Signore e signori
Luca Scarlini

Luca Scarlini, saggista, performer, drammaturgo, occasionalmente cantante. Tra i suoi ultimi libri Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), Sacre sfilate (Guanda). lavora tra teatro e performance in Italia e in altri paesi, negli ultimi tempi in specie in Belgio.

05.12.2011

Maria Tasinato

Santiago di Compostela è lontana dall’Appennino tosco-emiliano, soprattutto se il viaggio si fa a piedi, per centinaia e centinaia di chilometri, rispettando i ritmi ondivaghi, eppure precisissimi, del cammino francese. Una strada che è nel mito ormai e che del paesaggio sempre teneva conto, per dare al pellegrino riposo e sollievo, nel tempo in cui chi camminava compiva il proprio itinerario ad Deum. Maria Tasinato ha compiuto la scorsa estate il suo sogno di recuperare quel passo antico, quell’andatura filosofante, quel peripatetico discorrere con sé. Fino a tempi recenti la sua abituale scena era Padova, dove nelle aule fruste del Liviano ha per lungo tempo fatto proseliti discettando della “velenosa bellezza” (questo il titolo di un suo...

25.11.2011

Glamour

C’era una volta il glamour come mistero, irraggiungibile perfezione della couture più perfetta, della più mirabile rifinitura di dettagli. Adrian vestiva Greta Garbo in un tripudio di bianchi ne La signora delle Camelie e inventava un impossibile look da commissaria politica chic in Ninotchka di Ernst Lubitsch, mentre Travis Banton moltiplicava i pizzi e i lazzi per le sue strepitose creazioni per Marlene Dietrich.   Gli anni ottanta fanno piazza pulita della allure e la sostituiscono con la citazione, il gioco dei contrari, la giustapposizione di modelli e materiali in una definizione sempre più decisamente pret-à-porter delle produzioni. Le grandi star diventano immagini su una tshirt, secondo il modello lanciato a metà anni settanta...

29.09.2011

Alessandro Mari

Alessandro Mari vive in incognito, come un personaggio di Thomas Pynchon, a cui ha dedicato non per caso la sua tesi di laurea. Prima di esordire con quello che per l’ennesima volta con la consueta fantasia i giornali hanno indicato come romanzo-rivelazione, Troppo umana speranza, saga della difficoltosa costruzione di identità del Risorgimento italiano, si dedicava alla nobile (quanto diffusa, anche se di rado ammessa) arte del ghostwriting, scrivendo per interposta persona, per soddisfare personalità diverse tra loro, ma tutte accomunate da una stessa brama: la pubblicazione. Come se fosse una trama parallela del delizioso incanto apocalittico de L’incanto del lotto 49, le storie si dipanano, secondo i desideri di terzi, nel momento in cui il fantasma con la...

19.07.2011

Daniela Dal Cin

Oltre un ventennio fa, nel 1987, uno spettacolo portò l’attenzione su una compagnia torinese di fresca formazione, dal nome curioso, al limite dell’impronunciabile: Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa. Il lavoro in scena aveva a che vedere con il capolavoro di Jean Genet e si chiamava Le serve: una danza di guerra, di cui firmava la regia Marco Isidori. Spiccava la presenza angolosa, quasi sinistra, di Maria Luisa Abate, volto simbolico di questa esperienza. Alla fine della rappresentazione, in un teatro fiorentino da lungo tempo passato a repertorio più leggero, si notava una signora bionda, minuta, come una figurina di un libro di fiabe inglese di fine Ottocento, che sovrintendeva allo smontaggio. I suoi gesti erano calibrati, rituali: eppure stabilivano...

26.05.2011

Luisa Cortesi

Qualche anno fa in uno spazio alla periferia di San Paolo del Brasile Luisa Cortesi provava una sua composizione, realizzata insieme al pittore Massimo Barzagli. Il titolo, Fiorile, è la denominazione che nella Rivoluzione Francese indicava un periodo tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. La scena, bianca, con fiori sparsi dappertutto e tracce di colore; la musica, unica, ossessiva, reiterata, White Rabbit dei Jefferson Airplane. La canzone parla di Alice e delle sue efficacissime pillole psichedeliche, di una visione della realtà che passa soprattutto attraverso la metamorfosi, il cambiamento radicale. In scena, un’azione puntigliosa, giocata spesso su movimenti minimi, su accenni di identità possibili, su trame subito sfumate. Il corpo, nudo o...

15.03.2011

Nicola Guiducci

La prima volta che ho sentito la voce di Nicola Guiducci era in una cassettina registrata, piena di musiche strane, divertenti, messe insieme secondo un criterio personalissimo, degno di un capriccio del Guardi, con prospettive sonore personalissime, apparentemente sbilenche eppure coerentissime. Quella era solo una delle migliaia di compilation che nel tempo ha dato a me come a tutte le altre persone che hanno attraversato il suo itinerario, facendo ballare in vari paesi al loro ritmo. La presentazione era avvenuta per via di un’amica, Carla Chiti, pistoiese come lui, che si occupa da sempre di musiche radicali ed eccentriche. Forse il ritratto più vero che si può trovare rimane quello di una capacità notevole di mischiare ambienti e persone, di far...