio Falco

Giorgio Falco è nato nel 1967. Pausa caffè, il suo libro d'esordio uscito per Sironi nel 2004, ha avuto una grande accoglienza critica. Per Einaudi Stile libero ha pubblicato L'ubicazione del bene (2009).

23.03.2018

Oggi a Bookpride A tutela di tutti i viventi / Tre domande sull'antifascismo oggi

Non voglio affermare che per essere antifascisti occorra una sola, inequivocabile legge, ma al di là dell’impegno personale, ogni cittadino italiano, e ovviamente ancor di più ogni cittadino italiano antifascista o potenzialmente antifascista, dovrebbe trovare nella legge italiana un alleato, o perlomeno un interlocutore chiaro; invece la legge italiana, a cominciare dalla Legge Scelba del 1952, per proseguire con la Legge Mancino del 1993, fino a inoltrarsi nei tentativi più recenti di Emanuele Fiano del Partito Democratico, sembra destinata a confondere, abbozzare; leggi nate per essere interpretate in modo contraddittorio, un modo così adatto al nostro vivere contemporaneo. Ciclicamente ascoltiamo la notizia di manifestazioni fasciste, slogan cantati da migliaia di persone impegnate...

04.04.2014

Luigi Di Ruscio. Romanzi

La mattina del primo aprile 1969, Italo Calvino era negli uffici Einaudi. Nei giorni precedenti aveva letto un romanzo inedito, intitolato Il verbalizzatore. L'autore trentanovenne aveva alle spalle alcune pubblicazioni di poesia; la prima in particolare, risalente al 1953, intitolata Non possiamo abituarci a morire, era stata ben accolta da Fortini. Il romanzo inedito era la storia del verbale di una riunione, redatto da un verbalizzatore così ossessivo da far entrare all'interno del testo qualsiasi cosa, "dando fondo se non all'universo", aveva scritto Calvino, "a una visione del mondo". Calvino aveva apprezzato il libro e tuttavia ne era rimasto quasi spaventato dalla "cupa aggressività" che gli ricordava Céline....

20.01.2014

Svalutazione competitiva

Siamo al campetto, in un pomeriggio del 1992, giochiamo a pallacanestro, tre contro tre, l’altro canestro è occupato da altri sei giocatori, giocano la loro partita, e l’intero campo, al posto di contenere dieci giocatori per un solo incontro, ne ha due in più, sei da un lato, sei dall’altro, due micro partite, risparmiamo sugli spazi sacrificando l’unità narrativa e di intenti, ogni gruppo preso dalla propria storia, lo Stato italiano quasi fallisce, i Titoli di Stato offrono rendimenti superiori al 12,5% per attirare gli investitori stranieri e diminuire il deficit, il debito pubblico al 105% del Pil, il governo preleva il 6 per mille dal mio conto corrente, la retina del canestro è strappata, vorrei giocare dal lato opposto, quello...

30.10.2012

Oggetti d’infanzia | La pila

L’infanzia, si sa, è un tempo magico, e raccontare l’infanzia vuol dire anche raccontarne gli oggetti che più l’hanno abitata. Non solo i giocattoli, ma gli oggetti più comuni e quelli più speciali, e magari anche quelli strani di cui ci vergognavamo un po’: tutti sono diventati parte di noi, ci hanno accompagnato nell’età adulta, dimenticati in un angolo della memoria.   A quel tempo di meraviglia, di scoperte e paure che è l’infanzia si può a volte tornare grazie a un oggetto qualsiasi, che però, sta qui la magia, era il nostro, e ci spiega chi eravamo, cosa desideravamo e cosa detestavamo, anche. E che forse ci diceva, allora, cose che avremmo poi capito solo molto più tardi,...

18.04.2012

Cosa raccontano le nostre autostrade

Tutto ciò che prima era una ferrovia, un’autostrada, un ponte, è diventato grande opera. Stavo scrivendo Grande Opera in maiuscolo, come se fosse un marchio consolidato, un logo stampato nel cielo o inciso nella terra, a traccia. Dal 2001 la Legge Obiettivo - forse sarebbe stato più eloquente chiamarla Obiettivo Legge - stabilisce gli interventi prioritari, la semplificazione delle procedure, la modalità di progettazione e finanziamento per le grandi opere considerate sempre strategiche.   La grande opera, nell’intento di chi ne detta il respiro, è l’autorità, il ritorno all’evidente, al monumentale che difende dalla tendenza inesorabile al frammento, alla scomparsa, voluta, peraltro, proprio da...

20.04.2011

Cortesforza / Paesi e città

Il mio luogo è Cortesforza e non esiste. Si trova sulla direttrice sud ovest di Milano, lungo il Naviglio Grande. Per raggiungere Cortesforza, da Milano, potete prendere il treno alla stazione di Porta Genova, scendere ad Abbiategrasso e camminare per due chilometri a ritroso, lambendo i pochi pensionati che non fanno la spesa all'Esselunga ma pescano a Castelletto, dove il Naviglio Grande si dirama, vicino alla fabbrica di televisori Mivar, l'azienda che forniva gli apparecchi alla Rai di corso Sempione e a molti hotel tre stelle declinanti a due. È quasi Cortesforza, ma non esattamente, perché vicino alla fabbrica ci sono palazzi di nove piani, con i tetti d'amianto, mentre a Cortesforza non c'è un edificio con più di tre piani, e poi...