Subcontinente. Ritratti indiani
Luca Cerizza

Luca Cerizza (Milano 1969) è critico, storico dell’arte e curatore. Vive a Berlino e Mumbai. È autore della monografia Alighiero Boetti. Mappa (Afterall, Londra 2008 / Electa, Milano 2009) e di L'uccello e la piuma. La questione della leggerezza nell’arte italiana (Et al. Edizioni, Milano 2010). Ha curato l’antologia dei testi critici di Tommaso Trini di prossima uscita per Johan & Levi, Milano. Per diversi anni ha collaborato con la rivista d’arte Frieze ed è stato contributing editor di Kaleidoscope. Attualmente tiene una rubrica sul sito Art Agenda. Cerizza insegna Museologia al Biennio Specialistico della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti, Milano).

10.04.2016

India divisa / Nominare e orientarsi: Shilpa Gupta

Al lettore di mappe l’India si dà chiaramente. Scorri il dito su un mappamondo (esistono ancora?), su un atlante (qualcuno li consulta ancora?), o sul tuo telefono intelligente e la vedi subito: una forma triangolare quasi perfetta che emerge dall’oceano e si stacca dalla terraferma. Un po’ come l’Italia, il subcontinente indiano sembra definito chiaramente dai suoi confini naturali. I problemi semmai vengono quando si guarda la sua mappa politica. Se provate a scontornare i suoi confini dal contesto, se guardate alla sola silhouette che ne ricaverete, quella forma che sembrava chiaramente definita mostra qualche linea più tortuosa, come se la geometria che ci appariva inizialmente euclidea si sia frammentata, originando profili più complessi. Queste linee rizomatiche che si sviluppano...

12.02.2016

Scrivere (pericolosamente) in India: Govind Pansare e altri

Uno degli edifici più iconici di Mumbai è la stazione ferroviaria centrale. Crocevia quotidiano di un numero impressionante di persone, crocevia di un numero imprecisato di stili architettonici, pastiche di neo-gotico, indo-veneziano e moresco, trionfo rigogliosamente flamboyant di cupole e guglie, la stazione è stata progettata da Frederick Williams Stevens, architetto inglese in vena di assimilazione stilistica, ed è il risultato estremo di quello stile ibridamente revivalista che è uno dei caratteri architettonici più diffusi della Bombay della seconda metà dell’Ottocento.   La stazione è nota ai più ancora con l’acronimo VT (Victoria Terminus, ovvio retaggio della dominazione inglese), ma il suo nome...

14.01.2016

Scrivere in India

Se fossi uno scrittore, mi dico, scriverei anche in mezzo a tutto questo. Ai clacson delle macchine che combattono qualche improvvisa congestione sulla strada davanti a casa. Alla banda musicale di ragazzi e ragazze che suonano e marciano, marciano e suonano nel grande spiazzo davanti alla strada di fronte a casa. Ai ragazzi che giocano a cricket sulla stessa distesa polverosa. Alle loro urla “bbbball baaaall!” quando la palla finisce lontano. Alle urla dei venditori ambulanti di verdura. Alla vibrazione dell’aria condizionata o del ventilatore. Ai cani, ai corvi, quando cala la notte. Ai cani che rispondono ai corvi quando la notte sta per finire.   Gowalia Tank   Se fossi uno scrittore, riuscirei a scrivere pur stando al centro di una stereofonia di...

09.02.2011

Nuovi monumenti italiani

6 aprile 2009. Trema L’Aquila e crolla il suo centro storico, bellezza un po’ nascosta tra le montagne. Crollano gli edifici antichi, si sbriciolano le palazzine anni ’60, rimangono in piedi i soli palazzi fascisti. 2 novembre 2010. Buona parte del Veneto è sommerso da una grande alluvione. Forza della natura o incuria ambientale? Troppa natura o troppa civiltà? 6 novembre 2010. Crolla una parte della Casa dei Gladiatori di Pompei, vestigia arcinota in tutto il mondo. La pioggia le è stata fatale. Qualche giorno dopo, ancora uno smottamento. I ministri si difendono, l’opposizione protesta, i benpensanti s’indignano. “Il nostro patrimonio culturale! La nostra Storia!” Il Belpaese si sbriciola, si sfalda, va in rovina. Come la faccia del suo Primo Ministro, l’Italia crolla sotto l’...