AUTORI
Anita Romanello
30.11.2017

Performance perfette senza imbarazzi / Forse domani mi innamoro

I siti di incontri non mi hanno mai convinta, ho sempre pensato che togliessero spontaneità all’incontro tra due persone. Fino a qualche anno fa ricordo che gli amici che usavano Tinder per “rimorchiare” lo dicevano sottovoce, come fosse un segreto, una specie di vergognosa confessione. Oggi i siti di incontri spopolano, sono la normalità anche tra i giovani. Stasera esco con un “tinder” è una frase che si ripete. Tinder è un’applicazione che si scarica sul telefonino, con l’indice si sfogliano i profili degli iscritti all’app. Ognuno si presenta nella sua veste migliore. Gli uomini hanno la singolare abitudine di auto-fotografarsi al volante con gli occhiali da sole. L’indice scorre frenetico e curioso sullo schermo, le facce che non piacciono finiscono, sempre con un agile mossa dell’...

19.06.2016

Una mostra a Venaria / Steve McCurry

Le fotografie di Steve McCurry meritano di essere osservate più e più volte. Può  sembrare banale, ma invogliano al viaggio, alla scoperta di culture lontane, visi, espressioni, abitudini per noi incomprensibili. C’è un prezioso pezzo di mondo all’interno delle sue mostre e raccolte fotografiche. Un regalo, una concessione (a tratti quasi istruttiva), che permette di scaraventare a migliaia di chilometri anche chi non si potrà mai permettere (o a cui mancherà la voglia) di spingersi oltre la propria realtà. La mostra organizzata alla Reggia di Venaria (attiva dal 1 aprile al 25 settembre 2016) merita decisamente una visita. Ben congegnata, appaga il visitatore con una vastissima quantità di foto (oltre le duecentocinquanta per la precisione) organizzate senza un ordine rigido, cosa...

19.03.2016

Paura di scegliere

“Le rispondo che cerco di scrivere delle storie vere, ma, a un certo punto, la storia diventa insopportabile proprio per la sua verità e allora sono costretto a cambiarla. Le dico che cerco di raccontare la mia storia, ma che non ci riesco, non ne ho il coraggio, mi fa troppo male. Allora abbellisco tutto e descrivo le cose non come sono accadute, ma come avrei voluto che accadessero. Dice: -Sì. Certe volte sono più tristi del più triste dei libri. Dico: -Proprio così. Un libro, per triste che sia, non può essere triste come una vita.”   Questo breve dialogo è tratto da La trilogia della città di K, capolavoro della scrittrice ungherese Agota Kristof, romanzo che vede protagonista la finzione letteraria, unico vero mezzo per evadere dall’intrinseco e imprescindibile dolore dell’...

12.03.2016

L'ultimo pane. Estratto del documentario

‘L’ultimo pane’ è stato girato nel 2000 a Gavorrano, un piccolo comune toscano in provincia di Grosseto. Protagonista di questo documentario è la più importante miniera di pirite d’Europa, che dal 1898 agli anni ’80 del ‘900 caratterizzò l'economia di questo territorio. La miniera di Gavorrano era sotto il monopolio della Montecatini, celebre colosso industriale d’Italia. La società intuì sin da subito che gli innumerevoli giacimenti di pirite del grossetano avrebbero acquistato un’importanza strategica a livello economico. Da questo minerale si produce infatti l’acido solforico, che a quei tempi rappresentava l’elemento di base di tutta l’industria chimica.  L’intera economia e la vita del paese si resse per anni sulla Montecatini che per la popolazione, come raccontano...

18.10.2015

Confusione

È difficile saper raccontare la contemporaneità. Balzac l’‘800 lo aveva descritto con monumentali cicli di narrazioni. La chiave del contemporaneo era nel milieu. Se si pensa al celebre Père Goriot non potrà non tornare alla mente l’acuta osservazione di Erich Auerbach sull’interrelazione tra Madame Vaquer e la sua sudicia pensione. Secondo il noto studioso infatti: “toute sa personne explique la pension, comme la pension implique sa personne”. Il mondo con i suoi “tipi umani” si rispecchia nell’ambiente in un gioco di complementarietà con cui Balzac rese esaustivamente esplorabile anche il più inaccessibile fenomeno della sua epoca. Anche oggi c’è chi tenta di dare voce al contemporaneo. Sono scomparsi i progetti enciclopedici, epici, le cosiddette opere mondo e sono apparsi invece...

27.06.2015

Donne inadeguate

Dietro la storia de Le piene di grazia (Rizzoli 2015) sembra di cogliere gli echi delle molte donne vittime di violenza. È un grido forte, ma composto. Il silenzio delle pinete e il frinire delle cicale nascondono un terribile segreto, ma il suono dei lamenti risulta ovattato dalla bellezza del paesaggio, da una piccola comunità apparentemente integra e inoffensiva. Ritornano in mente i lucenti campi di grano tra i quali era imprigionato il bambino-ostaggio del celebre Io non ho paura di Niccolò Ammaniti. L’ambientazione del romanzo infatti rassicura e spaventa contemporaneamente; è lo specchio di un' Italia del sud chiassosa e stereotipata che preferisce celare i suoi soprusi nel silenzio dell’omertà.   La realtà tratteggiata dall'autrice da una parte si rivela una piacevole...