Non visto
Giuseppe Di Napoli

Giuseppe Di Napoli insegna all’Accademia di Belle Arti Di Brera, e all’Istituto Europeo del Design di Milano.

 

Ha pubblicato i seguenti saggi:

I principi della forma, Einaudi, Torino, 2011

Il colore dipinto, Einaudi, Torino, 2006,

Disegnare e conoscere, Einaudi, Torino, 2004;

(coautore) Segno Forma Spazio Colore, Zanichelli, Bologna 1999

12.03.2017

Raffigurano o parlano? / L’immagine senza titolo

Al pari della cornice, anche il titolo rientra nella categoria delle soglie, dei dintorni dell’immagine, secondo l’accezione che gli hanno dato Gerard Genette e Jacques Derrida, che nel suo La verità in pittura le attribuisce perfino una funzione o un carattere di verità. Dal momento che l’immagine è un oggetto visibile, un artefatto volto a far vedere, per capire cosa rappresenta dovrebbe bastare il semplice atto del guardarla, ci si dovrebbe poter limitare a riconoscere e descrivere quello che mostra al nostro sguardo: in breve, essendo destinata all’occhio, dovremmo attenerci a quel che il nostro organo della visione rileva, senza cercare suggerimenti o indicazioni aggiuntive, nella fattispecie un titolo, che possa chiarire o aiutare a vedere meglio o diversamente quello che appare...

12.12.2016

I bordi dello sguardo / Velázquez: la pittura non è separabile dalla vita

La cornice, nel delimitarne il confine, separa il mondo rappresentato dal mondo reale. Racchiusa in questo recinto, quindi, l’opera cessa di far parte dell’ambiente e si isola dal mondo, proponendosi come esperienza astratta dallo spazio e dal tempo della realtà quotidiana. All’interno della sua semplice geometria, racchiude un campo di forze, i cui effetti dipendono anche dal suo orientamento nello spazio, esercitando un influsso innegabile sulla visione dell’immagine che delimita. La cornice prende attivamente parte al gioco delle forze compositive, attraendo o respingendo, schiacciando o allargando le componenti del quadro: un paesaggio collocato in un formato orizzontale si distende, una figura posta in un formato verticale si allunga. Se escludiamo i paesaggi, ove inevitabilmente...

16.12.2015

Il fondamento dell'istruzione artistica è insegnare a vedere

“Di tutte le arti quella di saper vedere è la più difficile” E. De Goncourt   Continuano in questi giorni le manifestazioni di protesta degli studenti e degli insegnanti contro le riforme della scuola secondaria approvate dal governo. Negli ultimi anni, ogni passaggio di governo ha provato a varare una propria riforma della scuola, (De Mauro, Berlinguer, Gelmini, Giannini), tutte finalizzate alla “razionalizzazione”, ovvero al taglio delle spesa e all’innovazione dell’impianto didattico, ovvero alla omogeneità e appiattimento dei molteplici percorsi scolastici. L’indirizzo più sacrificato è senz’altro quello Artistico, che ha visto perfino la scomparsa di tutte le sperimentazioni esistenti, nonch...

11.10.2014

Le umide ierofanie di Lino Gerosa

Il pittore può dire di avere raggiunto l’abilità tecnica inarrivabile della vera arte quando l’immagine che dipinge avrà la sembianza di una macchia di inchiostro che, spontaneamente e per sua natura, abbia assunto la forma, la grandezza, la posizione e il colore della cosa che riproduce: così sintetizza Shi’Tao, il grande pittore del XVII° sec., la poetica del “tratto unico”. Le opere di Lino Gerosa sono delle grandi macchie, impronte generate per impressione e/o per secrezione di sostanze liquide fuoriuscite da un corpo appoggiato su un supporto ad essiccare, composto da un amalgama di carte antecedentemente fatte macerare per lungo tempo.     Il vero artefice del processo poietico di generazione e formazione...

29.04.2014

Mondrian e la visione della vera realtà

Cosa c’è da vedere in un rettangolo rosso? Quali sono le motivazioni che spingono un pittore a dipingerlo? Siamo generalmente portati a credere che l’arte astratta sia il prodotto di un’operazione del tutto mentale e fredda, che ciò che spinge i pittori a praticarla non sia il calore di un’emozione né il fuoco di una passione, né la forza dell’espressione, ma un rigoroso procedimento intellettuale-logico e distaccato dalla realtà sensibile. In verità il pittore di un’opera astratta è guidato da ciò che i suoi occhi vedono tanto quanto il pittore di arte naturalistica; ciò che contraddistingue il primo dal secondo è il suo modo di vedere incentrato a rilevare le proprietà...

19.02.2014

Mantegna fuori prospettiva

Nonostante l’accorato e civile confronto tra i “guelfi” e i “ghibellini” del nuovo allestimento de “Il Cristo morto” (tempera su tela di 68x81 cm) dipinta da Andrea Mantegna nel 1480-1484, ideato e realizzato dal regista Ermanno Olmi nelle sale della Pinacoteca di Brera a Milano, le due posizioni restano inconciliabili e distanti tra loro. I punti, diciamo così, forti, che il regista ha esposto durante una affollatissima conferenza, organizzata dalla Soprintendente Sandrina Bandera nella Sala della Passione della Pinacoteca, per rispondere alle polemiche che l’iniziativa ha sollevato, sono tutti riducibili ad una personalissima concezione del dipinto, dalla quale il regista fa discendere, coerentemente, anche la particolare...