AUTORI
Beatrice Cristalli
08.01.2017

Luigi Ananìa. Storie di volti e di parole / Abbiamo paura del tempo

«Ma dove andate se non sapete». L’impossibilità di percepire la dimensione qualitativa del kairòs intrappola l’uomo in un mondo destrutturato, un «marasma generale» appesantito da una confusione di immagini e parole intercambiabili che sfuggono al senso. Il loro flusso, tuttavia, non può arrestarsi. I segni di questa «contesa con il vuoto» nemmeno nella reiterazione ossessiva che Luigi Ananìa trascina nelle sue Storie di volti e di parole ‒ mani in preda a tic nervosi, chiome scompigliate nel panico psicotico dei corpi, teste che pulsano e si ingrandiscono ‒ riescono a riproporre la traccia di un ordine.   Tre, nella raccolta di racconti, sono i percorsi che disvelano, a detta di Silverio Novelli (Prefazione) «una tormentata ricerca del senso del fare e dell’amare che sbocca nel...