La vita e le forme
Alessandra Sarchi

Alessandra Sarchi è nata a Reggio Emilia nel 1971, vive a Bologna. Ha avuto una formazione di storia e critica d’arte, ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Scrive sulle pagine di “Alias” inserto culturale del quotidiano “Il manifesto”, nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti Segni sottili e clandestini, nel 2012 è uscito il suo primo romanzo, Violazione, per Einaudi, Stile Libero.

12.07.2011

Intervista a Luigi Agnati

Luigi Agnati è ordinario di Fisiologia all’Università di Modena e al Karolinska Institutet di Stoccolma. Nel 1994 e nel 1995 gli è stata assegnata dalla Nobel Assembly la posizione di Nobel Fellow. Si è occupato di trasmissione dei messaggi fra sistema nervoso e cervello e di percezione sensitiva e funzioni cerebrali, pubblicando numerosi libri e articoli su riviste mediche e scientifiche. Lo intervista Alessandra Sarchi.     Ha senso per uno scienziato parlare di bellezza?   “La bellezza? L’amerei volentieri, dea e immortale”.  Rispondo con un frammento di un poemetto in prosa di Baudelaire che riassume quanto ciascun uomo, e dunque anche un ricercatore, avverte come esigenza: ricercare la ‘...

24.06.2011

Claudio Franzoni. Movimento doppio

  Questo articolo inaugura una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.     Claudio Franzoni, studioso di arte antica, si è occupato in modo particolare di storia della tradizione classica e del rapporto tra antropologia e immagini. Per Einaudi ha curato l’edizione dell’Atlante della serie I Greci e ha pubblicato Tirannia  dello sguardo. Corpo, gesto, espressione nell’arte greca (2006).   Claudio Franzoni, Movimento doppio   L’appuntamento è alle 15 alla Pro Loco di Trescore, a mezz’ora da Bergamo. L...

20.05.2011

Sulla bellezza / La vita e le forme

Qualche anno fa - 2005 circa - guardando il lavoro sulla vita monastica, Per sempre, della cineasta Alina Marazzi rimasi colpita da una frase pronunciata dalla giovane donna, aspirante alla clausura e poi ritornata alla vita mondana, di cui il documentario seguiva il percorso esistenziale. La giovane donna diceva che non avrebbe potuto dedicare se stessa a quel tipo di vita se dalla preghiera e dal contatto esclusivo con Dio non le fosse venuta ogni giorno una forma di piacere, di bellezza e di intensità non barattabili con niente altro. Nelle parole di questa ragazza, bella e disponibile a parlare della propria singolare esperienza con pacatezza e intelligenza tanto da attirare l’evidente empatia della telecamera, ho trovato un’associazione diffusa tra i mistici e i dediti alla...