Speciale: Atlante Occidentale

Atlante occidentale / Emancipazione

Poche settimane fa, ascoltando Radio Radicale, mi sono imbattuto in un’intervista a Fausto Bertinotti che esponeva le sue attuali idee – radicalissime – sul futuro della sinistra. Confermando le convinzioni maturate negli ultimi anni, il già segretario di Rifondazione ha ripetuto che è inutile cercar di tirare qualche filo rimasto impigliato nella storia del movimento operaio novecentesco: il ciclo aperto dalla rivoluzione d’ottobre, che da noi ha avuto gli effetti più rilevanti nel contributo comunista alla costituzione e nel welfare del secondo dopoguerra, è ormai chiuso per sempre. Chi prova a tornare su quei passi, non importa con quale acrobazia autocritica, viene subito intrappolato in una logica di eresie e scissioni prive del referente che dava loro un senso autenticamente drammatico.    Accanto alla sinistra legata al marxismo, Bertinotti citava con la consueta affabilità quella liberale, riconoscendone da estraneo i tratti e gli apporti più nobili; e con un certo pathos ricordava il ruolo del cattolicesimo democratico. È un quadro che fa riflettere; tanto più che a delinearlo non è un vecchio togliattiano e nemmeno, in origine, un membro della minoranza Pci, ma...

Atlante occidentale / Conservazione

Ci siamo sempre dichiarati progressisti, ma ora il cosiddetto progresso, se continua a procedere secondo gli attuali schemi del modello di sviluppo ultraliberista cino-anglosassone, sta prendendo una brutta piega. Quindi la Sinistra dovrebbe cercare di conservare le conquiste sociali del '900, conservare il ruolo centrale della politica, conservare il ruolo dell'ideologia e degli intellettuali, conservare la cultura, la bellezza, la biodiversità, le differenze, il territorio, il mare, le buone maniere, i linguaggi, i partiti veri, la memoria, gli ospedali, le scuole, le pensioni, i diritti, l'antifascismo intransigente, i ghiacciai, le melonaie, gli artigiani, i sindacati... Come? Conservando la capacità di analizzare, studiare, ricercare, elaborare una Nuova Teoria che sia in grado di interpretare e gestire il presente, senza correre dietro alla pseudomodernità. Non bastano i social, ci vogliono i socialist. 

Atlante occidentale / Estraneità

Vorrei trovare parole edificanti, quelle che sono classicamente proprie della sinistra, come Lavoro, Libertà, Giustizia; ma mi viene in mente solo “estraniare”, ed è già sintomo di disagio. Questo indica il dizionario per la voce estraniare: “Allontanare, indurre ad allontanarsi, rendere estraneo a ciò cui prima si era legati”. Circola nel corpo del paese il presentimento sempre più profondo di uno slittamento: il passaggio dalla condizione del sentirsi cittadini – condizione mai regalata, ma conquistata – a quella del sentirsi progressivamente estraniati. Stranieri in patria. Non c'è bisogno di vocabolario per definire l'attuazione di questa sensazione nel nostro quotidiano, ora che il nostro essere esautorati dalla vita pubblica è pressoché completo. Votanti o consumatori, e meglio ancora, astenuti: questi sembrano essere i ruoli cui siamo stati relegati. Se inaccettabile sarebbe l'auto assoluzione, impossibile è l'indulgenza verso la classe dirigenziale che ci ha condotto verso valori conformi a quelli degli attuali dominatori, in nome di tornaconti insostenibili. Come possiamo accettare che le masse siano diventate strumento per l'emancipazione della politica, anziché la...

Atlante occidentale / Uguaglianza

Parola dimenticata, negletta, ripudiata soprattutto da coloro che l’hanno a lungo pronunciata. Vecchio giocattolo venuto a noia. Nel mondo dell’io è assente il noi. Eppure l’uguaglianza è indissolubilmente legata alla libertà. Non c’è l’una senza l’altra. La libertà assoluta dell’individuo porta alla diseguaglianza assoluta cancellando se stessa. L’uguaglianza assoluta uccide la creatività. È la dialettica a governare il difficile equilibrio fra i due poli. Il compito della politica è usare i contrappesi per mantenere questo equilibrio. Senza uguaglianza non potrà che subentrare frustrazione, odio, violenza e autoritarismo. Sarà il caso di rimettere questa parola nel nostro vocabolario.

Atlante occidentale / Futuro

Il futuro di chi ci ha preceduto, a meno di non morire in una guerra devastante, o di finire in mezzo a un conflitto nucleare in piena Guerra Fredda, o di non cadere vittima della strategia della tensione, o di non ammalarsi, era un campo molto vasto. In qualche modo, sembrava dipendere dall'impegno personale: se lavorerò guadagnerò, se lavorerò di più e meglio guadagnerò di più, mi sposerò, comprerò una casa e vedrò crescere i miei figli, se non finiranno vittima di una siringa o dall'erba contaminata da un incidente nucleare. Andrò in pensione e mi dedicherò ai miei hobby circondato dai nipotini, sempre che non ci colpisca Al Quaeda nel frattempo, o il morbo della mucca pazza, o Unabomber. Adesso, il futuro è più o meno porsi un'asticella da superare molto vicina, diciamo, la settimana prossima. A meno che non sia la quarta settimana del mese. Allora bisogna arrivare a dopodomani. A forza di dopodomani, si può anche riuscire a vivere una vita intera. A meno che l'Isis, e Trump, e la Siria, e Putin, e gli alieni...  

Atlante occidentale / Diritto

La parola diritto deriva da directum, che come aggettivo vuol dire diretto, retto, e quindi, in senso figurativo, giusto, buono, per bene, onesto, leale, probo: sostanzialmente vuol dire procedere in una direzione regolare. Se ci mettiamo una maiuscola e lo trasformiamo in sostantivo, la parola si trasforma nel complesso delle norme poste dall’autorità sovrana che costituiscono l’ordinamento giuridico (Treccani). E allora, per quanto il contrario etimologico dell’aggettivo sia connotato negativamente (storto, sghembo, curvo e obliquo), ancor più lo è in senso figurativo (ingiusto, cattivo, perfido, sleale). Non c’è dubbio che, rispetto a questo concetto di Diritto, si sia tentati di simpatizzare con i devianti dalle regole (im)poste dall’autorità sovrana: basti pensare alla figura di Antigone che privilegia le norme non scritte e indistruttibili dettate dalla natura e dalla propria coscienza (nel suo caso anche dalle leggi divine) alle leggi dell’uomo.   Ma se lo decliniamo al plurale, ci imbattiamo in prerogative, opportunità, facoltà garantite dall’ordinamento a ciascuna persona, persino nei confronti dell’autorità...