Speciale: Fotografia europea

Archivi di domani / Ricorda il tuo futuro

L’esperienza ci induce a pensare che passato e futuro siano differenti e che le cause precedano gli effetti. Il passato quindi non possiamo cambiarlo e il futuro è legato allo spazio aperto delle possibilità, all’incertezza, alla sorpresa, o all’azione del destino. Il flusso della memoria universale, però, certe volte giunge a suggestionare le menti degli individui meno anestetizzati con nuovi dubbi, inedite questioni, o ulteriori intuizioni. Parafrasando un frammento del filosofo presocratico Anassimandro immaginiamo che passato e futuro si trasformino l’uno nell’altro secondo necessità “e che si rendano giustizia secondo l’ordine del tempo”.   Ma Einstein ci ha insegnato che esistono innumerevoli tempi diversi, uno per ogni punto dello spazio, che le cose evolvono in tempi locali, e che i tempi locali evolvono uno rispetto all’altro, come in una rete di eventi che si influenzano vicendevolmente. Come si fa a creare un archivio utile e credibile quando si è sottoposti a questi spostamenti continui tra molti tempi e spazi diversi?   Proviamo anche a pensare come archiviare le zone vuote, quelle indefinibili, e a immaginare che siano accadute o che avverranno. Ci...

Matosinhos / Gabriele Basilico e Álvaro Siza

La luce ci pone al cospetto del suo essere un concetto margine, perfino archetipo della marginalità. Tendiamo perlopiù a considerarla come una polarità, un estremo positivo, una condizione di presenza, di scena, di vita. Ma, a ben vedere, se è vero che non potremmo concepirne l’idea senza il suo contrario, dobbiamo convincerci che luce e ombra siano solo alcuni dei nomi di questo confine, di questo gradiente continuamente attraversato dalle cose e dal nostro sguardo su di esse. Anche foto-grafia non sarebbe scrittura di alcunché, senza il contrasto essenziale che la luce si porta addosso naturalmente. Del resto, un’esclusiva di luce brucia la foto, la rende illeggibile, cieca per eccesso di visibilità, e acceca anche i nostri, di occhi, come accade ai protagonisti di Cecità di José Saramago, afflitti da una vista interamente bianca. Da un portoghese a un altro, Álvaro Siza, arriviamo attraverso il fotografo che del doppio taglio dell’arma luminosa faceva il proprio strumento forse più affilato: Gabriele Basilico. Dobbiamo immaginare i due amici passeggiare a pochi chilometri da Porto, nella cittadina originaria di Siza, Matosinhos, e scambiarsi pensieri accomunati da qualcosa di...

A Reggio Emilia la storia di Un paese / Strand e Zavattini: Italia mia

Giugno 1955, sede romana dell’Einaudi, conferenza stampa per la presentazione di un libro; sono presenti Giulio Einaudi, Italo Calvino, allora redattore, e l’autore, Cesare Zavattini; o meglio, uno dei due autori, perché si presenta Un paese, un “libro-film” (così viene descritto in quella sede), con fotografie di Paul Strand. Sulla “Stampa” del giorno seguente, l’inviato sostiene che più che una conferenza stampa si era trattato del “maggiore avvenimento mondano e culturale insieme di questa estate romana già soffocante a metà giugno”. In un primo tempo, Zavattini racconta il fallimento del suo progetto di un film dal titolo “Italia mia”, poi spiega che il progetto si era trasformato in una collana di libri, che manteneva però questo titolo: “un titolo – disse lo scrittore e sceneggiatore emiliano – che vuole essere un grido di fede”. A questo punto vengono descritte le linee della nuova collana Einaudi: “una guida fotografica che mostrasse lati di quell’Italia minore da molti a torto trascurata”. Interviene ancora Zavattini: “Spero che il turista quando si metterà in viaggio per il nostro bel Paese dia un’occhiata a questi libri. Vi troverà pochi monumenti, ma parecchi uomini,...

Joan Fontcuberta / Les nouveaux encyclopédistes

La tentazione di rileggere, raccogliere e conservare l’intera vastità della conoscenza è senza ombra di dubbio originaria ed essenziale dell’animo umano, e si alimenta della consapevolezza dell’impossibilità di raggiungere tale assoluto. Tuttavia, tra i tentativi di trovare una formula che riepiloghi e raccolga tutta la storia del sapere umano, l’esperimento dell’Encyclopédie ha certamente segnato una pietra miliare cui, dalla metà del XVIII secolo, l’intera cultura si riferisce. Essa veniva alla luce per proporsi quale opera utopistica che scardinasse le radicate manipolazioni del potere – religioso ma non solo – e insegnasse ad applicare al processo della conoscenza il criterio dichiarato dal proprio sottotitolo: il dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers doveva essere, appunto, “ragionato”, frutto della qualità umana denominata “ragione”.   Se quei 27 tomi innalzarono un faro dal magma indistinto dei saperi e illuminarono il futuro alla luce di un passato finalmente ripulito da valori superstiziosi, intolleranti e arbitrariamente gerarchici, ciò che non potevano assolutamente prevedere era come, nell’arco di un paio di secoli, lo stesso criterio della...

Moira Ricci a Fotografia Europea / Diavolo mietitore o extraterrestre?

Tra la realtà e la fiction si insidiano immagini, storie e ricordi, che inducono interpretazioni e credenze, o sospetti e vacillamenti della credulità. Oggi si tende a pensare che il diavolo sia molto abile a usare Photoshop e postproduzione, e che agendo direttamente dentro la vita si insinui nella percezione dei mortali, così che le persone confondano spesso la finzione o l’inganno con la verità. Come dentro a un racconto borgesiano: accadono fatti, avvengono incontri, e si è talmente portati dalla narrazione seducente che alla fine non si è più sicuri di cosa sia più vero e convincente, se l’immedesimazione nel racconto o il quotidiano vissuto giorno per giorno. Il documento fotografico o video testimonia veramente un fatto accaduto? È più vera la realtà o ciò che si è immaginato come vero e poi riprodotto? Forse dipende da quanto una e l’altro influiscono nelle scelte di ogni individuo.    Moira Ricci, Dove il cielo è più vicino, Il diavolo mietitore, 2014, courtesy Laveronica contemporary art gallery. Nel frontespizio di The moving devil, un pamphlet del 1678, il demonio è descritto mentre realizza due ovali concentrici in un campo, adagiando a terra le spighe...

A Reggio Emilia «Dedicato a Gianni Celati» / Mondonuovo

  Oggi e domani a Reggio Emilia «Dedicato a Gianni Celati»: due giorni di incontri in occasione dell'uscita del Meridiano Mondadori.