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Giuseppe Di Napoli

Giuseppe Di Napoli insegna all’Accademia di Belle Arti Di Brera, e all’Istituto Europeo del Design di Milano.

 

Ha pubblicato i seguenti saggi:

I principi della forma, Einaudi, Torino, 2011

Il colore dipinto, Einaudi, Torino, 2006,

Disegnare e conoscere, Einaudi, Torino, 2004;

(coautore) Segno Forma Spazio Colore, Zanichelli, Bologna 1999

20.01.2018

Riduzionismo / Un ponte tra arte e neuroscienze

Il mai del tutto superato dibattito sulle presunte differenze che intercorrono tra l’arte e la scienza, inerenti tanto le loro pratiche metodologiche quanto le loro finalità conoscitive, viene riproposto ogni qualvolta nuove conoscenze (in ambito scientifico) o nuove forme d’espressione (in ambito artistico) ne sollecitano l’attualità. Inopinatamente, in molti dibattiti, si prescinde dalla inconfutabile evidenza che il sapere è uno e che l’istituzione di un’incessante frammentazione della nostra conoscenza in una miriade di discipline sempre più specifiche è stata resa necessaria, da un lato, dai nostri limiti cognitivi e teoretici, e dall’altro lato dall’esigenza di poter esercitare un controllo sulla diffusione e l’efficacia delle conoscenze e delle competenze. Lo spiegava molto bene il...

14.08.2017

Una matita per l'estate / L'anima nera della matita

  Molti millenni addietro, l’autore delle pitture rupestri di Lascaux, in grotte buie, su tralicci incerti e traballanti, alla luce di fiaccole fumose alimentate da grassi dall’odore nauseabondo, seppe disegnare, su una superficie irregolare, figure di animali di eccezionale icasticità. In quelle condizioni, questo grande artista riuscì a raffigurare forme di svariate dimensioni di bovini con una sorprendente precisione nelle proporzioni, considerato che alcune figure disegnate misurano circa sei metri di lunghezza.   Pur avendo a disposizione materiali diversi come il gesso, il marnae le diverse tonalità di crete e ocra rosse, i pittori paleolitici, in generale, tranne alcuni sporadici casi, impiegavano prevalentemente il nero del carbone (testimonianza esemplare a riguardo è...

30.05.2017

La virtù del giorno dopo / Etica e estetica della sobrietà

Diciamolo subito, non tutte le virtù sono alla portata di tutti, o meglio possono costituire un modello comportamentale, una indicazione da seguire al fine di ottenere uno stato di grazia o di benessere, sia esso fisico oppure spirituale (etico e/o morale). Questa considerazione vale, sotto molti aspetti, in particolar modo per la sobrietà, la virtù del giorno dopo, a cui il saggio di Manlio Brusatin, Stile sobrio. Breve storia di un’utile virtù. Marsilio, Venezia 2016, dedica una colta e raffinata digressione. La caratteristica principale del testo, a mio avviso, non è costituita dalla trattazione diacronica, dall’evoluzione storica del concetto di sobrietà, quanto dai continui e intriganti attraversamenti di ambiti molto differenti tra loro che l’autore compie per descriverci le diverse...

12.03.2017

Raffigurano o parlano? / L’immagine senza titolo

Al pari della cornice, anche il titolo rientra nella categoria delle soglie, dei dintorni dell’immagine, secondo l’accezione che gli hanno dato Gerard Genette e Jacques Derrida, che nel suo La verità in pittura le attribuisce perfino una funzione o un carattere di verità. Dal momento che l’immagine è un oggetto visibile, un artefatto volto a far vedere, per capire cosa rappresenta dovrebbe bastare il semplice atto del guardarla, ci si dovrebbe poter limitare a riconoscere e descrivere quello che mostra al nostro sguardo: in breve, essendo destinata all’occhio, dovremmo attenerci a quel che il nostro organo della visione rileva, senza cercare suggerimenti o indicazioni aggiuntive, nella fattispecie un titolo, che possa chiarire o aiutare a vedere meglio o diversamente quello che appare...

12.12.2016

I bordi dello sguardo / Velázquez: la pittura non è separabile dalla vita

La cornice, nel delimitarne il confine, separa il mondo rappresentato dal mondo reale. Racchiusa in questo recinto, quindi, l’opera cessa di far parte dell’ambiente e si isola dal mondo, proponendosi come esperienza astratta dallo spazio e dal tempo della realtà quotidiana. All’interno della sua semplice geometria, racchiude un campo di forze, i cui effetti dipendono anche dal suo orientamento nello spazio, esercitando un influsso innegabile sulla visione dell’immagine che delimita. La cornice prende attivamente parte al gioco delle forze compositive, attraendo o respingendo, schiacciando o allargando le componenti del quadro: un paesaggio collocato in un formato orizzontale si distende, una figura posta in un formato verticale si allunga. Se escludiamo i paesaggi, ove inevitabilmente...

16.12.2015

Il fondamento dell'istruzione artistica è insegnare a vedere

“Di tutte le arti quella di saper vedere è la più difficile” E. De Goncourt   Continuano in questi giorni le manifestazioni di protesta degli studenti e degli insegnanti contro le riforme della scuola secondaria approvate dal governo. Negli ultimi anni, ogni passaggio di governo ha provato a varare una propria riforma della scuola, (De Mauro, Berlinguer, Gelmini, Giannini), tutte finalizzate alla “razionalizzazione”, ovvero al taglio delle spesa e all’innovazione dell’impianto didattico, ovvero alla omogeneità e appiattimento dei molteplici percorsi scolastici. L’indirizzo più sacrificato è senz’altro quello Artistico, che ha visto perfino la scomparsa di tutte le sperimentazioni esistenti, nonch...