AUTORI
Marco Aime
07.02.2018

Religione e politica / Amselle. Islamici africani

Se c’è un autore che riesce sempre a far riflettere su temi, che spesso appaiono scontati, questo è Jean-Loup Amselle. Mantenendo dritta la barra del timone lungo una rotta che era già chiara fin dai suoi primi lavori di carattere africanista, Amselle ha sempre navigato contro le onde del pensiero comune sul quale spesso ci piace adagiarci. E di luoghi comuni l’Africa è stata infestata, soprattutto a causa della narrazione, quasi sempre occidentale, che è stata fatta di questo continente. Partendo da una triste attualità, quella del jihadismo in Africa occidentale, l’antropologo francese opera un’analisi storico-antropologica per dimostrarci come questo fenomeno abbia radici antiche, a dispetto della narrazione, piuttosto diffusa anche in ambienti accademici specializzati, che esista solo...

18.05.2017

La condanna della Corte di Cassazione / Valori occidentali?

Integrazione. Questa è la parola chiave, usata troppo spesso, senza che ci si renda pienamente conto del suo significato reale. Il verbo “integrare” significa, nella sua accezione principale, «rendere integro o intero». Integrare significa quindi rendere un qualcosa di diverso conforme all’intero, renderlo simile. Un’operazione del genere si fonda però su di un presupposto ineluttabile: deve esistere un intero. Se voglio integrare, devo prima avere un integro di riferimento. Integro è un aggettivo che si associa a qualcosa di completo, intatto. Questo significa che, quando a proposito di stranieri, parliamo di integrazione, partiamo da un assunto fondamentale: la nostra società, la nostra comunità è un intero, è intatta, un unicum in cui tutti condividono gli stessi valori, rispettano...

14.05.2017

Il nuovo libro di Franco La Cecla / Elogio dell’Occidente

Franco La Cecla ama provocare e spesso lo fa in modo intelligente e originale. Lo aveva già fatto in Contro l’architettura, lui, architetto di formazione, scagliandosi contro le cosiddette “archistar”. Questa volta il percorso controcorrente lo ha portato a criticare le critiche che spesso vengono mosse, proprio dagli occidentali, e in particolare dagli antropologi, categoria di cui l’autore fa parte, all’Occidente stesso. Una delle caratteristiche del sapere antropologico è di fondarsi su un approccio relativistico, che non solo ha portato a dare pari dignità a tutte le culture espresse dalle diverse società umane, ma che spesso ha messo sotto accusa l’etnocentrismo e in particolare quello occidentale.   Pur non essendo una specificità dell’Occidente, l’etnocentrismo di questa parte...

02.05.2017

Non ci sono più gli anziani di una volta / Invecchiano solo gli altri

Avrà pur avuto ragione Sant’Agostino a dire di non saper spiegare cosa sia il tempo, concetto quanto mai sfuggente, che sembra materializzarsi solo quando, noi umani, tentiamo di dargli una struttura per nostro uso e consumo. Ma al di là delle speculazioni filosofiche, il modo più evidente in cui noi percepiamo il tempo sono le trasformazioni del nostro corpo e della nostra mente. Un processo biologico diverso per ogni individuo, con scarti più o meno ampi, ma inesorabile e irreversibile. “I capelli bianchi dicono: siamo venuti per restare’” recita un proverbio africano: nonostante le innumerevoli pratiche estetiche, psicologiche e lessicali messe in atto da molti nostri contemporanei per celare questo processo, l’invecchiare rimane un dato di fatto ineludibile.   L’età, e il tempo,...

07.04.2017

Fotografie e proverbi / Afriche immagini e voci

È in corso fino al 9 aprile al Palazzo Ducale una mostra di parole e immagini, che presenta con circa 70 fotografie in bianco e nero, scattate dall’antropologo Marco Aime durante i suoi numerosi viaggi in Mali, Ghana, Benin, Malawi, Tanzania, Congo e Algeria, le molteplici anime dell’Africa.   Dopo Dio c'è il seno. Ad ogni foto è collegato un proverbio che, come dice l’autore “è sintesi, è una formula verbale che può risolvere una discussione oppure servire da monito, richiamandosi alla consuetudine… In Africa gli anziani parlano spesso per proverbi, soprattutto in contesti collettivi, quando la parola assume una valenza importante”.   L’occhio dello straniero vede solo ciò che già conosce. Questa mostra risulta essere una lettura visiva dell’Africa e delle sue molteplici...

26.12.2016

Un antropologo nella Val di Susa / No tav. Fuori dal tunnel

Ormai fanno parte del paesaggio. Che si imbocchi la SS 24 sul lato settentrionale della valle o che si percorra la SS 25 lungo i pendii a sud della Dora Riparia, le bandiere, le scritte, i cartelli con sopra il logo no-tav sono onnipresenti in val di Susa. Li vedi appesi ai balconi delle case, sventolare nei giardini, penzolare dai tralicci a volte grigi di smog e lacerati dal tempo. I muri della valle sono pieni di slogan e persino sull’erba del versante sud del Musiné spiccano due grandi scritte bianche, visibili anche dal fondovalle. Sono i segni e i simboli della ormai ultra ventennale lotta contro il treno ad alta velocità Fino ad alcuni anni fa parlare di val di Susa significava evocare montagne ricche di storia, celebri monasteri come l’abbazia di Novalesa o la Sacra di San Michele...