Speciale: Sala insegnanti

Classi. La diseguaglianza nella scuola

Lo scorso 14 gennaio, quasi allo spirare dei diciotto mesi previsti dalla legge 107/15, sono state approvate in prima lettura dal Consiglio dei Ministri otto delle nove deleghe previste dai commi 180 e 181. La recente messa a punto del governo è l'occasione per discutere due importanti libri usciti nell’ultimo periodo che, da angolature differenti ma complementari, pongono con forza il tema disuguaglianza all’interno dei sistemi educativi. Il primo, Questioni di classe (di G. Maria Cavaletto, A. Luciano, M. Olagnero, R. Ricucci, Rosenberg & Sellier, 2015) articola otto «discorsi sulla scuola», otto capitoli in cui si analizza quanto il sistema dell’istruzione secondaria continui a riprodurre disuguaglianze originate dalla diversità del contesto familiare: il grande disegno della modernità scolastica consistente nel «sostituire i meccanismi ascrittivi della riproduzione sociale per far prevalere i meccanismi acquisitivi» (p. 187), in modo da garantire una reale eguaglianza delle opportunità educative base per la costruzione di un progetto di vita realmente autonomo segna un arretramento di significative proporzioni. Il secondo, di Marco Romito, Una scuola di...

L’università è la neoscuola primaria / La Carica dei Seicento

Quel 25 ottobre del 1854, i seicento cavalieri della Brigata leggera inglese s’avanzarono lentamente verso la valle che li avrebbe visti poco dopo lanciarsi in una carica suicida contro le batterie di cannoni russi. Scorgendoli in movimento, i comandanti russi supposero, sul principio, che gli inglesi fossero ubriachi. L’azione pareva e fu in realtà insensata: intorno, sulle alture, altri cannoni russi e truppe pronte a intervenire. Ma gli inglesi non erano ubriachi e la stupida carica prese origine, poi si seppe, da ruggini e malintesi nella loro catena di comando. Fu, durante la Guerra di Crimea, un momento memorabile della battaglia di Balaclava. La Carica dei seicento fu scriteriata ma divenne la più celebre di tutti i tempi: così va il mondo.   Non passerà certo alla storia la carica con cui seicento docenti d’università (ma non solo, anche noti e note intellettuali) si sono di recente gettati con impeto e sprezzo del pericolo (e, forse, del ridicolo) nella valle di lacrime delle manchevolezze dei loro discenti quanto a ortografia e composizione di testi a uso accademico. Per carità di patria, resta un dubbio sullo stato di lucidità di protagonisti e protagoniste di...

Due insegnanti replicano ai professori universitari / Non sanno

Non sanno niente Andrea Giardina   “Non sanno niente”. Chi frequenta le malinconiose aule scolastiche sa che l’espressione è probabilmente la più ricorrente tra gli insegnanti. Una parola d’ordine, quasi un refrain, recitato talvolta con sofferta pietà nei confronti delle misera insipienza, talaltra con acrimonia appena rattenuta verso i guasti dei tempi e, in aggiunta, con un certo sottile compiacimento per la certezza di non essere parte della volgare schiera. Ma l’accusa di ignoranza crassa ricorre soprattutto in una circostanza. Si tratta di quella dolente fase d’avvio del percorso scolastico che, complici le ineffabili imprecisioni del sistema, si protrae almeno fino a Natale.   È questo il momento in cui i Consigli di classe si compattano per esprimere gli esiti dei test d’ingresso, da cui risulta, invariabilmente, la seguente trafila: chi ha fatto ingresso nella scuola secondaria di secondo grado dà l’impressione di avere abissali lacune, chi si iscrive alla scuola secondaria di primo grado sembra non essere mai stato scolarizzato. In qualche occasione, per personale esperienza, mi è occorso di sentire maestre della scuola primaria rivolgere le medesime accuse...

Libera dalla misura / Scuola. Valutazione, meritocrazia e premialità

La riflessione sulla competizione di Beatrice Bonato, insegnante di scuola superiore e studiosa di filosofia, tocca tutti gli aspetti della realtà sociale: Sospendere la competizione, 2015 discute la presenza costante e inavvertita degli elementi agonici della sfida, del merito, della valutazione nelle trame sottili dei discorsi che orientano le nostre vite. La logica della competizione – guerra, sport, politica, mercato e su tutto educazione – è infatti stata naturalizzata ed ha assunto il ruolo di forza dinamica biologica fino a diventare un potente meccanismo di produzione di soggettività, che determina condotte individuali all'interno di scenari considerati socialmente desiderabili.  L’ideologia della valutazione oggi dominante è infatti strutturata come insieme di pratiche “di sapere e potere” e trova nelle società contemporanee applicazioni sempre più pervasive e diffuse: si vuole rispecchiamento oggettivo della realtà ma è piuttosto (secondo la definizione datane da Valeria Pinto) «uno strumento informativo-operativo» che «crea le realtà limitate che di volta in volta valuta (ossia indirizza, modifica, determina)». È dunque un dispositivo governamentale in senso...

Dai confini dell'impero / Un liceo torinese tra Settanta e Ottanta

Recentemente il Liceo Marie Curie di Grugliasco, alle porte di Torino, ha festeggiato i quarant'anni di attività. Quello che segue è la versione ridotta e riadattata del testo di un intervento di un docente e poi preside della scuola, che ha ricostruito i primi anni dell'istituto: uno scorcio di storia e termomentro della trasformazione, in un momento cruciale di passaggio e nel pieno sviluppo della scolarizzazione di massa, vista attraverso gli occhi di una comunità educante.   Quella di oggi è un’occasione significativa per ricordare i quarant’anni del Liceo Curie e dare inizio a un nuovo istituto, nato dall’unione del Curie con l’adiacente istituto Vittorini, che già aveva assorbito l’istituto Castellamonte. E ora si può dire che il Curie sia “uno e trino” e che ancora più di ieri il Liceo Curie o Curie-Vittorini sia oggi un istituto d’istruzione secondaria pluriindirizzo, aperto al territorio, con il settore economico, il settore tecnologico, il liceo scientifico, il liceo linguistico, il liceo delle scienze umane, mentre del nucleo originario, il liceo scientifico, resta in vita una parte e con dei corsi incompleti.  Il Curie fu istituito e vide la luce nel 1976...

La scuola, le api e le formiche / Salviamo la scuola dalle ossessioni normative

Sul terreno scolastico si misura la qualità di una classe dirigente. Tale assunto informa il libro di Walter Tocci La scuola, le api e le formiche, che ha il merito di restituire la politicità dell’intervento normativo noto come la Buona Scuola, non limitandosi esclusivamente ad una puntuale analisi critica ma facendone un «caso di studio circa l’inefficace riformismo italiano» (Introduzione, p. X), incapace di proporre una visione della scuola italiana dei prossimi vent’anni, a partire da una solida ed effettuale comprensione degli errori dei precedenti interventi riformatori elaborati in viale Trastevere. Ne emerge un discorso sistemico, articolato in cinque capitoli, che intreccia diagnosi sullo stato dell’istruzione italiana e riflessione sulla necessaria opera di ricodificazione dei saperi alla luce di quella rivoluzione cognitiva operata dalle tecnologie informatiche. L’alleanza (in senso weberiano) strategica tra scuola e Stato che ha caratterizzato la conquista dell’alfabeto per larghe fasce di popolazione nel Novecento ha smesso di funzionare: prima che «da destra se ne tragga occasione per liquidare l’istruzione pubblica, bisogna ripensarla da sinistra per il secolo che...