Speciale: Marxiana

L'ideologia

Il fatto è dunque il seguente: individui determinati che svolgono un'attività produttiva secondo un modo determinato entrano in questi determinati rapporti sociali e politici. In ogni singolo caso l'osservazione empirica deve mostrare empiricamente e senza alcuna mistificazione e speculazione il legame fra l'organizzazione sociale e politica e la produzione. L'organizzazione sociale e lo Stato risultano costantemente dal processo della vita di individui determinati; ma di questi individui, non quali possono apparire nella rappresentazione propria o altrui, bensì quali sono realmente, cioè come operano e producono materialmente, e dunque agiscono fra limiti, presupposti e condizioni materiali determinate e indipendenti dal loro arbitrio.   La produzione delle idee, delle rappresentazioni, della coscienza, è in primo luogo direttamente intrecciata all’attività materiale e alle relazioni materiali degli uomini, linguaggio della vita reale. Le rappresentazioni e i pensieri, lo scambio spirituale degli uomini appaiono qui ancora come emanazione diretta del loro comportamento materiale. Ciò vale allo stesso...

La proprietà privata

Abbiamo preso le mosse da un fatto dell'economia politica, dall'estraniazione dell'operaio e della sua produzione. Abbiamo espresso il concetto di questo fatto: il lavoro estraniato, alienato. Abbiamo analizzato questo concetto e quindi abbiamo analizzato semplicemente un fatto dell'economia politica. Ora, proseguendo, vediamo come il concetto del lavoro estraniato, alienato, debba esprimersi e rappresentarsi nella realtà.   Se il prodotto del lavoro mi è estraneo, mi sta di fronte come una potenza estranea, a chi mai appartiene? Se un'attività che è mia non appartiene a me, ed è un'attività altrui, un'attività coatta, a chi mai appartiene? Ad un essere diverso da me. Ma chi è questo essere? Son forse gli dèi? Certamente, in antico non soltanto la produzione principale, come quella dei templi, ecc. in Egitto, in India, nel Messico, appare eseguita al servizio degli dèi, ma agli dèi appartiene anche lo stesso prodotto. Soltanto che gli dèi non furono mai essi stessi i soli padroni. E neppure la natura. Quale contraddizione mai sarebbe se, quanto più col...

La superstizione politica

Per parlare con precisione e nel significato prosaico, i membri della società civile non sono atomi. La proprietà caratteristica dell’atomo consiste nel non avere alcuna proprietà e perciò nessuna relazione, condizionata mediante la sua propria necessità naturale, con altri esseri fuori di esso. L’atomo è privo di bisogni, autosufficiente; il mondo fuori di esso è il vuoto assoluto, cioè questo mondo è privo di contenuto, di significato, di espressione, proprio perché l'atomo possiede in se stesso tutta la pienezza. L’individuo egoistico della società civile si può gonfiare, nella sua rappresentazione non sensibile e nella sua astrazione non vivente, fino a diventare l’atomo, cioè un’essenza irrelata, autosufficiente, priva di bisogni, assolutamente piena, beata. La realtà sensibile, non beata, non si preoccupa dell'immaginazione dell’individuo; ciascuno dei sensi di lui lo costringe a credere all’essere del mondo e degli individui fuori di lui, ed anche il suo stomaco profano gli ricorda quotidianamente che il mondo fuori di lui non...

L’imitatio Christi dell’oro

Consideriamo ora per un momento la merce in riposo oro, la quale è denaro, nel suo rapporto con le altre merci. Tutte le merci rappresentano nei loro prezzi una determinata somma d'oro, sono dunque soltanto oro rappresentato o denaro rappresentato, sono rappresentanti dell'oro, come, viceversa, nel segno di valore il denaro era apparso come semplice rappresentante dei prezzi delle merci.   Siccome in tal modo tutte le merci sono soltanto denaro rappresentato, il denaro è l'unica merce reale. In contrapposizione a tutte le merci che sono soltanto una rappresentazione dell'esistenza autonoma del valore di scambio, del lavoro sociale generale, della ricchezza astratta, l'oro è l'esistenza materiale della ricchezza astratta.   Dal lato del valore d'uso ogni merce esprime solo un elemento della ricchezza materiale mediante la sua relazione con un particolare bisogno, esprime un lato puramente isolato della ricchezza. Ma il denaro soddisfa ogni bisogno in quanto è direttamente trasformabile nell'oggetto di ogni bisogno. Il suo valore d'uso è realizzato nella serie infinita dei valori d'uso che...

Ideologia biblica del lavoro

Lavorerai col sudore della tua fronte! Fu la maledizione che Jehova scagliò ad Adamo. E così, come maledizione, Adam Smith considera il lavoro. Il «riposo» figura come lo stato adeguato, che si identifica con la «libertà» e la «felicità». Il pensiero che l’individuo «nel suo normale stato di salute, attività, abilità e destrezza» abbia anche bisogno di una normale posizione di lavoro, e di eliminare il riposo, sembra non sfiorare nemmeno la mente di Adam Smith. Senza dubbio la misura del lavoro si presenta come un dato esterno, che riguarda lo scopo da raggiungere e gli ostacoli che per raggiungerlo debbono essere superati mediante il lavoro. Ma che questo dover superare ostacoli sia in sé una manifestazione di libertà – e che inoltre gli scopi esterni vengano sfrondati dalla parvenza della pura necessità naturale esterna, e siano posti come scopi che l’individuo stesso pone – ossia come realizzazione di sé, oggettivazione del soggetto, e perciò come libertà reale, la cui azione è appunto il lavoro: questo, Adam Smith...

Il denaro dissacra la religione

Se il denaro è l’equivalente generale, il potere di acquisto generale, tutto si può comprare, tutto si può trasformare in denaro. Ma può essere trasformato in denaro solo in quanto viene alienato, in quanto il possessore se ne priva. Ogni cosa dunque è alienabile, o indifferente per l’individuo, esterna a lui. I cosiddetti possessi inalienabili, eterni, e i corrispondenti rapporti di proprietà fissi, immobili, crollano dunque quando compare il denaro. Inoltre, poiché il denaro esiste come tale soltanto nella circolazione, e a sua volta si scambia con godimenti ecc. – con valori, i quali in fondo possono risolversi tutti in godimenti puramente individuali –, ogni cosa ha valore solo nella misura in cui esiste per l’individuo. Il valore autonomo delle cose, al di fuori di quello che consiste semplicemente nel loro essere per un altro, nella loro relatività, nella loro scambiabilità, il valore assoluto di tutte le cose e di tutti i rapporti viene con ciò dissolto. Tutto viene sacrificato al godimento egoistico. Giacché, come tutto si può alienare per denaro, tutto si pu...