Schede primarie

Visti e scritti
Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna, nato a Bagheria, in Sicilia, ha iniziato negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d'origine; da questo lavoro è nato anche un libro scritto con Leonardo Sciascia sulle feste religiose. Trasferitosi per qualche tempo a Parigi, è passato poi a reportages all'estero e dal 1982 è entrato a far parte della della Magnum Photo. Fotografo tra i più versatili, ha lavorato per la moda, la pubblicità e il reportage.

04.01.2016

Gabriele Basilico

Due anni dalla morte di Gabriele mi sembrano ancora troppo pochi per potere parlare del fotografo in una prospettiva storica. Ci manca ancora troppo l’uomo, prevale il sentimento dell’assenza. O per meglio dire ci manca la sua presenza. Inoltre, io non sono un critico: faccio il fotografo. Un fotografo che parla delle immagini di un altro fotografo inevitabilmente verifica le proprie ed è a partire dalla propria pratica che si confronta con quelle dell’altro. Se poi l’altro fotografo è, è stato, anche un amico, con le fotografie dell’amico si confronta e si specchia, si scontra anche, cerca di comprendere se stesso e l’altro in ciò che li unisce e in ciò che li separa. Se ne difende mentre se ne lascia influenzare....

23.10.2014

Il dolore vissuto

Si può non essere interessati e preda di compassione di fronte all'oceano di dolore nel quale affoga il tempo che viviamo e nel quale da sempre affoga la coscienza degli uomini che in mezzo al dolore hanno vissuto e vivono?   * Io sono fotografo. O almeno, lo faccio da cinquant'anni. Nel tempo e con la vecchiaia ho visto crescermi dentro la necessità di esprimere in quello che faccio, anche con parole, dentro una letteratura ibrida di immagini e parole, ma anche di sole parole o di immagini senza parole, il mio rapporto di complicata relazione con la realtà e con me stesso. Ci ho costruito delle cose: libri, mostre, testi. Contraddittoriamente e caoticamente. In un paio di mostre, per esempio, c'erano capitoli che si intitolavano: La...

21.02.2014

Federico Campbell, Mexico City 1991

Federico Campbell è messicano. Ma è anche un  uomo e uno scrittore cosmopolita, come quasi tutti gli scrittori latinoamericani.   Alla fine degli anni sessanta si trovava a Barcellona, in Spagna, mentre ancora ferocemente sopravviveva Francisco Franco. Frequentava un gruppo di giovani scrittori arrabbiati e pieni di talento. Non avevano ancora pubblicato quasi nulla. Nel 1971 Federico li raccontò in un libro, Infame Turba , erano Vazquez Montalban, Juan Marsè, Biedma, e molti altri che sareb;ero diventati i protagonisti della letteratura della nuova Spagna postfranchista.   Federico sente l’odore della qualità lontano un miglio. È lui che ha fatto conoscere in Messico e fatto scoprire a tanti scrittori latinoamericani...

21.10.2013

Milano chiude Spazio Forma

Con una conferenza stampa del suo presidente, Roberto Koch, è arrivata la peggiore delle notizie, forse da sempre, per la cultura fotografica milanese e italiana: la chiusura di Spazio Forma.   La peggiore notizia perché la vicenda di questo luogo, che giustamente è stato definito Casa della fotografia italiana, è stata di gran lunga la più straordinariamente positiva, anche questa da sempre, per questo importante linguaggio della modernità.   In soli nove anni, attraverso una straordinaria attività di mostre, comunicazione, incontri, iniziative didattiche, e basta per averne conferma visitare la mostra ricapitolativa che è stata allestita, Spazio Forma è diventato un formidabile, direi imprescindibile...

26.02.2013

Jorge Luis Borges, Palermo, 1984

A Palermo. Non, però, nell’ormai irriconoscibile quartiere bonearense di Palermo dove Borges nacque  e ha vissuto, ma in Sicilia, dove lo scrittore si era recato per ricevere un premio e per compiere un viaggio in un luogo per lui così ricco di memorie letterarie e di echi spirituali. Incontro Borges sulla terrazza del suo albergo davanti a un nitido mare. La giornata è radiosa. Lui sembrava bere quella particolare fragranza dell’aria, diceva di sentire che il cielo doveva essere azzurrissimo. Si volse verso il sole, la cui luce ignorava, ma di cui sentiva il calore, e cominciò a declamare: “Dolce color d’oriental zaffiro... Dante, Purgatorio, canto primo”, precisò con un sorriso timido. Il suo amato Dante. La...

14.02.2013

Gabriele Basilico à bord de mer

Chissà se Gabriele Basilico amava andare per mare. E chissà perché, in questo momento, dopo che da pochi minuti ho saputo della morte di Gabriele, mi scopro dentro questa domanda assurda come un tormentone assurdo.     Forse perché subito mi ha assalito il film, tra le tante, delle sue immagini, che amo molto, di Bords de mer, di porti, di navi che fanno dialogare le loro forme con le architetture delle città che le accolgono. Ha detto più volte che poteva trascorrere ore ad incantarsi di queste meravigliose relazioni. O forse perché tra i luoghi comuni della morte c’è quello di immaginarla come un salpare verso il riposante nulla del mare infinito.     Sono siciliano, con la morte ho...

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