AUTORI
Francesca Serra
28.08.2017

Una matita per l'estate / Simonio e Lyndiana

  Simonio era sempre stato un bambino grassoccio. Amava mangiare di tutto. All’epoca in cui visse non si parlava ancora di obesità: anzi il sovrappeso veniva esibito come un trofeo di famiglia. Ma Simonio fin da piccolo aveva dato prova di una certa oltranza in materia. Avrebbe superato tutti i suoi antenati, nella galleria di ciccioni che occupava il corridoio del piano superiore della casa. Il bisnonno che quasi non entrava nel suo gigantesco ritratto. Il nonno che si diceva fosse scoppiato come una cicala dopo un pranzo di dieci ore. Il padre che ogni mese faceva allargare i calzoni del suo guardaroba. In attesa di oltrepassare le glorie famigliari, Simonio si dava da fare cacciandosi in bocca ogni cosa che trovava in giro.   Aiutato dalla sorella Lyndiana, di pochi minuti...

07.06.2017

Poveri intellettuali / Liberi dall’ossessione di Elena Ferrante

E se Elena Ferrante fosse Stefano Jossa? Sarebbe un bel colpo di teatro. Sempre di Napoli si tratta: magari hanno giocato nello stesso giardinetto o frequentato lo stesso gelataio. Inoltre hanno una doppia consonante nel cognome. Tutti e due. Non può essere un caso: la doppia “erre” di Ferrante richiama irresistibilmente la doppia “esse” di Jossa, rimontando indietro nell’alfabeto come i salmoni che risalgono i fiumi alla rovescia. Quindi, di doppio in doppio, che ci vuole ad arrivare alla doppia vita? Durante il giorno un serio professore universitario. Durante la notte un’ambigua macchina femminile di romanzi di successo. Tutto torna.    Compresa la tentazione omicida che lega il doppio “buono” a quello “cattivo”. Come qualsiasi psicologo di provincia potrebbe infatti...

10.09.2015

Chichita Calvino. L'altra metà di Italo

Chichita Calvino è un'opera d'arte vivente. Si può stare a sentirla per ore, come ipnotizzati davanti al getto inesauribile di una cascata. Ma è un'opera d'arte di tipo particolare: di quelle che cambiano ogni giorno e non puoi sperare di portarti via impacchettata. Non puoi sperare di fermarne il flusso continuo, appendendola a una qualche parete della tua testa o della tua casa.   Quanto sia disperante per noi questa particolare forma d'arte, quanto lontana dalla nostra cultura e dalla nostra mente, ci vuole poco a capirlo. Basta andare una volta nel suo appartamento in Campo Marzio, a due passi da Montecitorio a Roma. Salire le scale, entrare nella casa che lei e il marito comprarono all’inizio degli anni Ottanta, sedersi vicino a...