AUTORI
Matteo Bianchi
07.10.2017

Scompartimento per lettori taciturni / Il ritorno di Grazia Cherchi

Da pochi mesi è uscito un libro che fa riscoprire una grande critica letteraria del nostro Novecento. L’opera in questione è Scompartimento per lettori taciturni, raccolta di articoli e interviste di quella vulcanica donna che fu Grazia Cherchi. Oltre ad aver scoperto Alessandro Baricco, Maurizio Maggiani, Massimo Carlotto e Giulio Angioni, si cimentò anche lei nella scrittura dando alle stampe un’apprezzata raccolta di racconti dal titolo Basta poco per sentirsi soli, dove alterna ricordi di alcune sue giornate trascorse nel suo lavoro di lettrice di narrativa italiana e diversi squarci della sua vita quotidiana, e il romanzo Fatiche d’amore perdute. Purtroppo entrambe le sue fatiche narrative sono ormai introvabili, se non nella fortunata ipotesi di trovarle quasi per caso in qualche...

28.06.2016

Riti e miti del pallone / Augé e la religione del calcio

È una foto in bianco e nero: di spalle il portiere del Brasile Moacir Barbosa Nascimento in tuffo sul palo di sinistra, di fronte a lui l’attaccante dell’Uruguay Alcides Ghiggia. La palla si sta andando a insaccare dietro Barbosa, tutt’intorno gli spettatori del Maracanà. È il 16 luglio del 1950 e quella palla sancirà la vittoria dell’Uruguay, allenato da Lòpez Fontana e capitanato da Obdulio Varela, al Mondiale. La foto rende magistralmente il silenzio attonito e sbigottito dei tifosi brasiliani, convinti che il loro Brasile avrebbe vinto per la prima volta la coppa dopo esserci andato molto vicino nel 1934, e il clima surreale reso ancora più chiaro dal viso sorpreso di Ghiggia.    Poi c’è tutto quello che la foto non può dirci e che succede dopo che l’arbitro George Reader...

14.03.2015

Armando Minuz. Bosco e sangue

Davvero molto interessante l’esordio letterario di Armando Minuz (Ho portato sulle spalle mio padre), collaboratore della rivista La luna di Traverso e chitarrista nei Waldo Jeffers Quartet. È nato ai piedi delle Dolomiti, ma ormai da anni vive a Parma e proprio nella città emiliana, ma soprattutto sull’Appennino è ambientato questo racconto lungo, caratterizzato da una scrittura secca e senza orpelli.   Il protagonista è Emilio, professore di letteratura italiana presso l’Ateneo parmense, un uomo ferino che vive al limite del mondo. Il racconto comincia con un pugno che Emilio dà sul naso di un suo studente. Alla vista del sangue, che sgorga interminabile dal povero ragazzo, Emilio fugge sconvolto. Il sangue è...