Lavagna
Enrico Manera

Enrico Manera (Torino, 1973). Specializzato in Scienze della cultura e dottore di ricerca in filosofia, insegna filosofia e storia in un liceo torinese. Ha svolto coordinamento redazionale in area storico-filosofica, curato materiali per l’editoria scolastica e scrive su riviste scientifiche. I suoi interessi principali vertono sulle teorie del mito e della memoria culturale in età contemporanea e sulle intersezioni tra filosofia, antropologia e storia delle idee. http://arrigomalera.blogspot.com/

21.11.2013

Gabriele Turi. La cultura delle destre

Fino agli anni settanta un modello storiografico tendenzialmente diffuso assegnava tout court il fascismo alla sfera dell'incultura e ne sconsigliava lo studio dei presupposti ideologici; tale comprensibile  atteggiamento, da parte di chi dentro le retoriche del  fascismo era cresciuto, paradossalmente finiva per rendere con il tempo poco conosciuto il territorio mentale dei nemici della democrazia e per consegnare il discorso sul tema alle tendenze revisioniste interessate a modificare la damnatio memoriae post-bellica del fascismo o più in generale occupate a sviluppare un discorso polemico contro l'antifascismo.   Solo quando “cultura” è stata intesa in senso antropologico anche l'autorappresentazione della destra, reazionaria...

22.10.2013

Per chi suona la campanella

Seimila ore di lezione frontale, un migliaio di studenti, cinquanta collegi docenti, duecentocinquanta riunioni di vario tipo, due istituti, due classi di concorso, quattro presidi, duecento colleghi, una decina di viaggi di istruzione e altrettante uscite didattiche, dieci maturità, sei paia di occhiali, due manuali di storia e tre di filosofia (in più edizioni però), oltre duemilacinquecento compiti in classe corretti e altrettante interrogazioni orali, venti roller nere 0,3 e una decina di matite 0,5 o variamente colorate, quattro computer portatili e due fissi.   Poco più di un mese complessivo di mutua, una decina di scioperi e altrettante riunioni sindacali, tre periodi invernali di crisi profonda, qualche centinaio di sedute psicanalitiche,...

12.09.2013

La scuola raccontata dagli sciacalli

La scuola si dice in molti modi. Tra questi alcuni paiono animati dall'intento di irriderla e si servono di una stolida vacuità per minarla alla base se non distruggerla. Di questo scrive Roberto Sandrucci in La scuola sotto il genere della commedia (Ets, 2012). In oggetto è il modo in cui un immaginario sociale tardo-moderno rappresenta il proprio rapporto con le istituzioni educative che la dovrebbero innervare di significato. Sotto il genere della commedia ci si prende gioco del sistema scolastico irrigidendolo in una serie di stereotipi ed enfatizzandone alcuni aspetti; si dà così luogo a una variante della narrazione neo-conservatrice della scuola come apocalisse dell'educazione, la quale finisce per delegittimare i suoi attori, studenti e...

28.08.2013

Giovanni Leghissa. Neoliberalismo

La crisi dell'economia mondiale potrebbe avere quantomeno la funzione di creare le condizioni di attenzione per un'analisi critica dell'aspetto dogmatico assunto dall'economia come la conosciamo. Essa è nella sua struttura logica e nei quadri mentali dei suoi attori alla radice dei problemi drammatici dell'Italia e più in generale dell'area geopolitica che si vuole modello di sviluppo universale.   Tra le ricerche recenti il libro di Leghissa, Neoliberalismo. Un'introduzione critica (Mimesis, 212) filosofo nell'ateneo torinese, è un'agile e densa disamina che chiarisce le idee sulla questione fornendo una preziosa sintesi operativa, avvicinando le orbite degli studi filosofici e di quelli economici e permettendo di...

22.07.2013

Wu Ming 1, Santachiara. Point Lenana

Visivamente, mi figuro Klaus Kinski e Werner Herzog impegnati sul set di Fitzcarraldo in un corpo a corpo con la natura per dare vita a una narrazione che ha l'andatura molleggiata di un gatto, capace di verticalizzazioni impreviste e improvvise e di carezzare morbidamente come di artigliare a sangue. Penso questo in uno stato di coscienza tra il sonno e la veglia dopo una intensa giornata di presentazione di libri, oltre quattro ore, piacevolmente impegnativa. Tra questi, in particolare, Point Lenana di Wu Ming1 e Roberto Santachiara con uno dei due co-autori nella tappa torinese di un vero e proprio tour, impressionante per lunghezza, durata, intensità. Una opportunità per ragionare su diversi nodi che riguardano la narrazione, il suo ruolo pubblico, la sua...

28.06.2013

Yves Citton. Mitocrazia

Al centro del discorso sta il rapporto tra mito e politica, che è fondativo della dimensione del politico stesso e che si rivela sempre più attuale in anni di attività politica mediatizzata, spettacolare e 'liquida'. Nelle società contemporanee lo spazio pubblico è stato egemonizzato da una civiltà delle immagini di derivazione televisiva, e via via digitali, multimediali e transmediali, capace di mettere in crisi una consolidata tradizione di pensiero critico. In Italia, la cui crisi politica può essere pienamente spiegata da vent'anni di mitologia berlusconiana trionfante (farsesca versione di quella neoliberale) che hanno oscurato nel senso comune oltre cento anni di epos dell'emancipazione legata al movimento operaio...