AUTORI
Daniela Voso
05.05.2018

Presso il sito archeologico dell'Acquedotto Augusteo del Serino, Napoli / Arturo Hernández Alcázar per Underneath the arches

In una intricata rete di cunicoli sotterranei si posa la storia Napoli. Dalle tracce di epoca ellenistica ai rifugi antiaereo, quelle strade nascoste custodiscono gli strati del tempo. Non monumenti, ma tracce di vita, usi e abitudini. In pratica tutto ciò che si oppone al non luogo del white cube. Il cubo bianco, contenitore e sede espositiva privilegiata per decenni per la sua totale assenza di caratteristiche che possano distogliere l’attenzione dall’opera. Per alcuni artisti non esporre nel non-luogo del white cube può essere problematico, per altri una sfida. A maggior ragione quando si tratta di confrontarsi con qualcosa che porta dietro di sé una storia. Ognuno la risolve diversamente, fino a volte a inglobare lo spazio all’interno del proprio lavoro.   È il caso dell’opera di...

16.04.2018

Indagine sulle Terre estreme / RamDom e LaStation. L’arte volano del territorio

Chiunque si sia mai imbattuto per la prima volta in una cartografia storica si è trovato di fronte a una rappresentazione delle terre emerse rovesciata rispetto a quella che conosceva meglio e si sarebbe aspettato. Questo perché, vero che sembra banale dirlo, ma anche la cartografia come ogni narrazione è soggetta alle centralità politiche e culturali del momento. Per secoli, infatti, la posizione sulla mappa sottolineava il peso simbolico e pertanto luoghi come Gerusalemme che per secoli si è trovata al centro dell’Orbis Terrae. Allo sbilanciamento delle coordinate cardinali, corrisponde il ribaltamento dei continenti per cui l’Asia spicca sugli altri, distinguendosi come l’area più estesa e occupando l’intero emiciclo superiore del cerchio, mentre Europa e Africa sono appaiate in basso...

12.05.2017

Alessandra Acocella. Avanguardia diffusa / Se l’avanguardia incontra il popolo

È il 1968. Ketty La Rocca realizza l’opera Segnaletiche, una composizione di segnali stradali con su scritto: “Il senso di responsabilità”, “Io tu e le rose”, “Amava molto gli animali”. Di queste la prima ha la freccia verso sinistra ed è in cima, le seguenti con la freccia nella direzione opposta e cioè verso destra. Anche senza soffermarsi sulle citazioni o sui contenuti veicolati, in quest’opera sono presenti i temi dell’estetica del tempo: la coincidenza di testo e immagine, l’impiego di oggetti d’uso comune decontestualizzati, ma soprattutto il riferimento a una dimensione esterna all’arte e ai suoi luoghi. In primo luogo, l’immagine fonda il suo impianto visivo su una grafica verbale (o verbo-visiva per usare un tecnicismo). Quindi, la segnaletica stradale diventa supporto materiale...

04.02.2017

Gianfranco Baruchello / Una pecora per entrare nel gregge

Una delle domande che viene spontaneo porsi nell’osservare la carriera di un artista come Gianfranco Baruchello è: «Chi abbiamo veramente di fronte a noi?» La sua opera ci pone davanti un’immagine caleidoscopica in cui è difficile distinguere la figura dell’artista da quella dell’imprenditore. Il manager dal regista. Chi è Gianfranco Baruchello? Toscano di nascita e con formazione giuridico-economica, inizia la sua carriera come dirigente aziendale. Ruolo esercitato almeno fino alla metà degli anni Cinquanta quando, trentenne, lascia progressivamente spazio alla sua inclinazione creativa. Ha inizio così la sua seconda vita, prima di una serie di svolte decisive che segneranno anche le tappe della sua carriera artistica. La biografia di Baruchello è infatti un camaleontico e invidiabile...

30.09.2016

Premio MAXXI / La giovane arte italiana in concorso

A quindici anni dalla sua prima volta, si è inaugurata ieri l’ottava edizione del premio per la giovane arte italiana, dal 2014 Premio MAXXI. In ogni edizione si assiste a un confronto tra artisti invitati a produrre un’opera per l’occasione, che diventa termometro e finestra privilegiata sulla scena artistica italiana più giovane. Quattro gli artisti selezionati per il 2016: Zapruder film makers group, con l’opera Zeus Machine, Adelita Husni-Bey con La Luna in folle, Ludovica Carbotta con Monowe (the city museum) e Riccardo Arena con Orient 1 – Everlasting Sea. Dal primo all’ultimo, in ordine di esposizione, hanno ragionato sullo spazio circostante integrandovi al suo interno la propria opera, ognuno con la propria cifra linguistica e proseguendo percorsi di ricerca già avviati. La...

25.04.2016

Roma: Accademia reale di Spagna / Auditorium Parco della Musica / Muntadas. Un catalano a Roma

L’incontro tra sfera pubblica e privata all’interno di una cornice sociale letta e interpretata attraverso i media contemporanei è da sempre uno degli argomenti centrali della poetica visiva di Antoni Muntadas. Quello tra i due poli è un confine da lungo tempo frammentato e pieno di smagliature. Le incursioni del pubblico nel privato e l’esibizione del privato nel pubblico sono il perno della versione social dell’esistenza. L’artista spagnolo è stato di recente a Roma come ospite del Media Art Festival per il quale, oltre ad aver tenuto una lecture al MAXXI, ha realizzato una mostra presso l’Accademia reale di Spagna, visitabile fino al 15 maggio, e ha realizzato un intervento nel Sound Corner dell’Auditorium Parco della Musica, a cura di Anna Cestelli Guidi in corso fino al 30 aprile....