AUTORI
Guido Panvini
05.11.2014

Se chiudono gli archivi

Nell’Alto Medio-Evo, dopo le invasioni barbariche e di fronte al rischio di disfacimento della cultura occidentale, i monasteri benedettini divennero i più importanti centri di raccolta, conservazione e riproduzione di moltissimi testi classici, scampati, in questo modo, alla distruzione. Oggi non ci sono i barbari alle porte, ma una «crisi di proporzioni inedite e di portata globale», come ha scritto Martha C. Nussbaum, assale la cultura umanistica, «una crisi che passa inosservata, che lavora in silenzio, come un cancro». Se è vero, dunque, che non si avvistano orde d’invasori all’orizzonte, tuttavia, i nostri monasteri – archivi e biblioteche – stanno vivendo una crisi profondissima tanto da suscitare previsioni cupe...