AUTORI
Aldo Zargani
07.02.2016

La poliomielite e il Popolo eletto

C’è oggi ancora qualcuno, molti anni dopo i vaccini Salk e Sabin, che ricordi il vecchio mondo di poveri sciancati nel quale si viveva sul finire degli anni Trenta? Compagni di scuola, amici, cugini che stavano stretti con noi arrancando verso il futuro comune.   C’erano le epidemie di poliomielite, un fatto quasi nuovo nel XX secolo che colpiva i Paesi che erano usciti dal fetore infetto di quella realtà oggi scomparsa ma rimpianta da troppi. Era successo questo: da generazioni la poliomielite, il suo virus assaliva l’umanità, ma la mancanza di igiene, i rivoli fetidi per le strade, i cibi malconservati, lo trasmettevano a tutti, che, inconsapevolmente, si vaccinavano e lasciavano in eredità gli anticorpi ai loro figli che contraevano...

10.01.2016

La luna è tramontata

Un dilettante come me al Teatro Carignano di Torino? Era un nuovo esperimento neorealista tipo “Ladri di biciclette”? E il fortunato ero io? Soldi niente. E chi mai avrebbe osato chiederne?    Era successo che qualche organo inappellabile di quelli che controllavano la democrazia di allora, aveva proibito, per motivi di ordine pubblico, o anche solo di “sgradimento”, la messa in scena, per le celebrazioni del X Anniversario della Liberazione (il 25 aprile 1955, per i giovanetti d’oggi che non lo ricordassero), di “Le notti dell’ira” di Armand Salacrou. Il guaio era che, dal cast alla scenografia, ai costumi, tutto era già stato completato dalla “Cooperativa Spettatori del Piemonte”. Mancava solo la prova...

20.12.2015

Berlinesi

Vive in tre stanze della vecchia Milano un’antica signora, alta, diafana e bella, profilo di cammeo e figura sottile. È tedesca di Berlino, ma dal 1945 si rifiuta, come mite vendetta, di parlare la sua lingua natale, pur conservando in questi lunghissimi anni una spiccata cadenza berlinese. È inflessibile, non racconta mai le sue esperienze e non vuole neppure sentir parlare della sua antica Patria. Un giorno mi fece questo strano racconto:   «Mi trovavo in villeggiatura al mare, credo fosse all’isola del Giglio, oh! Che bellissimo posto! E prendevo i pasti di fronte a un’immensa specchiera con la cornice dorata che rifletteva, inclinata, la grande sala piena di sole e signori allegri e spensierati. Ach! Purtroppo anche turisti tedeschi....

21.11.2015

Nostalgia

Nel Quarticciolo, ex-borgata romana, ex-estrema periferia, ex tutto, mancano anche le latterie, quelle con le diacce luci al neon. Però in quel luogo disperato vive una specie di mondo del futuro, civile sul serio. No, non si tratta qui della vecchia mitologia delle borgate: il mondo del futuro civile è piccolo e sta rinchiuso nella scuola “Benedetto Croce”, dove c’è dentro una strana Preside bella e allampanata, e forse un po’ malata, giovane e magra, molto ma molto pallida. È lei che ha chiesto che venisse un ebreo per raccontare ai suoi bambini le antiche tragedie “micenee” della prima metà del secolo scorso. Ed eccomi qua, al Quarticciolo, ancora una volta a fare da capra, “una capra dal viso semita…...

24.10.2015

In bilico

Il 2 gennaio 1954 mi recai al mio nuovo posto di lavoro a Torino, in via Arsenale 21, allora sede della Direzione Generale della RAI, in un palazzo di proprietà della SIP, Società Idroelettrica Piemontese maggiore azionista dell’EIAR trasformata in RAI nel 1945 e Rai Radio Televisione Italiana appunto nel 1954. Per fortuna fui assunto in un grado assai basso della carriera impiegatizia che mi mise nelle condizioni di raccogliere storie e leggende degli anni più recenti e del lontano passato. Nel 1954 era già lontano il 1945 perché, quod deus avertat, guerre e dopoguerre allargano, allungano e restringono il tempo in modo indescrivibile. Questo pertanto è un pezzo rarissimo perché non del tutto autobiografico: è un racconto di...

27.01.2015

Profumo di lago

Il mese di settembre del ’39 a Lugano, per chi non se lo ricordasse, era mite, assolato e però un po’ triste, ma non più di quanto non accada a tutti i laghi del mondo agli inizi di ogni autunno del mondo. Ma come non dire subito dell’odore di lago, anzi del profumo sottile che porta dentro di sé l’umido e le vite che ci stanno dentro. Uno strano, dolce, profumo, di quelli che non si smette di avvertire mai, anzi di sentire fin dentro i polmoni, vicino all’anima, perché non è un aroma mummificato da boccetta, ma esala da condizioni che mutano in continuazione: il mattino, la pioggia, il sole, il vento, la notte, un branco di pesciolini, le foglie morte che si sparpagliano sull’acqua, le alghe subito sotto il...