AUTORI
Livio Santoro
17.04.2018

Questo mondo e quell'altro / Mariana Enriquez: il terrore concreto degli esclusi

Siamo a cavallo tra i secoli XIX e XX quando, grazie anche a un’innegabile ispirazione europea, la paura e il perturbante riescono definitivamente ad acclimatarsi lungo le sponde del Río de la Plata per farsi sostanza tramite la penna di autori come Horacio Quiroga (uruguaiano) e Leopoldo Lugones (argentino), per citare soltanto i più “memorabili”. Da allora, Uruguay e Argentina, che in letteratura spesso corrono insieme, sono entrati a buon diritto nel novero delle patrie del terrore, dando vita a una nuova tradizione che, nonostante l’innegabile ispirazione europea di cui sopra (assai presente soprattutto tramite il modello di Edgar Allan Poe), non sembra poter essere definita come stancamente derivativa. D’altronde, in un contesto quale quello rioplatense, in cui il fantastico è...

14.12.2016

Volodine e i ritualismi del post-apocalisse / Il nostro immane fallimento collettivo

Circondati dal ripetitivo clamore di un desolante immaginario post-apocalittico, noi abitanti di questo tratto di tempo siamo un pubblico di lettori e spettatori ormai avvezzo ai plurimi disastri di tutte quelle narrazioni, escatologiche o simil tali, vocate tendenzialmente a svelare la futura e a quanto pare inevitabile disfatta dell’intrapresa umana sulla Terra. Narrazioni generate da numerosi autori più o meno apprezzati che hanno immaginato come potrebbe essere il mondo una volta che i foschi presagi dell’annichilimento globale saranno diventati realtà. Tra questi autori è senza dubbio possibile annoverare l’ombroso franco-russo Antoine Volodine, tradotto inizialmente in italiano dalla casa editrice fiorentina Clichy, che nel 2013 ha dato alle stampe il romanzo travestito da raccolta...

12.10.2016

Il classico di Jules Verne / Il giro del mondo in ottanta giorni

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Com’è piccolo il mondo! Dappertutto connesso! Scattanti locomotive e audaci bastimenti, ramificate strade di ferro e lunghi tragitti di pietra: meravigliose, formidabili sono le tecnologie della mobilità che ci permettono di raggiungere qualsiasi posto dell’Orbe in un solo batter di ciglio, in un istante sufficiente a dire eccoci, siamo arrivati fin qui! Soltanto un ostacolo si frappone tra noi e l’altrove, ed è la volontà! Volere è potere, dunque, per chiudere il cerchio.   Chiudere il cerchio di un incipit discutibile, o anche chiudere il cerchio del mondo, calcare ogni punto adagiato sulla sua cintura per colmarne infine di orme, a furia di calpestarli...

18.04.2016

Sparajurij. Viaggiatori nel freddo / Sopravvivere all’inverno russo con la letteratura

Chi per la prima volta arriva a Mosca partendo dall’Ovest, magari dopo aver visto la Vecchia Europa scorrergli sotto nel giro di qualche ora, s’incontra d’improvviso come parte di un paesaggio che all’apparenza ha il sapore della distopia, un paesaggio in cui le regole della convivenza urbana risultano ammantate d’un vago sentore straniante incastrato all’interno di un tempo che sulle prime sembra indecifrabile e sospeso. E non soltanto, come d’immediato si direbbe, per l’alfabeto delle insegne e dei menù, o per quelle usanze diverse che più o meno sorprendono sempre il viaggiatore avido d’esotismo. Sarà forse, invece, anche per la memoria gloriosa dell’epoca dei soviet, che è ancora pietra svettante e altissima, strade larghe e statue bolscevicomorfe che guardano lontano. Sarà forse per...

14.11.2015

Borges antologista e il gioco dei sogni

Università dell’Indiana, marzo 1976. Conversando con Willis Barnstone, Jorge Luis Borges, stimolato dall’interlocutore a dar conto di quale sia per lui la differenza tra il sogno e la veglia, dichiara: «Nel caso del sogno si sa che tutto viene creato da noi stessi, mentre nello stato di veglia molte delle cose che vi accadono non vengono da voi, a meno che non crediate perdutamente nel solipsismo. […] La differenza fondamentale tra lo stato di veglia e il sonno, o il sogno, risiede nel fatto che l’esperienza onirica è qualcosa che può essere generato, creato, da noi […]. Quando si sta creando una poesia, c’è poca differenza fra essere svegli ed essere addormentati, […] è come se fossero la stessa cosa» (Jorge Luis Borges, “Quando mi sveglio”, in Conversazioni americane, trad. it. di...

04.10.2015

Roberto Arlt, figlio e padre di Buenos Aires

«Tutti i giorni, alle cinque del pomeriggio, m’imbatto in ragazze che vengono a prendere il cucito. Magre, afflosciate, sofferenti. La polvere di riso, usata come cipria, non basta a coprire il collo dove si scoprono i tendini, e tutte camminano col corpo piegato su un lato, per l’abitudine di portare sempre il pacco con l’altro braccio. E i pacchi sono grossi, pesanti: danno la sensazione di contenere piombo, stancano la mano nello sforzo. Non si tratta di sentimentalismo da quattro soldi. No. Ma più di una volta mi sono messo a pensare a queste vite così, quasi interamente dedicate al lavoro» (“La ragazza del pacco”, in Acqueforti di Buenos Aires, tr. it. di Marino Magliani e Alberto Prunetti, Del Vecchio 2014, p. 76).  ...