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Riccardo Venturi

Riccardo Venturi ha abbandonato l’Italia a fine 2002. In quanto al cervello, quello è in fuga da molto prima. Attualmente è ricercatore (“pensionnaire”) in Storia dell’arte contemporanea, XX e XXI secolo presso l’INHA (Institut national d’histoire de l’art) di Parigi https://inhaunivercity.academia.edu/riccardoventuri

15.12.2011

Rosalind Krauss. Under Blue Cup

Quello che sto per scrivere non suonerà come un’indiscrezione, perlomeno tenendo conto di quello che i lettori più affezionati di Rosalind E. Krauss – la più brillante storica e critica d’arte contemporanea americana, con un nutrito seguito anche in Italia – si raccontano a mezza bocca da dieci anni. Ma soprattutto non suonerà come un’indiscrezione per una ragione più sostanziale, che è l’oggetto principale dell’ultimissimo libro di Krauss. Procediamo per ordine: fine 1999 a Manhattan, in uno dei migliaia di taxi che sciamano a zig zag sfidando la griglia urbanistica della città, Rosalind Krauss vive un’esperienza quasi letale: la rottura di un aneurisma. Raggiunto l’Ospedale di New...

24.11.2011

Farmaggedon

Capitol Hill, Washington DC. Una jeep parcheggia di fronte a un negozio senza insegna. La conducente inforca gli occhiali da sole, apre il portabagagli, prende due grandi congelatori e scambia qualche battuta con la donna davanti al negozio che sembrava attendere la sua visita. Poi scompare dietro un cancello laterale e si dirige verso il retro dell’immobile. Al riparo da sguardi indiscreti, tira fuori dal congelatore una decina di bottiglie di plastica vuote. Riposti i refrigeratori pieni nel portabagagli, riparte accennando un saluto alla donna. Il racconto urbano di un’alcolista nell’America degli anni venti, quelli del proibizionismo? Non proprio, perché questa scena ricorre puntualmente ogni settimana in sedici siti di Washington e perché il...

11.11.2011

Surgical Commander

Da alcuni anni le domande per i concorsi universitari si sbrigano prevalentemente online, perlomeno nel mondo anglofono. Una volta spedire un’application negli Stati Uniti comportava uno spreco di soldi e carta nonché una mattinata da capelli bianchi negli uffici postali. Indimenticabili gli sguardi demoniaci degli impiegati quando varcavo la soglia dell’ufficio postale con un plico di carte a malapena trattenuto tra le braccia, ansimante perché la scadenza era alle porte. Qualcuno poi perdeva la pazienza quando m’impadronivo di ogni angolo dell’ufficio per accertarmi di avere un dossier completo: lettera di presentazione, curriculum, progetto di ricerca, bibliografia indicativa, calendario delle attività da svolgere, nota di spese...

04.11.2011

Tannhaüser, pittore modernista

Esco dall’Opéra Bastille di Parigi dopo aver visto e sentito il Tannhäuser di Richard Wagner con la regia di Robert Carsen, una ripresa della rappresentazione del 2007, interrotta allora da una serie di scioperi del personale tecnico. Per alcuni giorni i motivi wagneriani interferiscono con i miei pensieri finché, abbassatasi la marea emotiva, resta a galla una domanda assai meno seducente, una domanda sul destino del modernismo. Provo a riformularla così: se dovessi individuare un emblema del modernismo nel campo delle arti visive, non esiterei un attimo a indicare il quadro da cavalletto. Se dovessi però specificare l’arco storico in cui s’inscrive questo emblema, non avrei altro che risposte balbettanti quando non contraddittorie...

12.09.2011

The Space Between. Gordon Matta-Clark e le Twin Towers

Una foto in bianco e nero, di piccolo formato (25,4 x 20,3 cm), stampata in venti copie, intitolata Anarchitecture: The Space Between o anche Untitled (Anarchitecture). La foto è anonima, ma non vi è alcun bisogno di didascalie: si tratta delle Twin Towers prima dell’11 settembre 2001. La foto risale al 1974 – appena un anno dopo l’inaugurazione del World Trade Center – quando viene esposta a 112 Green Street, uno spazio alternativo di SoHo, in occasione della mostra inaugurale del gruppo Anarchitecture. In opposizione alla politica autorale delle grandi opere architettoniche che ridisegnavano all’epoca l’orizzonte di Manhattan, come il World Trade Center di Minoru Yamasaki, Anarchitecture promuoveva l’anonimato della fotografia....

16.08.2011

Alle colonne d'Ercole funambolo sul filo del tempo

Per una volta, vorresti camminare in equilibrio su una corda tesa. Tuttavia, tra suolo ed etere non cogli, come i funamboli, la bellezza piena del vuoto ma solo la voragine che si spalanca sotto la funesta fune. Vai a Tarifa. Attraversa la città vecchia, familiarizzando con i colori e gli odori andalusi, e dirigiti verso il porto. L’isola de las Palomas è poco distante, collegata alla terraferma da una striscia di terra tra gli scogli. La strada è anonima e dimessa, come ne hai viste tante sui lungomare. Non andare oltre: tutto è a portata di sguardo. Sulla destra la Playa de los Lances, sulla sinistra la Playa Chica. La prima bagnata da un mare in burrasca, la seconda una distesa di mare liscio; la prima afflitta da un vento di levante, la seconda...