AUTORI
Anita Romanello
23.05.2018

Arlene Heyman, psicanalista newyorkese / Il buon vecchio sesso fa paura

Matt è malato di leucemia, a uno stadio terminale. Pesa pochi chili e prova dolore a ogni movimento, a ogni boccone o sorsata d’acqua. Sua moglie Ann lo assiste e lo accompagna nella sua malattia. Lo ama anche normalmente però, come una moglie ama il marito in un matrimonio che funziona negli anni. Nonostante la malattia, l’ospedale, la maschera e i camici di carta (Matt è immunodepresso) Matt e Ann teneramente, ma non privi di reciproco e acceso desiderio, a volte fanno l’amore. Un giorno Lucinda, la ex compagna di Matt, con la quale l’uomo ha mantenuto ottimi rapporti, fa un salto in reparto per fare visita al malato. Lucinda è una strepitosa ballerina nera, – Ann la vede per prima. Avanza decisa nel corridoio d’ospedale in un abito vermiglio attillato, che svasa all’altezza delle cosce...

30.11.2017

Performance perfette senza imbarazzi / Forse domani mi innamoro

I siti di incontri non mi hanno mai convinta, ho sempre pensato che togliessero spontaneità all’incontro tra due persone. Fino a qualche anno fa ricordo che gli amici che usavano Tinder per “rimorchiare” lo dicevano sottovoce, come fosse un segreto, una specie di vergognosa confessione. Oggi i siti di incontri spopolano, sono la normalità anche tra i giovani. Stasera esco con un “tinder” è una frase che si ripete. Tinder è un’applicazione che si scarica sul telefonino, con l’indice si sfogliano i profili degli iscritti all’app. Ognuno si presenta nella sua veste migliore. Gli uomini hanno la singolare abitudine di auto-fotografarsi al volante con gli occhiali da sole. L’indice scorre frenetico e curioso sullo schermo, le facce che non piacciono finiscono, sempre con un agile mossa dell’...

19.06.2016

Una mostra a Venaria / Steve McCurry

Le fotografie di Steve McCurry meritano di essere osservate più e più volte. Può  sembrare banale, ma invogliano al viaggio, alla scoperta di culture lontane, visi, espressioni, abitudini per noi incomprensibili. C’è un prezioso pezzo di mondo all’interno delle sue mostre e raccolte fotografiche. Un regalo, una concessione (a tratti quasi istruttiva), che permette di scaraventare a migliaia di chilometri anche chi non si potrà mai permettere (o a cui mancherà la voglia) di spingersi oltre la propria realtà. La mostra organizzata alla Reggia di Venaria (attiva dal 1 aprile al 25 settembre 2016) merita decisamente una visita. Ben congegnata, appaga il visitatore con una vastissima quantità di foto (oltre le duecentocinquanta per la precisione) organizzate senza un ordine rigido, cosa...

19.03.2016

Paura di scegliere

“Le rispondo che cerco di scrivere delle storie vere, ma, a un certo punto, la storia diventa insopportabile proprio per la sua verità e allora sono costretto a cambiarla. Le dico che cerco di raccontare la mia storia, ma che non ci riesco, non ne ho il coraggio, mi fa troppo male. Allora abbellisco tutto e descrivo le cose non come sono accadute, ma come avrei voluto che accadessero. Dice: -Sì. Certe volte sono più tristi del più triste dei libri. Dico: -Proprio così. Un libro, per triste che sia, non può essere triste come una vita.”   Questo breve dialogo è tratto da La trilogia della città di K, capolavoro della scrittrice ungherese Agota Kristof, romanzo che vede protagonista la finzione letteraria, unico vero mezzo per evadere dall’intrinseco e imprescindibile dolore dell’...

12.03.2016

L'ultimo pane. Estratto del documentario

‘L’ultimo pane’ è stato girato nel 2000 a Gavorrano, un piccolo comune toscano in provincia di Grosseto. Protagonista di questo documentario è la più importante miniera di pirite d’Europa, che dal 1898 agli anni ’80 del ‘900 caratterizzò l'economia di questo territorio. La miniera di Gavorrano era sotto il monopolio della Montecatini, celebre colosso industriale d’Italia. La società intuì sin da subito che gli innumerevoli giacimenti di pirite del grossetano avrebbero acquistato un’importanza strategica a livello economico. Da questo minerale si produce infatti l’acido solforico, che a quei tempi rappresentava l’elemento di base di tutta l’industria chimica.  L’intera economia e la vita del paese si resse per anni sulla Montecatini che per la popolazione, come raccontano diverse...

18.10.2015

Confusione

È difficile saper raccontare la contemporaneità. Balzac l’‘800 lo aveva descritto con monumentali cicli di narrazioni. La chiave del contemporaneo era nel milieu. Se si pensa al celebre Père Goriot non potrà non tornare alla mente l’acuta osservazione di Erich Auerbach sull’interrelazione tra Madame Vaquer e la sua sudicia pensione. Secondo il noto studioso infatti: “toute sa personne explique la pension, comme la pension implique sa personne”. Il mondo con i suoi “tipi umani” si rispecchia nell’ambiente in un gioco di complementarietà con cui Balzac rese esaustivamente esplorabile anche il più inaccessibile fenomeno della sua epoca. Anche oggi c’è chi tenta di dare voce al contemporaneo. Sono scomparsi i progetti enciclopedici, epici, le cosiddette opere mondo e sono apparsi invece...