Sugo
Maurizio Sentieri

Maurizio Sentieri vive tra la Liguria di Ponente e l’Appennino Tosco Emiliano. Ha pubblicato diversi libri di storia e antropologia dell’alimentazione – I semi dell’Eldorado (Dedalo 1992), Cibo e ambrosia (Dedalo 1994), L’orto ritrovato (Sagep 1993) e un romanzo, L’odore del tempo (De Ferrari 2008). Nutrizionista, è ideatore e curatore della Banca delle Tradizioni (De Ferrari 2009), ricerca e raccolta di antichi saperi alimentari.

08.01.2015

Fragilità del paesaggio ligure

In questi mesi la parola fragile ha echeggiato a lungo per indicare la precarietà del territorio del nostro paese e di quello ligure in particolare. Una precarietà ormai data per scontata ad ogni pioggia intensa, precarietà peraltro destinata a precipitare a valle per le eterne leggi della gravità che alla lunga tutto deve azzerare...   Sui teleschermi di un'importante televisione regionale mi sono trovato nei giorni scorsi invitato per presentare Vivere di Gusto una manifestazione di cultura alimentare quest'anno arricchita della presenza di Marino Niola, Giuseppe Conte, Giovanni Lindo Ferretti, gli ultimi due in particolare impegnati a raccontare aspetti legati all'ambiente e alla cultura sottesa, che fosse quella Liguria o quella della...

07.11.2014

Cibo biodinamico e cibo biologico

Tra le promesse di benessere a cui è possibile affidarsi in questo scorcio di modernità, il cibo biodinamico e quello biologico sembrano essere possibilità attraverso cui proteggersi dagli insulti di un ambiente e di un agricoltura vissuta come potenzialmente "tossica", modi di concepire il nostro rapporto con l'ambiente, punti di vista da cui guardare il mondo, almeno quello più prossimo, come in fondo sono i "pezzi di natura" che attraverso l'alimentazione diventano parte di noi stessi. Eppure la differenza tra "biodinamico e biologico" va oltre gli alimenti e le loro ancora misteriose interazioni con l'organismo – "materia alimentosa che si sustanzia nel corpo" – si poteva leggere nei testi...

11.07.2014

Il sale della terra

“Ho sempre rispettato troppo e il vino e il dolore per non evitare di mescolarli. Se ho avuto dell’indulgenza verso l’alcool, è sempre stato per il motivo opposto: sentendomi felice, per esserlo ancora di più; per abbandonarmi tutto alla felicità.”   Nella lingua netta e essenziale di Mario Soldati – in grado spesso di far intravedere la luce che era sempre stata nelle cose – si coglie una delle verità elementari del nostro rapporto con il vino, ovvero la sua affinità con la gioia, con sensazioni distanti anni luce dagli effetti ansiolitici, soporiferi e narcotici degli alcolici e dei bevitori.   "Il vino è la poesia della terra" è stato poi un motto dello stesso autore che...

17.05.2014

Dopo Vinitaly

Chi per la prima volta si recasse a Vinitaly, anche senza uno specifico interesse per il prodotto come bagaglio di viaggio, non potrebbe evitare di essere coinvolto suo malgrado in una serie di impressioni forti, contrastanti, talvolta sorprendenti, mai banali.   A cominciare dai numeri, circa 155000 visitatori nei primi tre giorni, più di quattromila espositori distribuiti in una quindicina di padiglioni/aree espositive collocate su una vasta superficie fieristica. Dei visitatori circa un terzo sono buyers, il resto professionisti dell'enogastronomia, amatori, semplici consumatori, curiosi. Tutte le regioni italiane a vocazione enologica rappresentate, un padiglione per vini di provenienza straniera, una larga oasi per vini biologici e biodinamici.   Ancora...

12.03.2014

Da Caravaggio a Masterchef

Cosa ci sia dietro l'interesse generale e diffuso per il cibo che sembra aver pervaso tutte le società occidentali è domanda che meriterebbe attenzione ancor prima che possibili risposte. Serge Latouche – l'economista e filosofo sostenitore della decrescita economica e tra i massimi fustigatori del presente modello di sviluppo e dello stesso concetto di sviluppo – ci direbbe probabilmente del peso che la pubblicità riveste nella nostra società e della sua capacità nel generare bisogni e conseguentemente consumi. Sì, consumi, perché l'interesse verso il cibo prima ancora che il cibo, sembra diventato un consumo fine a se stesso.   Certamente negli ultimi anni l'alimentazione è diventata qualcosa di...

06.01.2014

Lindo Ferretti e Davide Dall'Osso

Una mostra in un piccolo paese dell'alto Appennino Tosco Emiliano può essere un'anomalia ma anche un evento culturale e un'occasione di intrattenimento: tutto questo e molto altro dentro la breve estate della montagna. Una stagione questa, oggi consumata tra fiere e sagre per villeggianti e (pochi) residenti, fino a ieri teatro di un pullulare di vita, da maggio fino a settembre, prima di un'altra esistenza verso i pascoli della Toscana e della Pianura Padana. Una mostra peraltro limitata, ma non occasionale e perfettamente coerente con i luoghi, e con l'originalità della collocazione. Certamente originale solo se si pensa in termini "urbani", solo se si considera una mostra come esposizione di oggetti o elementi artistici, rappresentazione...