Sugo
Maurizio Sentieri

Maurizio Sentieri vive tra la Liguria di Ponente e l’Appennino Tosco Emiliano. Ha pubblicato diversi libri di storia e antropologia dell’alimentazione – I semi dell’Eldorado (Dedalo 1992), Cibo e ambrosia (Dedalo 1994), L’orto ritrovato (Sagep 1993) e un romanzo, L’odore del tempo (De Ferrari 2008). Nutrizionista, è ideatore e curatore della Banca delle Tradizioni (De Ferrari 2009), ricerca e raccolta di antichi saperi alimentari.

31.05.2013

Schopenhauer a digiuno

Esattamente duecento anni fa Arthur Schopenhauer scrisse e pubblicò Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente. Un piccolo testo, ma anche le basi essenziali del pensiero che avrebbe definitivamente preso forma ne Il mondo come volontà di rappresentazione e che avrebbe modificato per sempre il modo con cui guardare alla filosofia.   Una filosofia in qualche modo rivoluzionaria quella di Schopenhauer, perché segnava l'irruzione di un nuovo "attore" nell'eterno confronto tra la realtà sensibile e la conoscenza: vale a dire la volontà. Volontà intesa come energia, come forza cieca che muove tutta la natura e noi stessi, impulso presente in ogni cosa e che attraversa l'esistenza, altro e ben diverso...

12.04.2013

Il disagio di riconoscersi carnivori

Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle, deve essere un pericolo... È la frase di Emil Cioran che appare anche nella homepage di Liberos, il progetto recentemente vincitore del premio Che fare. Non un caso, perché frase tra le più adatte tra quelle che si possono scegliere per dare un senso alla parola quando questa diventa condivisa in una comunità di lettori, così come, soprattutto, quando un libro, riuscito, rinnova la misteriosa alchimia tra scrivere e leggere, il patto non scritto tra autore e lettore.   La stessa sensazione di frugare come disturbo fisico può valere ugualmente per una fotografia, un quadro, il passaggio di un film, persino un documentario. Accade quando parole o immagini, come un brusio, parlano...

31.01.2013

Luigi Veronelli: festeggiare la vita

Capita di osservare come uomini nati nella seconda metà degli anni ‘20 - anno più anno meno - abbiano avuto frequentemente vite eccezionali, spese agli onori della cronaca come in esistenze apparentemente comuni, ma sempre dentro il recinto di affetti mai banali, all’interno di importanti contorni professionali. Personalità complesse negli interessi, nel dipanarsi delle attività e delle iniziative, nello studio e nella ricerca, nelle inquietudini, nei risultati raggiunti, nella fame di vita... Se così fosse, al di fuori di ogni casualità potrebbe esserci fors’anche un elemento in grado di accomunarli, di dare loro una sorta di humus condiviso. Almeno in Europa occidentale, si trattava di uomini giovani abbastanza per...

21.12.2012

Panettone e dintorni

Chi ha avuto in sorte di vivere qualche pezzo d’infanzia negli anni 60 ha forse potuto percepire il fascino di un’epoca di passaggio e, con il passar degli anni, qualcosa che lentamente diventava la consapevolezza di aver attraversato frammenti di due vite diverse. La prima ancora radicata nelle consuetudini del passato e nelle tradizioni di un’Italia agraria e contadina - atmosfere che grazie ai genitori e ai nonni si riuscivano a percepire anche in città; l’altra più o meno decisamente affacciata ad una modernità che si annunciava con le sue molteplici lusinghe, comodità diffuse e facili consumi, elettrodomestici e caldi appartamenti, cinema e televisione, luci e supermercati, scale mobili come gioco di pomeriggi in centro, viatico...

11.12.2012

Turismo di comunità

Un campo pianeggiante in montagna è eccezione e anomalia geografica, rarità che diventava fortuna per chi lo possedeva o per chi lo lavorava; un tempo qualcosa da custodire con attenzione. Un campo pari significa infatti un’esposizione alla luce più favorevole, meno fatica e soprattutto un maggior rendimento per ciò che vi viene coltivato, tanto piùquando quel campo “da sempre” è stato seminato a cereali, grano e farro in particolare. Grano e farro per la possibilità della vera farina, vale a dire il pane autentico, lontano da quello di farine di orzo o di castagne, di scandella, di segale: “farine del freddo”, della povertà, anche solo di un suo ricordo lontano…Pani lontani nel tempo, lontani...

04.12.2012

La Grande Mela ovvero junk food, fame e...

Le immagini dello sciopero dei lavoratori delle grandi catene di fast food sono arrivate attraverso internet nella prima mattinata del 30 novembre. Durante la giornata gli schermi televisivi hanno via via evidenziato la portata della protesta ma soprattutto amplificato il valore simbolico ed emotivo di qualcosa che non era descrivibile solo in termini di rivendicazioni salariali, di giusta protesta sociale, né per l’eccezionalità di un evento che precedentemente non aveva mai visto la possibilità di azione sindacale in quel settore.   Quello che colpiva da questa sponda dell’Atlantico - e in particolare dalla sua “periferia mediterranea” - era non solo che fosse una protesta per la sopravvivenza (poco più di 8 dollari all...