Speciale: Atlante Occidentale

Sogno

In una delle ultime puntate della seconda serie del Trono di Spade, uno dei rappresentanti dei Tredici, associazione di potenti mercanti della favolosa città di Qarth, fiorente porto commerciale oltre la Desolazione Rossa, dice alla Regina dei Draghi che no, non l’aiuterà, non le offrirà una delle sue navi affinché lei possa solcare il Mare Stretto e andare a riprendersi il trono usurpato che le spetta di diritto, perché lui è un commerciante, e basa i suoi affari sul calcolo delle probabilità e non sui sogni o sulle speranze. In effetti, non ha tutti i torti, la “politica dei sogni” è pericolosissima, fanno comodo, i sogni, alle promesse elettorali che già si sa non potranno mai essere mantenute. Eppure, lo stesso, è un peccato. I sogni dovrebbero essere la base sulla quale costruire la realtà. Fino a quando la parola ‘sogno’ non è stata usurpata e banalizzata dai venditori di fumo, è stata il fuoco attorno al quale si sono radunati milioni di persone che hanno provato a condividerlo.   Illustrazione di Karen Lynch. Il sogno della sinistra era quello di una società più giusta, nella quale i diritti di tutti avessero pari valore e dignità. C’è una bellissima...

Per la memoria e per il futuro / Atlante Occidentale

Ci siamo così abituati alla parola crisi e all’assenza di riferimenti in cui ci muoviamo, che forse abbiamo anche, senza troppo rendercene conto, ristretto l’orizzonte del nostro interrogarci: come in ogni stato di urgenza, in cui ad essere minacciata è la sopravvivenza stessa, ci siamo educati a rapportarci alle singole questioni emergenti, senza provare a indagare gli strati più profondi. Appare tuttavia abbastanza evidente come ogni tentativo di comprensione dell’esistente si scontri contro due difficoltà radicali: da un lato trovare le parole con cui descriverlo – cambiati totalmente i sistemi di riferimento –, dall’altro la difficoltà di reperire quelle parole che da sempre sono state alla base di una visione del mondo, di un impegno, di una battaglia: lavoro, dignità, uguaglianza, sviluppo sostenibile, compassione, educazione, gratuità, dono. Mancano le parole – il senso oggi di quelle parole – che sono necessarie per dire il mondo, per dire un certo mondo, quello che fatichiamo a reperire. Non si tratta solo di “sciatteria linguistica” o “semplificazione”: il linguaggio non è mera descrizione, crea piuttosto la possibilità di un dire diverso. Se assistiamo a tale...