AUTORI
Francesco Mangiapane

Francesco Mangiapane è assegnista di ricerca in Filosofia del Linguaggio (Semiotica) e dottore di ricerca in Disegno industriale, arti figurative e applicate. Si occupa di sociosemiotica della cultura e ha approfondito le questioni legate all'identità visiva e al brand, a Internet e ai social media, al cibo e all'identità culturale (media representation).
Attualmente è Collaboratore alla Comunicazione dell'Ateneo palermitano, con la responsabilità del redesign strutturale del portale www.unipa.it. Collabora alla cattedra di Semiotica dell’Università presso la quale è stato docente di Teoria e Tecniche della Promozione d'Immagine per il Corso di Laurea in Tecnica Pubblicitaria, di "Cibo e Conflitti Etnici" per il Master in Cultura e Comunicazione del Gusto - Buono da Pensare, di Semiotica per il Master in Operatore per l’Editoria. Ha insegnato inoltre Semiotica per il corso di laurea in Giornalismo presso la sede distaccata di Enna.

21.01.2014

La leggerezza della Pimpa

La Pimpa è il personaggio italiano dei cartoni animati rivolti all’infanzia per antonomasia. Nata dalla penna del grande Altan, compare nel 1975 sul Corriere dei Piccoli e da quel momento, prima con i fumetti e, successivamente (1983), con le serie tv prodotte dalla Rai, non smette di riscuotere consensi. Il successo delle sue avventure arriva fino ai giorni nostri, facendola entrare di diritto nella programmazione di Rai YoYo che, non a caso, la ripropone ininterrottamente nel palinsesto insieme a Peppa e ai Barbapapà.   La Pimpa è una cagnolina a pois rossi e abita in una casetta tranquilla insieme al suo padrone Armando. L’ambientazione casalinga è a misura di bambino. Essa è pacificata, vive un eterno presente, popolata di oggetti tanto ordinari quanto, in fin dei conti, mitici:...

05.12.2013

Nostalgia di Barbapapà

I Barbapapà, proprio come lo zucchero filato che dà loro il nome, sono vintage. Lo sono fino al midollo (ammesso che ne abbiano uno!). Sono così vintage che Roberto Vecchioni ne continua a cantare la sigla. E proprio per questo li amiamo, e amiamo il fatto che, insieme a Peppa e ai suoi amici, il palinsesto di Rai YoYo, tra gli altri, li riproponga senza sosta ai nostri bimbi. I Barbapapà sono, infatti, stati già propinati in tv a noi genitori adesso alle prese con l’educazione televisiva dei nuovi venuti. La qual cosa, a ben guardare, potrebbe essere considerata persino un vantaggio, permettendoci di capitalizzare su un inaspettato collante generazionale: “questo cartone lo guardavo anche io quand’ero piccolo!”.   Ma andiamo con ordine. I Barbapapà sono francesi (vintage!), nascono...

13.11.2013

Fenomenologia di Peppa Pig

Peppa Pig è ovunque. La serie inglese di cartoni animati per la prima infanzia ha in pochissimo tempo oscurato (letteralmente!) tutti i competitor: Barbabapà, topolini e paperini vari, i famigerati Teletubbies e perfino la sempregialla ApeMaia 3d. Veloce e inesorabile si è rivelata la trionfante scalata della serie verso l’egemonia.   I cui segni sono chiari a chiunque fra i trenta e quaranta (tq?) si ritrovi alle prese con qualche figlio piccolo: predominio assoluto sul palinsesto di Rai YoYo, saturazione di ogni interstizio commerciale della vita del moccioso telespettatore, dall’igiene intima (pannolini e mutande di Peppa Pig), alla socializzazione (zainetto, astuccio portapenne, giocattoli e peluche), alla nutrizione (merendine, patatine e perfino, ironia della sorte, il salame...

07.10.2013

Oltre i bastioni di Schengen

È davvero difficile prendere la parola in questo momento di dolore, di fronte a una sciagura come quella appena abbattutasi sull'ennesimo barcone di migranti a largo di Lampedusa. Ogni riflessione in merito non può che partire dall’ordinarietà della morte nelle acque del Mediterraneo e dalla speculare assuefazione che essa ha, più o meno consapevolmente, generato, rotta stavolta dall’enormità del numero di caduti.   Il nostro scenario così interconnesso, allora, lungi dall’assomigliare al tanto decantato villaggio globale, in cui ognuno si interessa di ognuno, si rivela arida metropoli posturbana. In cui non ci si riconosce nemmeno fra vicini di casa. Globalizzazione dell’indifferenza, l’ha chiamata, recentemente, papa Francesco.   A questo senso di estraneità (e in alcuni casi...

28.04.2013

Il mio nome è Noma

Ormai manca poco. Domani, durante la finale di “The World's 50 Best Restaurants Award”, l’imponente competizione internazionale promossa dalla rivista britannica Restaurants, verrà proclamato il “miglior ristorante del mondo” per l’anno 2013. E sarà una sorpresa, nel senso che, archiviato il periodo (2006 - 2009) di incontrastato successo di Ferran Adrià con El Bulli, volgerà al termine, anche a causa di uno scandaletto ad hoc, la lunga era del Noma di Copenhagen, vincitore dal 2010 al 2012. Così, mentre aspettiamo il nome del nuovo ristorante chiamato a portare il vessillo di eccellenza della gastronomia internazionale, è il caso di rendere conto dell’esperienza del Noma, convinti che questa stessa esperienza e il suo successo siano esemplari, segno di più ampie e profonde metamorfosi a...

06.02.2012

Trend

L’idea di trend è un perfetto passepartout che permette di attraversare gli anni ottanta, mettendone in luce il carattere trasformativo. Questo perché di trend si può parlare in almeno due modi e il discrimine fra questi due modi proprio negli ottanta diventa sempre più evanescente. Prima di tutto un trend è una linea che schizza sugli assi cartesiani, è il risultato di un lavoro di intelligence che scandaglia il passato, con i metodi delle scienze esatte, alla ricerca di costanti che possano illuminare sul futuro. Quella linea tracciata sul foglio, il trend di mercato, diventa allora uno stereotipo visivo, in grado di assumere su di sé la sintesi di un intero sistema, costellato da yuppies e manager in carriera, devoto al calcolo razionale, completamente assorbito da un’etica della...